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La mia storia di padre con due figli rapiti dalla mia ex moglie

Da: www.tio.ch; Notizia del 10/06/2009 - 09:00 (link all'articolo)

TICINO. La mia storia di padre con due figli rapiti dalla mia ex moglie

Da un anno è mezzo un abitante di Minusio non riesce a vedere i suoi due bambini che oggi hanno sette e 3 anni. L'ex convivente è fuggita in Francia, portandosi via i due figli. Tra processi, burocrazia, denunce, una via crucis fatta di dolore e speranza. Una vicenda tra gli oltre 100 casi di minori rapiti da uno dei due coniugi che annualmente si verificano in Svizzera.

LUGANO - L'incubo di Walter Recchiuti dura esattamente da un anno e 4 mesi. È iniziato il 4 febbraio del 2008, quando la sua ex moglie Astrid Catti, è andata via di casa portandosi via i loro due figli: Alessandro di 6 anni e Massimiliano di 2 anni. Da quel giorno per Walter è iniziata una vita in salita, fatta di avvocati, di ricerche, di appelli disperati, di viaggi della speranza e soprattutto di tanta sofferenza. La sua storia di genitore al quale sono stati sottratti i bambini dall'ex partner è solo uno dei tanti casi che annualmente si verificano in Svizzera. Sul tavolo del Dipartimento federale di giustizia e polizia giacciono oltre 200 casi di minori rapiti da uno dei due coniugi. Lo scorso anno Berna ha trattato complessivamente 208 casi, 97 dei quali risalenti all'anno precedente. 111 invece i nuovi casi nel 2008. Una realtà che continua ad aumentare di anno in anno. 

La tranquilla e felice vita a Minusio - Walter e Astrid vivevano in una casa di Minusio assieme ai loro due figli. In quella casa oggi ci vive solo Walter e spera di poterci riportare un giorno i suoi bambini, dato che l'ultima sentenza del 20 maggio 2009, emessa da un Tribunale francese, ha condannato la sua ex moglie accusandola di tenere illegittimamente i due figli. Eppure da quella sentenza sono trascorse 3 settimane, e Walter continua a non poter vedere i suoi bambini. La solitudine di Walter dura dal 4 febbraio del 2008: "Quel giorno, uscì di casa e portò con se i nostri bambini. Andò prima a casa Armonia (la casa che offre aiuto alle donne vittime di violenza, ndr). Poi il 29 febbraio lasciò la Svizzera, e di lei non ho saputo più nulla. Per me iniziò un periodo dolorosissimo. Solo dopo diverse ricerche scoprii che si erano trasferiti tutti a Marsiglia. Presentai subito a Berna una denuncia di rapimento internazionale di minori. Era il maggio del 2008. Ci sono state nel frattempo due sentenze francesi, e in entrambi i casi la giustizia ha dato torto alla mamma".

L'accusa di essere un padre violento - Di fronte a casi di questo tipo, spesso la donna arriva ad accusare l'ex coniuge di violenza. Qualcuna arriva perfino a parlare di abusi sessuali. Accuse che spesso, come hanno tenuto a sottolineare in diverse occasioni le Commissione Tutorie, si rivelano infondate. Perchè sua moglie è andata via, chiediamo al nostro interlocutore: "Un giorno ho ricevuto dalla mia ex moglie una mail confessione, nella quale mi parlava di vicende private molto gravi avvenute all'interno della sua famiglia, e che per colpa di questi episodi drammatici aveva sviluppato un'eccessiva paura. Solo in un secondo momento scoprì che in realtà aveva un altro uomo, e che si era portata via i bambini per stare accanto al suo nuovo compagno. Nei vari processi ha raccontato che ero un padre violento. Ma fortunatamente sono riuscito a dimostrare che tutto era infondato. Se fossi stato un padre violento non mi sarei nemmeno presentato alle udienze, e invece ci sono andato a testa alta".

Il primo incontro coi figli - L'ultima volta che Walter ha potuto riabbracciare i suoi due bambini è stato il 18 marzo di quest'anno. "L'incontro è avvenuto in occasione di un'udienza in Francia. Siamo andati al parco insieme. Abbiamo fatto le foto, e per un attimo ho riassaggiato il piacere di giocare con i bambini. Mi ero illuso che tutto sarebbe tornato nella normalità, e che alla luce delle sentenze dei tribunali francesi, i bambini potessero tornare anche da me. Purtroppo a distanza di oltre 2 mesi i bambini continuano ad essere ostaggio della madre".

L'aspetto più doloroso - In questa triste vicenda, di dolori ce ne sono tanti. Ricordandoli, Walter a stento trattiene la commozione: "Inizialmente mi era stato concesso di vedere i bambini una volta a settimana. La mia ex moglie, per stare più tranquilla, aveva deciso che l'incontro doveva avvenire in un luogo di pubblico, nemmeno fossi il più orribile dei mostri. Per fortuna che ho avuto un forte sostegno dagli altri padri dell'Associazione Papageno, uomini  nella mia stessa situazione o con vicende ancor più drammatiche".

Un padre al limite della sopportazione - "Spero che da questa storia - conclude Walter - l'opinione pubblica e le autorità politiche e giudiziarie possano mostrare maggiore sensibilità nei confronti del ruolo paterno, un ruolo spesso sottovalutato in questi contesti. Nel momento in cui sei confrontato con questi problemi entri in un mondo fatto di leggi e burocrazie talmente complicate, che si rischia di impazzire. Oggi sono un uomo al limite della disperazione, ma la speranza di poter riabbracciare i miei bambini non l'ho ancora persa".

208 casi in Svizzera
Nel 2008 l'Autorità centrale in materia di rapimento internazionale di minori dell'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha trattato complessivamente 208 casi, 97 dei quali risalenti all'anno precedente. Su 111 nuove richieste, 75 riguardavano il ritorno di minori e 36 l'esercizio del diritto di visita. La Svizzera ha di nuovo presentato molte più richieste di ritorno di quante non ne abbia ricevute.

Dal 1 luglio nuova legge federale sul rapimento internazionale di minori
In futuro, le autorità potranno offrire una maggiore protezione ai minori rapiti e portati all'estero da un genitore. A tal fine saranno in particolare accelerate le procedure di ritorno e incentivate le soluzioni amichevoli dei conflitti tra i genitori. Il Consiglio federale ha fissato per il 1° luglio 2009 l'entrata in vigore della nuova legge federale sul rapimento internazionale di minori e delle due Convenzioni dell'Aia sulla protezione dei minori e degli adulti.

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Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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