Svizzera Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Seleziona la tua lingua

Da: La regione, 16.04.08, pag 11

Nessuno al di sotto dei 3’500 franchi
Anche parità salariale e riconoscimento della formazione nella nuova campagna dell’Unione sindacale svizzera


Berna – Nessuno in Svizzera dovrebbe guadagnare meno di 3’500 franchi al mese o 20 fran­chi all’ora. E per chi ha una for­mazione professionale il sala­rio minimo va fissato a 4’ 500 franchi. È quanto esige l’Unio­ne sindacale svizzera (Uss), che ha lanciato una nuova campa­gna per una retribuzione digni­tosa.
« Chiunque lavori deve poter vivere del proprio salario » ha detto il presidente dell’Uss Paul Rechsteiner in una conferenza stampa, ieri a Berna. Dieci anni fa, lanciando la prima campagna a favore dei salari minimi, il sindacato aveva pro­posto uno stipendio minimo di 3’000 franchi. Questo limite va ora alzato e adattato al rincaro, ha spiegato Rechsteiner.
In Svizzera i “ working
poors”, vale a dire le persone che lavorano ma non guadagna­no abbastanza per vivere, sono circa 200’000. L’11% dei salari è inferiore ai 3’500 franchi men­sili. Le più colpite sono le don­ne che rappresentano la mag­gioranza dei dipendenti dei set­tori con bassi salari: una donna su cinque guadagna infatti meno di 3’500 franchi. La cam­pagna dell’Uss intende quindi essere anche un contributo al­l’uguaglianza salariale fra i ses­si. Le lavoratrici meno pagate svolgono professioni nel setto­re dei servizi personali, come le estetiste e le parrucchiere: per il 64% lo stipendio non rag­giunge i 3’500 franchi, anche se la maggioranza possiede una formazione professionale.
La nuova campagna della centrale sindacale ha anche lo scopo di valorizzare la forma­zione professionale fissando sa­lari minimi di almeno 4’ 500 franchi per chi ha svolto un ap­prendistato. E per gli apprendi­sti la paga non dovrebbe essere inferiore ai 1’ 000 franchi, ha detto il capo economista del­l’Uss
Daniel Lampart. La for­mazione professionale è un va­lore essenziale per l’economia svizzera, è quindi inaccettabile che in alcuni settori i lavoratori che hanno svolto un tirocinio guadagnino solo poco di più de­gli altri, afferma Lampart. Una formazione è un investimento per la vita, e deve essere ricom­pensata dal punto di vista fi­nanziario.
Per il personale a tempo par­ziale, spesso ancora pagato al­l’ora e con condizioni di lavoro precarie, i sindacati chiedono una retribuzione oraria mini­ma di 20 franchi. L’Uss intende introdurre questi obiettivi nei contratti di lavoro collettivi (Ccl). Nei settori senza Ccl, i sa­lari minimi saranno fissati in contratto-tipo grazie alle misu­re di accompagnamento alla li­bera
circolazione delle persone, hanno spiegato i responsabili sindacali.
I datori di lavoro chiedono in­vece negoziati caso per caso. Bi­sogna tenere in considerazione la situazione di ogni settore, ha commentato il direttore dell’U­nione svizzera degli imprendi­tori (Usi) Thomas Daum, inter­rogato dall’Ats. A suo avviso, imporre una soglia minima po­trebbe avere conseguenze nega­tive sui posti di lavoro. Alcune imprese potrebbero essere ob­bligate a cancellare impieghi per problemi finanziari. Anche l’Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam), organizzazio­ne mantello delle piccole e me­die imprese, giudica le proposte sindacali
« economicamente in­sensate e controproducenti» .
ATS




KEYSTONE
Vendita, un settore da tenere d’occhio

 

Da: Corriere del Ticino, 4.4.08, pag 61

<>Oneri eccessivi per il contribuente


Constato che da qualche tempo vengono imposti gravi oneri a livello di tassazione. Mi chiedo: ma qualcuno si rende conto che coloro che lavorano o la classe dei pensionati sono tassati, ai fini dell’imposta, in modo eccessivo?
In sintesi, a chi svolge un’attività o è pensionato, con un reddito anche mediocre, vengono imposti oneri rilevanti.
Per coloro che svolgono un’attività commerciale in diversi settori il fisco nella sua occhiuta rapina toglie qualsiasi possibilità di sviluppo, costringendo gli interessati a chiudere l’attività dopo pochi anni. E gli esempi sono lì da vedere. Oltre le imposte, vanno infatti considerati anche gli altri oneri sociali, assicurativi e di affitto.
Chi ha il coraggio di intraprendere un’attività viene immediatamente penalizzato da un carico eccessivo dei balzelli che gli tolgono la voglia e la possibilità di lavorare con serenità.
Il contribuente è colpito da tre imposte: a livello comunale, cantonale e federale.
Prima dell’introduzione dell’ IVA certi politici, in particolare il Partito delle tasse, ci avevano detto che nel caso in cui il popolo avesse detto un sì alla famigerata IVA, la terza imposta federale sarebbe decaduta. Nulla di più falso! Dopo l’accoglimento della tassa suddetta, nessuno si è sognato di annullare quella del fisco federale. È il caso di dire: ma dove dobbiamo andare con il continuo carico di imposizioni? Aggiungendo il balzello della Lamal, possiamo dire che il contribuente è stato ridotto all’osso, come si suol dire.
L’economista Friedmann, a giusta ragione, aveva affermato che lo Stato deve applicare una tassa equa, per lasciare al contribuente di poter disporre di un certo reddito che gli possa permettere di far fronte ai suoi impegni e consentirgli un limite di spesa, fatto questo che contribuisce ad incrementare l’economia. In Ticino, tuttavia, si vuol fare il contrario, dopo gli sgravi fiscali realizzati grazie alla politica di Marina Masoni. La gente di medio-basso reddito rischia di non raggiungere la fine del mese e il fisco potrebbe costringerla sempre più ad indebitarsi. Nel nostro Paese i precetti esecutivi in questi ultimi anni hanno cifre esorbitanti. Poi ci vengono a dire che bisogna aumentare le imposte per risanare i conti del Cantone. Assurdo.
Occorreprima di tutto praticare economie a tutti i livelli. Questo è il punto. Penso inoltre che, anche a livello di socialità, è necessario frenare certe spese inutili che provocano solo danni al nostro Paese.
Con le varie imposte si raggiunge una media di circa il 38% di imposizione.
A coloro che con grandi sacrifici sono riusciti a costruire una casetta il fisco impone di pagare un tributo su un imponibile per un affitto fasullo (reddito locativo).
Sono più che necessari nuovi correttivi per non portare la gente che lavora al disastro economico e familiare.

Aldo Moresi,
Bellinzona

Da: La regione, 4.4.08, pag 38

Giudicare? Troppo facile
Rispondo alla lettera “ Complimenti Signora”, di sabato 22.03.08, del signor Adriano.
A scriverle è una signora, moglie e mamma, che al con­trario di lei - scusi se mi permetto, ma da come è imposta­ta la sua risposta, mi fa presupporre che sappia sì e no co­sa significhi far fatica ad arrivare a fine mese - ho avuto ed ho tutt’ora difficoltà. Per problemi che comunque, terrò privati; all’epoca dei fatti mi ritrovai ( io, mio mari­to ed una bambina piccola) dall’oggi al domani senza nes­suna entrata finanziaria e dovetti per forza rivolgermi al­l’assistenza.
Ci tengo a precisare, che quest’ultima, al contrario di come vuol far intendere lei, passa solo il minimo indi­spensabile, di cui bisogna pensare a tutto: affitto, cassa malati e altre spese. Capitava così di restare con ad esem­pio 400 franchi e di dover far fronte con questi, alle spese per cibo, abbigliamento ecc.
Perciò che riguarda la sua affermazione dove fa capire che con uno stipendio di 3’ 500 franchi si hanno tutta una serie di privilegi, come l’esonero delle tasse... È semplice­mente surreale! Poiché a mio modo di vedere è semplice­mente
che si pagano le tasse in base alle possibilità ( sti­pendio percepito) com’è giusto che sia! Ora nella mia si­tuazione attuale, posso permettermi un lavoro - cosa che prima era impossibile con una bimba piccola - per mia fortuna, ma nonostante ciò, dobbiamo pensare a tutto con meno di 3’ 000 franchi in due persone, imposte comprese. Seppur non senza difficoltà e sacrifici - io ho dovuto ri­nunciare sempre alle vacanze! - arrivo a fine anno senza debiti, pagando però tutto a rate esempio 50 franchi alla volta e grazie comunque alla tredicesima.
L’unica cosa che ricevo sono i sussidi per la cassa mala­ti e con quello che risparmio posso magari pagare delle fatture! Altro che “ esonero delle imposte” come dice lei. È una vergogna, che persone che prendono 5’ 000/ 6’ 000 fran­chi si permettono di sparare sentenze e giudicare persone che hanno realmente difficoltà.
Probabilmente lei non sa nemmeno cosa vuol dire da co­me parla - ma si permette comunque di giudicare, senza provare sulla sua pelle, senza pensare che ci sono persone che devono loro malgrado, vivere con meno di 3’ 000 fran­chi mensili.
Detto questo, la saluto.

LETTERA FIRMATA
 

Da: Corriere del Ticino, 31.03.08, pag 7

<>Salario d’oro per Meyer
Nel 2007 al direttore delle FFS dati circa 1,3 milioni


A uno stipendio base di 500.000 franchi si sono aggiun­ti svariati bonus, indennità e contributi per centinaia di migliaia di franchi – Inoltre la divisione immobiliare del­l’azienda gli ha comprato la casa che aveva in Germania


Nel primo anno del suo man­dato, il 2007, il direttore delle Ferrovie federali svizzere Andre­as Meyer è stato remunerato con circa 1,3 milioni. Le FFS hanno confermato un’infor­mazione in tal senso pubblicata dal dome­nicale Sonntag.
Il salario di 700’000 franchi comprendeva un fisso di base di 500’000 franchi e una parte variabile di 200’000. La paga è quindi risultata di 100’000 superiore a quella del suo prede­cessore Benedikt Wei­bel. Meyer quando era a capo della Deutsche Bahn (DB) gua­dagnava oltre 400’000 euro (640’000 franchi).
Inoltre gli sono stati versati un contributo annuo di cassa pen­sione di 60’000 franchi (35’000 in più di Weibel) e una inden­nità spese una tantum di 25’000
franchi (praticamente lo stesso di Weibel).
A tutto ciò va aggiunto un paga­mento unico di 450’00 franchi, che comprende 200’00 franchi per compensare la perdita di un bonus di DB per il 2006 dovuta alla sua partenza ver­so le FFS e, oltre alla contributo annuo di 60’000 franchi, altri 250’000 franchi per adeguare la cassa pen­sione in Svizzera, altri­menti scarsa in conse­guenza della sua pre­cedente permanenza all’estero.
Un ultimo aiuto gli è stato dato anche dalla divisione immobi­­liare dell’azienda, che ha rileva­to, pare al prezzo di costo, la ca­sa di Meyer, costruita dua anni fa a Francoforte, in modo da permettergli un trasferimento rapido e senza difficoltà nel no­stro
Paese.




«ELDORADO»
Andreas Meyer.

Da: Caffé della domenica, 20.01.2008

‘Altro che pasticcioni
qui mancano i soldi!’




Patrizia Guenzi



“Altro che pasticcioni e incapaci di gestirsi! La maggior parte degli scaricati non hanno i soldi per pagare il premio della cassa malati”. Energica la reazione di José Domenech, segretario del Sindacato dei consumatori (2mila membri circa), che non ci sta a dichiarare inetto chi rimane senza copertura assicurativa di base perché in arretrato con i pagamenti. Anche se, l’ipotesi di affiancar loro un curatore, come suggerisce Bruno Cereghetti (vedi articolo principale), non la scarta. “Anzi - spiega, un’idea che già avevamo valutato, ma implica un grosso impegno. Inoltre non è di facile soluzione”.
Insomma Domenech, il problema, quindi, è di fondo. Nel senso che i ticinesi non hanno più soldi a sufficienza per far fronte a tutti gli impegni economici.
“Proprio così. Quindi sono costretti a darsi delle priorità”.
Si spieghi meglio…
“Nel senso che pagano prima ciò che ritengono più importante. Recentemente mi sono occupato di una famiglia con un figlio agli studi. Ecco, invece di pagarsi il premio di cassa malati, preferiva mantenere il ragazzo all’università”.
A tutt’oggi quanti casi state seguendo?
“Oltre un centinaio. E le assicuro che sono tutte vicende drammatiche. Molti pazienti scaricati sono affetti da patologie gravi o croniche”.
Come intervenite?
“Innanzitutto chiediamo immediatamente una curatela e il diritto di firma sul conto bancario. Poi redigiamo un budget personalizzato, calcolando al centesimo tutte le entrate e le uscite e prelevando soltanto lo stretto necessario”.
E la situazione si risolve?
“A volte sì, a volte no. Spesso, come ho detto, il problema è alla radice: la gente non guadagna abbastanza per pagare tutto, anche se la rigiri coi piedi in su e le svuoti le tasche. A volte ha da poco perso il lavoro e in alcuni casi la legge non garantisce al lavoratore sufficienti garanzie di perdita di guadagno, a meno di sottostare a contratti collettivi”.
Però, Domenech, non possiamo negare che alcuni morosi siano anche un po’ pasticcioni…
“Più che pasticcioni presentano magari delle dipendenze: droga, ma anche il vizio del gioco e spesso la famiglia ne è all’oscuro. Sto risolvendo, per fortuna senza troppi danni, il caso di un uomo la cui moglie non sapeva nulla, è andata dal medico e s’è vista sbarrare la porta… Ha quindi deciso di divorziare”.
Una catena: un problema ne genera un altro. E la situazione dell’individuo peggiora sempre di più.
“A volte basta davvero poco: un arretrato di un paio di rate del premio e immediatamente parte dall’Ufficio esecuzione e fallimenti il precetto. Segue poi il taglio delle prestazioni assicurative e l’insolvente non ha più accesso ad alcun tipo credito. Piano piano, se ne va alla deriva e la famiglia, se c’è, con lui”.
A questo punto si può far capo alle prestazioni sociali.
“Già, se le domande dei funzionari fossero meno indiscrete! Provate voi a rispondere ad alcune domande al limite della violazione della privacy”.
Così, l’equilibrio psichico va a farsi benedire.
“Quando arrivano da noi sono a pezzi e confusi. Spesso sono spinti da amici o familiari. Più che un medico hanno bisogno di uno psichiatra. Ma per loro gli studi medici sono off limits. Fortunatamente ci danno una mano alcuni dottori e psichiatri che si prestano volentieri ad una sorta di volontariato”.

 

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

Forniamo documentazione e analisi per sostenere decisioni informate e un dibattito pubblico equilibrato in Ticino e in Svizzera.

Iscriviti per ricevere aggiornamenti.

Maschi avvisati mezzi sal­vati

Bene dei minori

Male dei minori

Ultimi articoli