Da: La regione, 1.3.08, pagina 2
Autopsia del colabrodo
Bosco e Carì: gli errori della Sezione promozione economica e dell’Ufficio lavori sussidiati
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![]() Giovanni Frapolli |
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Speciale Il rapporto della Cia
a cura della Redazione foto Ti-Press
La nota a protocollo di Gendotti e Pesenti stroncava il messaggio per Bosco e Carì
La
‘nota a protocollo’ inserita da Gendotti e Pesenti nel messaggio
governativo del 28 marzo 2007 che proponeva il risanamento di Bosco e
Carì – messaggio firmato da tutti e cinque i consiglieri di Stato – non
era una semplice riserva su qualche paragrafo ma una stroncatura a
tutti gli effetti. “I risanamenti così come proposti – scrivevano –
non risolvono i problemi delle due stazioni e delle due Sa, nemmeno a
medio termine. Si impongono quindi, a nostro modo di vedere, misure
molto più incisive e tali da consentire una gestione economicamente
sostenibile e la costituzione di riserve per garantire le necessarie
operazioni di manutenzione e ristrutturazione degli impianti”. Non
sarebbe stato meglio, allora, non votare il messaggio? Tanto più che le
obiezioni – spiega la Cia – erano «
supportate anche da rilievi di natura contabile
».
Quell’inchiesta penale all’epoca snobbata
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Da non fare
Buoni volo, azioni e tessere
La Cia ha accertato una «
diffusa
pratica
» di pagamento di prestazioni svolte a Bosco e Carì mediante buoni
volo Heli TV e mediante azioni emesse dalle Sa promotrici dei progetti;
cui va aggiunta la distribuzione di carte stagionali per accedere alle
piste. Buoni volo: per Grossalp a Bosco se ne registrano per 495’384
franchi (anni 200106); per la GiovaniBosco Sa 172’200 franchi
(2002-03); per Carì 2000 Sa 598’630 (2003-06). Totale: quasi 1,3
milioni, che «
rappresenta un aumento dell’indebitamento
verso terzi rispetto
al piano di finanziamento originario
».
La Cia ritiene che tali modalità di pagamento «
andavano contestate
dall’Ulsa e dalla Spel/ Spe
». Quanto fatto, invece, «
costituisce una violazione dello spirito della Legge sui sussidi,
che prevede il versamento del sussidio a fronte del pagamento della
prestazione
». Questa modalità
di pagamento «
non è stata comunicata al momento della decisione sul sussidio e
rappresenta inoltre una modifica a posteriori del piano di
finanziamento
». Un «
ulteriore aspetto problematico
» è riferito ai casi «
in cui le prestazioni sono state deliberate mediante procedure di
concorso: qui, il pagamento con azioni o buoni volo rappresenta una
modifica unilaterale e a posteriori delle condizioni del bando: questo
modo di procedere ha indebitamente modificato la procedura di delibera
».
‘Non ci sono prove di controlli concreti’
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Verifiche: ecco cosa manca - Manca un controllo formale finale (anche in forma di autocertificazione) sul rispetto delle condizioni legali generali (diritto edilizio, diritto ambientale, rispetto della normativa per le commesse pubbliche, pagamento degli oneri sociali ecc.) e delle condizioni particolari poste dall’istanza competente in sede di concessione del sussidio ( concessioni di esercizio, rispetto delle norme di sicurezza ecc.). - Manca un controllo materiale di congruenza tra il progetto approvato e il progetto realizzato - Manca un controllo materiale di congruenza tra il piano di finanziamento approvato e il finanziamento effettivo del progetto realizzato a tutela di un indebitamento eccessivo; - Manca la prova della copertura di eventuali sorpassi di spesa mediante mezzi propri; - - Manca la prova del controllo globale dei sussidi pubblici ottenuti, allo scopo di evitare il cumulo di finanziamenti pubblici per un medesimo |
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