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Ministero pubblico. Alcune ricette!

Da: Mattino della domenica, 06 aprile 2008

Scritto da Giuliano Bignasca - MDD   

domenica 06 aprile 2008
Sei soli procuratori, competenti e pagati bene, e gli altri tutti sostituti! Creare una carriera in magistratura! Tornare all’elezione popolare di giudici e procuratori in modo che non debbano nulla ai partiti ma che rispondano solo agli elettori!

Visto che tra qualche mese si tratterà di decidere se rinnovare ancora per un anno i procuratori pubblici in vista dell’entrata in vigore del nuovo codice penale federale, e su questa eventuale proroga saremo chiamati a votare, e visto che se non ci sarà la proroga il Gran consiglio dovrà comunque rieleggere il Ministero pubblico nell’autunno prossimo, è bene mettere giù qualche paletto preventivo!
Abbiamo preso atto della decisione della procuratrice generale aggiunta Maria Galliani di lasciare il Ministero già in luglio e del fatto che un altro procuratore generale aggiunto, Marco Villa, ha concorso per diventare giudice d’appello (ma sia chiaro che non andrà al posto di Zali al Tribunale penale, se questo è il progetto che sta dietro l’operazione di delegittimazione di quest’ultimo!)! Non è inoltre escluso che altri procuratori decidano di lasciare il Ministero!
Prendiamo quindi atto che, al di là della legittima libertà di cambiare professione che ognuno ha, anche al Ministero pubblico ci sono parecchi problemi! Come ci sono alla Polizia cantonale e come ci sono al Penitenziario, guarda caso tutte istituzioni amministrate dal Dipartimento di Luigi Pedrazzini!
Ci chiediamo perché mai, nonostante dell’ipotesi si discuta da anni, non si sia introdotta una carriera per i procuratori, con margini di crescita salariale e professionale! È demenziale che un giovane fresco di laurea sia pagato come un magistrato che ha vent’anni di esperienza! Eppure è così! Alla faccia della motivazione!
Ci chiediamo inoltre a cosa serva, e se serva, la Commissione di esperti che esamina preventivamente i candidati alla Procura, visto che poi sono ancora e sempre i partiti a decidere eletti e trombati, non senza qualche inciucio tipo “io ti sostengo questo ma tu mi sostieni quell’altro”!!!
Ci chiediamo anche se è normale che in questa Commissione sieda un avvocato penalista come John Noseda che poi si trova a lavorare come controparte con i procuratori che ha ritenuti idonei alla nomina!
E qui torniamo al nostro cavallo di battaglia: i magistrati, giudici o procuratori che siano, vanno eletti dal popolo, come si faceva una volta, così non avranno da rendere favori a nessuno, ma dovranno rispondere delle loro decisioni unicamente agli elettori! E dovranno anche ascoltare la sensibilità popolare: capire quali sono le priorità della gente anche in fatto di giustizia! E di sicuro le priorità della gente non sono le rogatorie che arrivano dai vari Woodcok e dalle Procure di Milano, Agrate Conturbia, Castellammare o Potenza!!! Sia chiaro che di mitomani alla Woodcok in Ticino non ne abbiamo bisogno!!!
Un’altra cosa: di procuratori, per far via i casi davvero importanti di questo Cantone, ne bastano 6! Ripetiamo in lettere: sei!!! Che siano davvero capaci, competenti ed equidistanti dai partiti e che abbiano una guida forte e sicura nel procuratore generale, al quale non spetta il compito di produrre carta ma di gestire la Procura! E questi sei procuratori pubblici bisogna pagarli davvero bene! Più di adesso! A loro vanno affiancati 12 sostituti, che devono occuparsi dei reati minori, ma non di correre dietro alle voci su presunti reati del giudice Zali o al Nano che spara a salve dalla terrazza di via Monte Boglia o che mette una taglia sui radar!!!
Chiaro il concetto? È ora che i procuratori la piantino di giochicchiare! Noi, e con noi crediamo la maggioranza dei ticinesi, vogliamo una magistratura efficiente e spoliticizzata! C’è da chiedersi, per esempio, come mai si apre un’inchiesta d’ufficio sul sottoscritto che spara a salve dal balcone il giorno della storica votazione di Marco Borradori e della Lega, ma non si apre d’ufficio su Marina Masoni che si porta via da Palazzo quintali di documenti che appartengono al Cantone! Se proprio si vuole correr dietro a queste storie, che almeno lo si faccia senza guardare l’appartenenza politica degli interessati!!

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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