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Andrea Maria Balerna e Andrea Pagani. Sono i due nuovi procuratori pubblici. Entrambi attualmente sostituti Pp, subentreranno a Maria Galliani, che tra qualche giorno lascerà la magistratura per ritornare alla professione d'avvocato, e a Marco Villa, che presto passerà in veste di giudice al Tribunale d'appello. Non si è resa necessaria alcuna votazione ieri in Gran Consiglio, perché gli altri sette aspiranti Pp si sono via via ritirati, compreso Amos Pagnamenta, avvocato, sostenuto dalla Lega. E così alla fine sono rimasti in due: Balerna e Pagani, due candidati d'area Plr per altrettanti posti che erano occupati da magistrati della medesima area politica. Elezione dunque tacita.
Nessuna votazione ma gli interventi non sono mancati: al centro della discussione l'annosa questione della procedura di nomina delle toghe. Lorenzo Orsi ha invitato l'Ufficio presidenziale del parlamento a riflettere sulle modalità con cui la Commissione d'esperti - chiamata a pronunciarsi sull'idoneità dei candidati con relativo preavviso all'indirizzo del Gran Consiglio - sottopone al plenum le sue valutazioni. « Vorrei poter scegliere e quindi eleggere con maggior cognizione di causa », ha aggiunto il deputato Plr. La Costituzione ticinese del 1998 ha cambiato le regole di nomina di procuratori pubblici e giudici (quest'ultimi in passato venivano designati dal popolo): concorso, esame delle candidature da parte di una commissione di periti ed elezione ad opera del parlamento. Gli obiettivi della riforma, ha ricordato Alex Pedrazzini,
Ppd, erano « spoliticizzare la giustizia, accentuare l'autonomia della magistratura e assicurare la presenza di persone qualificate e capaci ». Esercizio riuscito? si è chiesto e ha chiesto. « Direi proprio di no ». Colpa delle regole?
« No, colpa nostra, di come abbiamo interpretato quelle regole ». Ecco allora una commissione che nei propri preavvisi « non dice mai abbastanza ». Per Pedrazzini occorre « fare un salto di qualità: ancora di recente in questo parlamento ci sono stati contorsionismi che non fanno bene alla democrazia e mi riferisco ai ritiri (di candidati, ndr) pilotati. Mi impegnerò affinché questo sport non venga più praticato. Non dobbiamo più dire "questo posto è nostro e voi non metteteci il naso" ». Secondo il socialista Manuele Bertoli, « una rappresentazione democratica, in seno alla magistratura, dei diversi orientamenti esistenti nel cantone è cosa sana e giusta ». Inoltre non ci si scandalizzi « quando il Gran Consiglio non segue i preavvisi della Commissione d'esperti »: il parlamento « si assuma le proprie responsabilità » nell'ora delle scelte, « fermo restando che quello dell'idoneità del candidato a ricoprire la carica di magistrato è il primo criterio ». Il capogruppo Plr
Christian Vitta: « Fintantoché sarà il Gran Consiglio a eleggere i magistrati è anche giusto che gli vengano riconosciuti determinati margini di apprezzamento. Se i deputati sapranno svolgere con responsabilità il loro ruolo garantiranno alla magistratura persone valide ».
Sergio Savoia, Verdi: con l'attuale sistema « è una semplice spartizione di nomine su base politica e in virtù di accordi ("se oggi non voti il mio candidato domani non voterò il tuo"). Io a questa spartizione, che non ha nulla di democratico, non partecipo ». Jacques Ducry, Plr, ex Pp: « Non demoliamo il sistema di nomina in vigore, semmai perfezioniamolo ». Per esempio: « O aboliamo la Commissione d'esperti oppure rendiamo i suoi preavvisi sulle candidature vincolanti per il Gran Consiglio. O ancora: assegnamo al Consiglio della magistratura la competenza di formulare tali preavvisi (da discutere se renderli vincolanti o no) non solo sui magistrati che sollecitano un ulteriore mandato ma anche sui nuovi candidati ». Carlo Luigi Caimi, Ppd: « L'importante è che le capacità professionali del candidato siano adatte a ricoprire quella specifica carica », nel contempo « bisogna tener conto delle diverse sensibilità (politiche, ndr)
del paese ». Per Eros Mellini « L'idoneità a fare il magistrato non può stabilirla una commissione: idoneo è chi soddisfa i termini del concorso ». Il deputato democentrista ha poi auspicato « l'irrevocabilità
delle candidature una volta inoltrate ». Niente ritiri insomma. « La Lega dunque non sarà rappresentata in Procura, mi sta anche bene ma non si venga più a parlare di separazione dei poteri », ha dichiarato Attilio Bignasca. « Abbiamo magistrati di alto valore e di grande indipendenza, il sistema di elezione conta fino a un certo punto », ha rilevato il capo del Dipartimento istituzioni Luigi Pedrazzini. Il Ppd
Fabio Bacchetta- Cattori: « Ricordo che ben il 90-95 per cento delle decisioni prese dai magistrati ticinesi viene confermato, in caso di ricorso, dai giudici federali ».
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