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Analizzati i fattori che influenzano i giudizi della Giustizia. La bilancia della legge pende verso il rosa

Da: www.caffe,ch 16.12.12

Analizzati i fattori che influenzano i giudizi della Giustizia
La bilancia della legge pende verso il rosa
MICHELANTONIO LO RUSSO

Stando alle statistiche le donne delinquono meno degli uomini. Sarà per questo che i procuratori pubblici tendono a punire i maschi più severamente delle donne. Per esempio: se un uomo infrange i limiti di velocità, investe un ciclista, scappa e, arrestato, confessa, rischia una condanna più severa rispetto a una donna che compie lo stesso reato. Per gli uomini, la probabilità di andare incontro alla sanzione più dura, quella detentiva con la condizionale, è poco più del doppio rispetto alle donne: 17,8% contro l'8,1%. Sono questi i singolari risultati di una recente ricerca condotta da un team guidato da Revital Ludewig, psicologa forense dell'Università di San Gallo.
Lo studio sangallese, basato su un campione di 180 procuratori svizzeri, si è concentrato sui fattori che influenzano il processo decisionale dei magistrati. Sia quelli giuridicamente legittimi, come precedenti penali o gravità del delitto. Sia quelli "inconsci": fretta, sesso e nazionalità dell'imputato.
Ma è soprattuto nei casi di violenza domestica che entra in ballo la Giustizia nei rapporti tra uomini e donne. Tant'è che Berna ha deciso di correre ai ripari. Alain Berset, capo del Dipartimento federale dell'interno, ha infatti detto di voler aumentare i mezzi a disposizione per combattere il fenomeno. Fenomeno che, stando ai dati della polizia,
registra sì un calo dei casi, ma con un allarmante aumento di situazioni che sfociano in episodi di violenza grave. E sono sempre le statistiche a segnalare una svolta nella conflittualità domestica: un autore su cinque è una donna, una vittima su cinque è un uomo.  Un tabù duro da infrangere quello dei maschi bersaglio della violenza femminile. Tant'è che l'Ufficio dell'eguaglianza vodese ha sviluppato una brochure proprio per gli uomini vittime di violenza tra le pareti di casa. Mentre Sylvie Durrer, direttrice dell'Ufficio federale per l'eguaglianza fra donna e uomo, in un'intervista a Le Matin ha sottolineato allarmatan che la violenza domestica, in Svizzera, ogni mese uccide due persone.
Durrer ha anche stigmatizzato l'assenza di commissioni che regolarmente valutino le situazioni a rischio, prendendo le relative misure di protezione. Un po' come già avviene in Gran Bretagna, con ottimi risultati. Mentre nella Confederazione per il momento esistono solo alcuni progetti pilota, a Zurigo e a Lucerna.  L'identikit della vittima della violenza familiare è ancora tracciato al femminile, donne di origine straniera soprattutto. Una delle ragioni è che la popolazione immigrata si sposa sovente troppo giovane,  e ciò  diminuisce la capacità a gestire i conflitti. Inoltre, giocano un ruolo fondamentale la precarietà economica, l'isolamento sociale e un alloggio inappropriato. Questo per quanto riguarda i casi registrati. Poi, spiega Durrer, c'è un'ampia zona grigia, difficile da definire, ma  si tratta per lo più di persone  che hanno le risorse per evitare l'aiuto dei centri ufficiali.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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