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Non si gioca con i milioni dei cittadini

Da: Corriere del Ticino, 20.03.08, pag 13

DALLA PRIMA PAGINA
NON
SI GIOCA CON I MILIONI DEI CITTADINI

La notizia è positiva e rallegran­te. Assai meno positiva e tran­quillizzante è la mancanza di trasparenza dimostrata dal Con­siglio di Stato sul reale stato dei conti pubblici in un momento politicamente rilevante.
Al di là del fatto che i dati smen­tiscono ancora una volta la teo­ria delle casse vuote, il Gran Con­siglio è stato infatti costretto a prendere una decisione impor­tante (quella sull’iniziativa po­polare della Lega dei ticinesi che chiede una diminuzione delle im­poste) e soprattutto a discutere sulle Linee direttive e sul Piano finanziario 2008-2011 senza ave­re a disposizione dati finanziari aggiornati, che invece il Gover­no aveva già. Il Consiglio di Sta­to stesso, rispondendo alle solle­citazioni della Commissione del­la gestione, aveva detto che la mancata pubblicazione del con­suntivo provvisorio del 2007 era stato un atto voluto.
Il fatto è grave. Sembra di assi­stere ad un gioco politico a na­scondino non solo alle spalle del
Parlamento (che avrebbe però dovuto svegliarsi prima, nella sua veste di autorità che eserci­ta il controllo sui conti del Can­tone e in generale l’alta vigilan­za sul Governo), ma anche alle spalle dei cittadini e delle impre­se che pagano le imposte.
Da anni il Governo presenta due aggiornamenti sull’evoluzione dei conti annuali: la prima in set­tembre (pre-consuntivo), la se­conda all’inizio di febbraio del­l’anno successivo (consuntivo provvisorio), sulla base delle chiusure contabili al 31 gennaio. Quest’anno il secondo aggiorna­mento era di gran lunga più im­portante, perché sarebbe caduto poche settimane prima del dibat­tito in Parlamento sul nuovo Pia­no finanziario. Ma il Consiglio di Stato ha voluto tenere i dati per sé, senza motivazioni plausibili. Il Consuntivo 2007 – l’ultimo del vecchio quadriennio – c hiude un periodo di sostanziale migliora­mento delle finanze cantonali, dopo i disastri dei primi anni del decennio in corso, caratterizzati peraltro - e questo spiega in par­te le cifre rosse - dalla crisi eco­nomica durata dall’ultimo tri­mestre del 2001 fino a tutto il 2003. In quest’ultimo anno il de­ficit d’esercizio del Cantone era stato di 235 milioni di franchi; nel 2004 era salito a ben 294 mi­lioni
(record storico). Poi, con la ripresa economica, la limitazio­ne delle spese e il forte aumento dei gettiti fiscali, era sceso a 232 milioni di franchi nel 2005 (fa­cendo astrazione dall’incassso ec­cezionale derivante dall’oro del­la BNS), a 131 milioni nel 2006 e, nel 2007, ad un importo non molto lontano dal pareggio. Il ri­sultato del 2007 non è pertanto un dato isolato, eccezionale, ma si inserisce in una tendenza mol­to chiara.
Improvvisamente, nel nuovo qua­driennio, sia in base al Preventi­vo 2008, sia in base al Piano fi­nanziario di legislatura, la ten­denza peggiora drasticamente, sebbene l’ Esecutivo abbia stima­to un’evoluzione molto positiva dei gettiti fiscali (mai stati così elevati come in questi anni). È questo il nodo che attende tutti i chiarimenti del caso, perché non si può giocare, come invece si è fatto, con i milioni dei cittadini. Ed è per questo che occorreva la massima trasparenza sul consun­tivo provvisorio prima che il Par­lamento discutesse il Piano finan­ziario. La pubblicazione del mes­saggio sul Consuntivo 2007 sarà quindi un passaggio fondamen­tale per recuperare questa traspa­renza e uscire dall’opacità sui
conti pubblici.
Fabio Pontiggia

 

Da: Corriere del Ticino, 21.03.08, pag 11


Secondo il DFE c’è stata trasparenza sui conti 2007

La presa di posizione di ie­ri sui commenti critici del «Corriere del Ticino» e del «Giornale del Popolo»
In un comunicato diffuso ieri il Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE)ha preso po­sizione sull’andamento dei conti cantonali nel 2007 e sulle entrate fiscali, in risposta anche all’arti­colo critico da noi pubblicato in prima pagina. «Nessuno gioca con i milioni dei cittadini» scrive il DFE, che conferma dapprima l’opposizione all’iniziativa popo­lare della Lega per una riduzione delle imposte (tema non trattato dal nostro articolo, ma dal «Gior­nale del Popolo»). Quanto al nostro commento di ie­ri, il comunicato del DFE sostie­ne che il Corriere «dimentica di informare i suoi lettori che il 7 marzo scorso il Consiglio di Stato ha spiegato alla Commissione del­la gestione e delle finanze i moti­vi per cui non si è ritenuto oppor­tuno presentare un preconsuntivo a poche settimane dalla pubbli­cazione dei dati definitivi del 2007». «Tale presentazione - ag­giunge il DFE -non è un obbligo». «Si è voluto valutare in modo pre­ciso il risultato complessivo dei conti e le cause del miglioramen­to di fronte a rivalutazioni di get­tito importati e alla grande incer­tezza relativamente al settore fi­nanziario. Ma soprattutto il Con­siglio di Stato ha informato i com­missari che “in base ai dati ora co­nosciuti, comunque parziali, è ve­rosimile che ci possa essere un nuovo sostanziale miglioramen­to, ma non tale da portare i conti del 2007 in pareggio”». «Tutto que­sto per un desiderio di informa­zione completa e trasparente».
La trasparenza è altra cosa

Deve esserci un po’ di nervosi­smo a Palazzo di fronte alle cri­tiche di chi ha evidenziato la mancanza di trasparenza sui conti cantonali. Nessuno ha mai scritto che pubblicare il consun­tivo provvisorio a inizio febbra­io sia un obbligo: ma il non pubblicarlo è tutto fuorché una scelta di trasparenza. È una bu­gia scrivere che il «Corriere» non ha informato circa la lettera del Governo alla Gestione: lo ha fat­to eccome, con un articolo det­tagliato pubblicato il 10 marzo (vedi foto). Ma il DFE, così so­lerte nel prendere posizione sul­le opinioni di chi commenta i fatti politici e così restio a infor­mare Parlamento e cittadini sui conti, dimentica di dire che la lettera governativa del 7 marzo aveva fatto seguito alle antici­pazioni del «Corriere» sul Con­suntivo 2007, pubblicate il 4 marzo. Senza quell’articolo ci sarebbe stata la lettera?

Fabio Pontiggia

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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