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Quell’archivio va restituito allo Stato

Da: Corriere del Ticino, 13,3,08, pag 52

 

Quell’archivio va restituito allo Stato


Roba da matti. Dal DFE spariscono oltre 1200 scatole dall’archivio e si scopre che le stesse sono ora in possesso dell’ex consigliera di Stato Marina Masoni.
Ma com’è possibile? Nessuno si è accorto in 12 anni che qualcosa non funzionava? Quando sono stati trafugati questi scatoloni, di notte? Dalla stessa sig.ra Masoni? Da suoi collaboratori?
Nessuno ha visto o saputo niente per 12 anni (questo fatto mi ricorda tantissimo le famose tre scimmiette) poi il cambiamento all’interno del Consiglio di Stato, con la nomina proprio al posto della sig.ra Masoni di Laura Sadis.
Stesso partito certo, ma sicuramente le due signore non andavano e non vanno molto d’accordo (vedi le polemiche aspre dopo il siluramento della sig.ra Masoni all’interno del PLRT, specialmente l’area liberale della destra economica luganese).
Quindi la nuova direttrice del DFE scopre la clamorosa mancanza dell’archivio.
Roba da film comico se tutto ciò non fosse vero. Si scopre inoltre che a parte i dossiers relativi al DFE mancano quelli di Banca Stato (con i famosi scandali recenti), Ticino Turismo (caso Stinca), AET (con il caso Rossi).
A questo punto il Consiglio di Stato si muoveperriaverel’archiviocontanto di scambi epistolari con la diretta interessata e la mediazione del cancelliere dello Stato sig. Gianella (ah però si chiude la stalla quando i buoi sono scappati).
La sig.ra Masoni replica che sono cose personali (soprattutto biglietti di auguri) e che riguardano solo la sua persona.
Sicuramente ci saranno cose personali; ma la maggior parte dell’archivio è di proprietà dello Stato. Quindi senza tante storie e smancerie si proceda a farsi restituire il maltolto. Questo Cantone ha già visto troppi scandali in passato (e temo ne vedrà altri) e i cittadini, tartassati in ogni modo, devono poter vedere che anche chi li ha rappresentati (o li rappresenta) è trattato alla stregua di tutti gli altri.
Basta privilegi, basta favoritismi, servilismi, giochi di potere, lo Stato intervenga con decisione questa volta.
Non vorrei, come purtroppo temo, che questa tipica «storiaccia» ticinese (come tante altre) finisse come al solito a tarallucci e vino.

Fabrizio Cereghetti,
Morbio Inferiore

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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