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Egregi Signori,
come mi ho comunicato, ho provveduto a querelare la mia ex moglie a causa dei fatti del 16 settembre, occasione in cui mi ha malmenato davanti ai bambini, raccontando poi al curatore (che non ha fatto nessuna verifica) che "ci siamo malmenati" (?) perché ho maltrattato i bambini (??). Il sostituo Procuratore Pubblico ha incaricato la Giudicatura di pace di intervenire; questa ci ha convocati oggi, 16 aprile, alle ore 17.00. La mia ex moglie, pure avvertendo anticipatamente il Giudice di pace, non si è presentata.
Ora, vi prego di considerare quanto segue:
a. il conflitto genitoriale esiste, il fatto che la mia ex moglie non abbia "afferrato la mia mano tesa",
ne é la prova. Avesse ammesso le sue colpe davanti al Giudice di pace che, come da consuetudine,
non verbalizza che il raggiunto accordo tra le parti, la mia ex consorte avrebbe evitato un (fosse solo remotamente possibile) forte stress ai bimbi che potrebbero essere interrogati circa i fatti di cui sopra; (chi ha rancori verso chi?)
b. per quanto attiene al punto "a.", è un atteggiamento degno di una buona madre, il preferire che i figli vengano esposti piuttosto che ammettere le sue colpe?
Vi prego di prendere nota di quanto sopra e, certo che, durante il nostro incontro di domattina presso di Voi, si possa riflettere insieme sui reali contenuti di questo gesto e delle possibili conseguenze.
Cordialità
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