Svizzera Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Seleziona la tua lingua

Da: Mattino della Domenica, Rubrica "Papageno: in nome dei padri", 30.1.11, pag 9 (pagina Mattino in pdf)
Papageno ha fatto notizia quando in uno striscione scriveva: “No al matrimonio”. Slogan vuoto, provocatorio o spirito del tempo? In un articolo recente del Tages Anzeiger si leggeva: "Gli uomini preferiscono il sesso orale perché così la donna non rimane incinta", scritto dal noto professore canadese Lionel Tiger. È di questi giorni la notizia che Georges Clooney non vuole sposare la bella Elisabetta Canalis. Afferma che si è già sposato una volta e che il suo “contributo” al matrimonio lo ha già dato. Il Cavaliere della vicina Repubblica ha ricevuto da sua moglie una richiesta di mantenimento annuo pari alla somma che il Cavaliere spende per l’AC Milan.
 
D’altro canto la nostra nuova CF Sommaruga propone a favore del coniuge beneficiario di alimenti (madre) d’aggredire il coniuge debitore (padre) intaccandogli (proporzionalmente) il minimo esistenziale: al padre non verrà più garantito neppure il minimo vitale, ossia Fr. 1200.- al mese (+ affitto e cassa malati) previsti attualmente dalla legge! (Per più dettagli: www.miopapageno.ch inserendo “minimovitale” in “Cerca nel sito”). Una dichiarazione di guerra a cui rispondono con coraggio i primi movimenti antifemministi e le numerose associazioni di padri in Svizzera, tra cui Papageno e Agna in Ticino. Naturalmente con una maggioranza femminile al Governo e la Sommaruga al comando del Dipartimento competente, i giochi son fatti.
 
Da: Rubrica "Papageno: in nome dei padri" del Mattino della Domenica, 16.1.11 pag 8 (pagina Mattino in pdf)
 
Papageno: in nome dei padri. Causa di divorzio senza fine. Lo Stato continua a pagare…
 
Prendiamo spunto dal caso di un padre di tre figli, separato dal lontano 2002, esasperato da oramai 9 anni di procedura di separazione e divorzio a causa delle esorbitanti pretese della moglie. Ella, dall’età di 36 anni, pretende almeno 2'400 fr al mese di alimenti per sé stessa [ndr: nel 2002 fr 1'000 al mese, nel 2011 fr 2'400], la metà degli averi dei coniugi e della casa, gli alimenti per i figli e una “liquidazione” di almeno 60'000 fr (sic!).
 
La prima lettera inviata dalla legale della moglie, avv.ta Rosella Chiesa Lehmann di Mendrisio, data del lontano 2001. Da allora, questa “povera madre” ha sottratto di nascosto al marito 6'000 fr nell’ultimo anno di vita in comune; dopo la separazione lavorava “in nero” mentre era in disoccupazione, incassava in doppio assegni familiari sia dal marito che dalla cassa disoccupazione, incassava dallo Stato assegni integrativi senza averne diritto e otteneva per anni il condono delle imposte dallo Stato millantando considerevoli spese finanziarie rivelatesi fittizie. È il marito ad aver denunciato la moglie, sebbene questi fatti fossero già desumibili dagli atti processuali in Pretura. Il marito, al contrario, lavorava e si adoperava per tutelare i tre figli e il loro futuro.
 
Interpellata da terzi, la moglie pretende di non volere nulla dal marito ma che è la “Legge” che gli impone di ricevere! Di fatto è in atto un vero e proprio “ricatto legalizzato”: “Vuoi il divorzio? Beh, allora paga quello che voglio! In caso contrario andiamo avanti nella causa, tanto che ci perdo? Dal 2002 continuo a stare nella casa coniugale e, dal 2007, ci vivo pure con il mio amico poliziotto M. N.. In più ti porto via la metà dei contributi che versi per la AVS e la Cassa pensione: dalla separazione nel 2002 ad oggi, la bellezza di 90’0000 fr (sui 180'000 fr versati dal marito e dal datore di lavoro)! Il tutto alla facciaccia tua e senza spese, visto che il Pretore Enrico Pusterla continua anche nel 2011 a concedermi l’Assistenza Giudiziaria, nonostante l’Interrogazione parlamentare al CdS del 2009 del deputato Poggi. Eh sì, tanto mica pago io: lo chèque lo firma il Pretore Pusterla, lo incassa la mia avv. Rosella Chiesa Lehmann e i soldi li paga lo Stato! Per cui, perché dovrei divorziare?”
 
Da: Mattino della Domenica, rubrica "Papageno: in nome dei padri", 19.12.10 pag 18 (pagina Mattino in pdf)
 
Padri divorziati trasformati in “lavoratori poveri” e “indebitati cronici” da Giudici del Tribunale d’Appello

Prendiamo spunto dal caso di un padre di 50 anni, domiciliato nel Luganese, che percepisce un salario considerato medio-alto in Ticino. A seguito della domanda di separazione inoltrata dall’avvocato della moglie, un Pretore (specialista in divorzi) ha sottoposto ai coniugi una proposta di accordo di separazione in cui propone al padre di lasciare alla divorzianda moglie la casa con piscina, i tre figli, la gran parte dello stipendio e di "levarsi gentilmente di torno”. Ecco la proposta scritta del Pretore:

. Da: Mattino della domenica, rubrica "Papageno: in nome dei padri" 5.12.2010 pag 8 (pagina Mattino in pdf)

Piuttosto che spronare gli ex-coniugi alla collaborazione reale e alla conciliazione concreta per approdare alla parità fra i ruoli genitoriali e, soprattutto, al tanto ribadito "bene del minore", l'attuale diritto del divorzio - non è unicamente il mio personale sentire - connota le pratiche del divorzio come fossero una competizione, se non una guerra, fra madre e padre, costretti loro malgrado a contendersi i figli.
In linea con quanto affermato, pure il fatto che il padre (nel 95% dei casi il "genitore escluso") per richiedere l'affidamento debba scatenare la "macchina bellica" delle perizie genitoriali, nell'intento di vincere la guerra "contro" la madre dei propri figli, per tentare di dimostrare d'essere più idoneo di lei quale genitore affidatario! Miseria radicale! Casi eclatanti a parte, tutti e due i genitori sono idonei. Allora perché escluderne uno o tentare ad ogni costo di farlo?

Di questo si tratta nell'attuale diritto del divorzio. Non della ricerca di pari opportunità fra madre e padre in favore del benessere dei figli ma "competizione" tra i due che si devono contendere la custodia pressoché totale dei figli! Di mettere madre contro padre e viceversa, di questo si tratta!

Da: Mattino della Domenica, Rubrica Papageno: in nome dei padri", 21.11.10 pag 10 (Pagina Mattino in pdf)

Sin dagli albori della vita sulla terra, nel mondo animale, ogni individuo di sesso femminile una volta compiuto l’atto di fecondazione, si trova coinvolto automaticamente nel processo programmato dalla natura per la continuazione della specie. Dopo la nascita, che la obbliga ad assistere, nutrire, proteggere ed istruire il nuovo nato, la madre sia essa una pulce un coccodrillo o qualsiasi altra specie animale con pochissime eccezioni, si attiva sin dal primo momento di vita dei suoi piccoli per sostenerli fino alla raggiunta indipendenza.

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

Forniamo documentazione e analisi per sostenere decisioni informate e un dibattito pubblico equilibrato in Ticino e in Svizzera.

Iscriviti per ricevere aggiornamenti.

Maschi avvisati mezzi sal­vati

Bene dei minori

Male dei minori

Ultimi articoli