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Il 20 agosto 2007 Giorgio Ghiringhelli aveva sollecitato la
riduzione delle tariffe massime – La Commissione parlamentare ha
archiviato la petizione senza passare in Gran Consiglio – Il promotore:
«È denegata giustizia»
Il fondatore del movimento politico Il Guastafeste, Giorgio
Ghiringhelli, non molla l’osso delle tariffe notarili applicate in
Ticino e accusa la Commissione delle petizioni e dei ricorsi del Gran
Consiglio di «denegata giustizia». L’ultima puntata della battaglia del
politico losonese è stata girata in questi giorni: Ghiringhelli ha
scritto ai commissari sollecitandoli a far proseguire in Parlamento,
per decisione, la petizione inoltrata il 20 agosto 2007.
Questo nuovo passo è stato fatto da Ghiringhelli dopo che il 29
ottobre scorso il presidente della Commissione Francesco Cavalli gli
aveva scritto comunicandogli di considerare «evasa», quindi archiviata
senza ulteriori atti, la petizione, in considerazione del fatto che
sono pendenti presso un’altra commissione parlamentare, quella della
legislazione, oggetti (iniziative e messaggi governativi) «che
trattano la medesima materia ».
La procedura seguita dalla Commissione delle petizioni è però in
contrasto con quanto prevedono la Costituzione cantonale e la Legge sul
Gran Consiglio. In effetti una petizione di un qualunque cittadino,
purché non sia offensiva, manifestamente ostruzionista o priva di
conclusioni concrete, deve essere esaminata preliminarmente dalla
Commissione delle petizioni e poi trasmessa al Gran Consiglio, il
quale deve a sua volta decidere se entrare o no nel merito,
esaminarla o archiviarla, rinviarla ad altra commissione o ad altra
autorità competente. La Costituzione stabilisce inoltre che l’autore
di una petizione ha diritto di ricevere risposta in tempi ragionevoli.
La Commissione delle petizioni non può pertanto archiviare l’atto, ma
deve preavvisarlo all’attenzione del Gran Consiglio, al quale spetta
la decisione formale.
Cosa chiede esattamente la petizione
in questione? Dando seguito
all’iniziativa popolare «contro il monopolio delle tariffe degli
avvocati- notai», accettata nella votazione del 22 settembre 2002 (e
anche alle raccomandazioni di Mister Prezzi), la petizione denominata
«Riduzione delle tariffe massime dei notai» propone che, tenendo conto
della volontà popolare, il Gran Consiglio riduca i tetti massimi delle
tariffe stabiliti dalla Legge sulla tariffa notarile. Di regola la
tariffa è una quota per mille del valore dell’oggetto per cui il
notaio allestisce l’atto (compravendita immobiliare, testamento,
costituzione o trasformazione di ipoteche, brevetti, istanze all’
Ufficio registri, ecc.). La petizione di Ghinrghelli punta a ridurre
le tariffe massime oggi in vigore, tariffe che sono fra le più elevate
in Svizzera. La proposta è sostenuta anche dall’ Associazione
consumatrici.
Il 17 marzo l’autore ha scritto alla Commissione delle petizioni
accusandola di denegata giustizia. Rilevando che quanto previsto
dalla petizione diverge dalle iniziative e dai messaggi pendenti,
Ghiringhelli richiama i commissari ai loro doveri.
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