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Luigi Pedrazzini : «Magistrati, c'è chi vi apprezza: e sono tanti»

Da: CdT 6.6.09 pag8

LUIGI PEDRAZZINI ALL'ANNO GIUDIZIARIO

«Magistrati, c'è chi vi apprezza: e sono tanti»

e.ga./gi.m
FIDUCIOSA La presidente del Tribunale d'appello Emanuela Epiney-Colombo. (fotogonnella)

«Io assicuro ai magistrati ticinesi che resiste, comunque, in questo Paese una solida, anche se spesso silenziosa, maggioranza di cittadini che apprezza il loro lavoro, che sa che le istituzioni giudiziarie non si difendono con prese di posizione, con comunicati, con interviste, bensì rispettando le procedure e emanando decisioni nel segno della massima competenza, del rigore, della conoscenza dei fatti e del diritto, cioè - in termini certo non diversi - secondo scienza e coscienza». Così l'avvocato Luigi Pedrazzini, direttore del Dipartimento delle istituzioni, ieri in occasione del suo tradizionale discorso in occasione della cerimonia di apertura dell'anno giudiziario, svoltasi a palazzo dei congressi a Lugano. Un discorso, il suo, tenuto davanti ad una attenta platea di magistrati ed avvocati che successivamente hanno seguito una giornata di studio, con qualificati relatori, dedicata al tema dell'espropriazione. L'avvocato Pedrazzini, e successivamente la presidente del Tribunale d'appello Emanuela Epiney-Colombo, hanno fornito nei loro discorsi fotografie del mondo della giustizia da varie angolature: dall'interno, dall'esterno, dal punto di vista del politico e da quello dell'esperta del settore, che vive quotidianamente i problemi (compresi quelli logistici) della giustizia: da quelli spiccioli ai più importanti. E sullo sfondo le novità in arrivo: il Parlamento svizzero che pensa di inasprire le pene, l'arrivo della nuova procedura penale federale tra un paio di anni con una serie di importanti novità che rischiano di mettere a dura prova l'attuale apparato giudiziario e gli effetti, non sempre benefici, dell'entrata in vigore del nuovo Codice penale svizzero.

I magistrati sono confrontati con una importante mole di lavoro, sempre in aumento. E l'errore è dietro l'angolo. «Certo - ha sottolineato Pedrazzini - l'errore è sempre possibile, e in questi ultimi tempi sono accaduti episodi, anche di un certo clamore, che si sono concretizzati nella scelta dell'istanza superiore di modificare le decisioni del primo giudice. Questa realtà ha generato atti parlamentari e articoli di critica, accuse di incompetenza, richieste di intervento al Governo e al Dipartimento anche in dispregio al sacrosanto principio della separazione dei poteri. Io penso, invece, che questi episodi attestano l'esistenza di un sistema giudiziario vero, vivo e forte, non formale, dinamico, critico e indipendente, ed esorto i magistrati che intervengono per primi a non considerare il semplice rischio di una successiva bocciatura del loro operato come una sorta di censura preventiva».

«La Giustizia - ha proseguito Pedrazzini - non deve produrre utili e non deve soprattutto ‘costare poco' .La Giustizia deve produrre giustizia, salvaguardare cioè la legalità, la correttezza, il rispetto nelle relazioni fra le persone, garantire la sicurezza del diritto, impedire i soprusi, le violenze, le intolleranze, punire chi non rispetta le regole della nostra convivenza. Di conseguenza il costo del lavoro dei magistrati e del funzionamento degli apparati giudiziari va calcolato in funzione della qualità di questo lavoro e se necessario - come ho già detto - vanno senza indugio adeguate le risorse a loro disposizione».

«Il trattamento tempestivo di una causa giudiziaria - ha fatto eco l'avvocato Epiney-Colombo - è un elemento essenziale per il buon funzionamento del circuito economico, a tutela di chi si comporta correttamente e onora i propri impegni». «Le spese di funzionamento della Giustizia - ha proseguito - non sono quindi costi, ma investimenti».

Un discorso in cui si inseriscono le citate modifiche legislative a livello federale e cantonale. «La magistratura civile e quella penale dovranno cambiare radicalmente il loro modo di lavorare con i nuovi codici di diritto processuale civile e penale svizzero, che entreranno in vigore verosimilmente nel gennaio 2011». «Il 2010 sarà quindi un anno frenetico, perché sarà necessario adeguare l'organizzazione giudiziaria ticinese». «Ci riusciremo con uno sforzo comune, tesi tutti verso l'obiettivo, che è quello di assicurare alle cittadine e ai cittadini una Giustizia efficace, rapida e attenta ai loro bisogni».

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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