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Padri divorziati. Tutelare anche loro

Da: Il mattino della domenica

Scritto da MDD   
domenica 16 dicembre 2007
La Lega inoltra una mozione al Consiglio di Stato

Qual è la parte meno tutelata in caso di divorzio? L'ex marito. Si moltiplicano infatti i casi di padri divorziati che si trovano in condizioni disastrate. Padri che si stanno sempre più organizzando in associazioni; e questo è un segnale chiaro.
Se si esclude la questione assurda del taglio all'anticipo alimenti, in caso di separazione la legge attuale tutela di principio l'ex moglie. Se si tratta di una persona litigiosa, o animata da sentimenti di vendetta, la catastrofe è dietro l'angolo e la legge le mette su un piatto d'argento tutti gli strumenti per rendere la vita impossibile all'ex marito. I figli vengono di principio affidati alla madre senza guardare tanto per il sottile, e c'è purtroppo chi li usa come arma ricattatoria senza dover, per questo, temere delle conseguenze, ad esempio sul diritto agli alimenti, per il suo comportamento scorretto. Se l'ex moglie è a beneficio del gratuito patrocinio, potrà poi tirare la causa di divorzio il più a lungo possibile. Ciò che non è il caso dell'ex marito il quale, anche se dopo aver pagato gli alimenti che spesso raggiungono la metà dello stipendio, gli resta solo il minimo vitale, non beneficia del gratuito patrocinio e non può nemmeno dedurre fiscalmente le spese legali. Oltretutto in Ticino gli alimenti vengono calcolati secondo le tabelle di Zurigo, cosa che non sta né in cielo né in terra, vista la differenza tra i costi della vita in Ticino e a Zurigo!
Quindi per pagarsi l'avvocato l'ex marito e padre deve incidere sul suo minimo vitale. E se la causa di separazione viene tirata per le lunghe, grazie anche alla compiacenza di pretori che non sanno fare il loro lavoro e non sono in grado di arginare la cavillosità di una delle parti in causa, le spese legali raggiungono rapidamente cifre fuori misura.
Senza contare i vari trucchetti messi in campo dell'ex dolce metà che magari convive con un altro partner ma naturalmente non lo fa figurare per poter continuare a "mungere". Oppure - succede anche questo - che bellamente si rifiuta di mettersi a cercare un lavoro perché tanto l'ex deve provvedere a mantenerla.
Non parliamo poi delle Kommissioni tutorie, il cui obiettivo  non è il benessere dei minori, ma procacciare lavoro e introiti agli istituti del cosiddetto $ociale, e così queste Kommissioni entrano a piedi pari in situazioni familiari già delicate provocando sfracelli.
I tempi sono cambiati ma la legge come al solito è in ritardo. In caso di divorzio, tanto più se sono coinvolti dei figli, la legge deve tutelare in modo equo gli interessi dei due ex coniugi, impedire lungaggini ingiustificate fatte per spillare più soldi possibile alla controparte magari abusando del gratuito patrocinio e quindi dei soldi del contribuente. Vanno impedite "guerre dei Roses" in cui a soffrire di più - e non si sa con quali conseguenze future - sono i figli. Come pure va assolutamente impedito l'utilizzo dei figli come arma di ricatto.
Per questo la Lega, tramite mozione firmata dai deputati Norman Gobbi, Lorenzo Quadri e Donatello Poggi, ha chiesto al Consiglio di Stato la  creazione di una figura istituzionale che garantisca, in caso di divorzio, i diritti del padre, e vigili affinché la controparte non commetta abusi; magari approfittando del gratuito patrocinio. Qui bisogna intervenire, e in fretta! Sveglia!!

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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