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Da: Mattino della domenica rubrica "Papageno: in nome dei padri", 29.1.12 pag 31

Anzitutto i padri e i figli di questo nostro bel paese si aspettano che l’autorità parentale congiunta sia ancorata alla legge. Per dirlo con la nostra consigliera federale Som­maruga, questa modifica di legge non è che un adeguamento alle norme vigenti da anni nel resto dell’Europa. Siamo il fanalino di coda. Ci aspettiamo dunque che i padri non debbano più sottoporsi agli umilianti test di idoneità pa­rentale imposti dalle autorità tuto­rie. Ma come abbiamo già avuto modo di sottolineare, le modifiche di legge previste non risolvono per niente i problemi con cui vengono investiti i minori di questo paese. L’ipocrisia retorica di voler im­porre ai genitori “il bene dei mi­nori” continuerà: lo Stato sa meglio di chiunque altro qual’è il bene dei figli, perfino meglio dei genitori stessi! Se però si chie­desse ad un giudice di definire il bene del minore, una volta potrà essere quello, ad esempio, di non abbandonare la “casa degli affetti” (abitazione coniugale), e un’altra addirittura la deportazione dei figli da parte della madre perfino ol­tr’alpe, oltre frontiera, oltre oceano: incoerenze radicali e tutte con la massima disinvoltura.

Da: Mattino della domenica, 18.12.11 pag 15, rubrica "Papageno: in nome dei padri"

Nel nostro articolo di luglio vi informavamo che la moglie di Walter Recchiuti, la signora Astrid Catti, il 4 febbraio del 2008 da Minusio si era trasferita in Francia andando a vivere con un uomo di nazionalità francese. Lo aveva fatto portandosi via i due figli, Alexandro di 6 anni e Maximiliano di 2, senza il consenso del marito. La moglie, in occasione della recente perizia psichiatrica familiare ordinata dal Giudice del divorzio francese, ha dichiarato che il giorno 4 febbraio 2008 in cui ha lasciato l’abitazione coniugale coi figli, è intervenuta la polizia cantonale per sedare le violenze che Walter Recchiuti stava esercitando su di lei: fortunatamente, il padre è riuscito a dimostrare le infondatezze di queste accuse, così come il presunto intervento della polizia, in realtà mai avvenuto. Da allora per questo padre e i suoi due figli è iniziata una vita da incubo di indicibile sofferenza, divisa tra Svizzera e Francia. Ma la vicenda si complica.

Da: Mattino della domenica, 11.12.2011, pag 12, rubrica "Papageno: in nome dei padri"
La famiglia è sotto attacco da più parti! Lo Stato invece che difenderla pare volergli infliggere il colpo di grazia.

Già sessant’anni fa l’autorevole antropologa statunitense Margaret Mead, nel suo best seller Maschio e femmina” scriveva: “In seno alla famiglia, ogni nuova generazione di ragazzi apprende ad essere sostegno adeguato e sovrappone alla mascolinità, implicita nella sua costituzione biologica, la parte di padre, che ha appreso dalla società. […] La paternità è un’invenzione sociale. Le testimonianze dimostrano che dobbiamo considerare la paternità in modo assai diverso dalla maternità. Gli uomini devono imparare a desiderare di provvedere ad altri e questo comportamento, essendo acquisito, non ha solide basi e può sparire facilmente, se le condizioni sociali non continuano a insegnarlo. Si potrebbe invece dire il contrario delle donne: esse sono madri a meno che non si insegni loro a negare l’istinto materno”. Considerazioni fondamentali che terremo ben salde in mente per cercare di evidenziare in che maniera la politica familiare ticinese, ed il diritto di famiglia, si propongo di realizzarle e difenderle.

Da: Mattino della domenica, 27.11.11 pag 10 rubrica "Papageno: in nome dei padri"

MATTINO: L’autorità parentale congiunta diventa la regola. Siete soddisfatti della nuova normativa?

PAPAGENO: Sì e no. Siamo l’ultimo paese d’Europa a riconoscere ai propri figli questo diritto. Non ci pare un gran progresso, come ha ammesso la signora Sommaruga. Tuttavia, in molti casi potrebbe risultare meglio di quanto fatto fin’ora, a condizione però che un’autorità di vigilanza la facesse davvero rispettare ricorrendo, in caso di inosservanza, a sanzioni adeguate. Ad ogni modo, per noi padri si prospettano tempi durissimi in cui generare un figlio equivarrà ad un vero suicidio, come minimo dal profilo economico. Per il resto, non cambierà ahinoi nulla. Impietoso, pare continuare il processo di privazione di una qualsiasi funzione educativo-formativa e d’autorità al padre, sia in seno alla famiglia che in società.

Da: Mattino della domenica, 13.11.11 pag 11 Rubrica "Papageno: in nome dei padri"

 

Papageno: in nome dei padri. Test genitoriali preventivi?

 

Nei corridoi di tutti i paesi democratici, la fanno da padroni i funzionari: anche in Ticino. Ad ogni santo il suo funzionario. Contrariamente a quanto si pensa, i nostri funzionari sono una classe creativa. Le buone anime preposte alla “difesa della famiglia” e soprattutto al “bene dei minori”, inventano nuove regole e nuove prassi, per ingrassare i meccanismi della burocrazia. Le famiglie in difficoltà non sanno ancora che far entrare lo Stato nella famiglia è come invitare un elefante in una cristalleria. Non sanno ancora che le istituzioni sono autoreferenziali, ossia hanno per obiettivo la sopravvivenza della burocrazia stessa. Un po’ come i politici nelle democrazie: sovente attuano e propongono in funzione della propria rielezione e non del “bene del popolo”.

Si sa: 2/3 delle famiglie divorziano e i figli sono affidati alle madri nella misura del 95%. Ma, se un padre ha la sciagurata impressione di doversi occupare della crescita ed educazione dei propri figli dopo la separazione, allora deve intervenire lo Stato. Pretori, tutorie (uscite malconce dal rapporto Affolter) e accoliti (tra i quali spiccano gli avvocati, veri seminatori di zizzania) si mettono in marcia. Psicologi, psichiatri, funzionari dei servizi sociali, devono anzitutto stabilire, su mandato del pretore o delle autorità tutorie, se tal padre ha la licenza di padre. Una licenza “in sanatoria” poiché fintanto che la famiglia viveva felice e beata sotto la romantica patologia dell’amore, nessuno si faceva domande.

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Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

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