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Piccolo giallo bellinzonese

Da: La regiopne, 26.06.08, pag 34

Piccolo giallo bellinzonese
La notte di giovedì scorso 19 giugno, verso le 23.30, veniamo strappa­ti dal sonno da numerosi, forti spari. Che spavento! Che cos'è succes­so? Mi affaccio alla finestra. A Castelgrande han luogo fuochi d'artifi­cio degni di un primo agosto. Nel nostro quartiere i botti rimbombano tra le case. È difficile riaddormentarsi.
La mattina seguente, venerdì 20 giugno, mi informo presso la poli­zia comunale per sapere chi ha sparato questi fuochi e se c'era il per­messo. Una signorina mi risponde che non sanno niente, il permesso sarà stato dato dalla polizia cantonale. La mia curiosità da "Miss Mar­ple" è stuzzicata e telefono alla polizia cantonale. Mi dicono che il per­messo sarà stato dato dalla polizia comunale e di chiedere al servizio aria e acque del cantone. Telefono dunque a questo servizio e mi spie­gano che loro non rilasciano tali permessi, è il municipio che li dà. Te­lefono quindi al municipio, ma mi dicono di rivolgermi alla polizia co­munale e mi passano qualcuno del comando che si informa, poi mi dice che effettivamente ci sono stati questi fuochi e mi invita a fare la domanda scritta (sic). Faccio dunque la domanda scritta e la invio per fax al comando della polizia comunale. Il pomeriggio mi rispondono per telefono dicendo che: i fuochi d'artificio non sono più di competen­za del municipio; la polizia comunale non ha rilasciato un'autorizza­zione, hanno però fatto un rapporto sull'accaduto (di più non vogliono dirmi); mi invitano a rivolgermi alla divisione dello sviluppo territo­riale e mobilità del cantone (divisione territorio). Lì mi rispondono che la cosa è di competenza della "sezione forestale". Lunedì mattina telefono a questa sezione, ma loro non danno permessi bensì fanno di­vieti. Il permesso lo dà il comune... A questo punto sono stufa. Miss Marple sarebbe stata più capace di me a risolvere l'enigma.
LILIANE JELMINI-MAURER, BELLINZONA

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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