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Protagonisti delle due storie giudiziarie discusse lo scorso
anno alle criminali di Bellinzona e Mendrisio due uomini che hanno
scontato parecchio carcere preventivo
La Camera dei ricorsi penali (presidente Mauro Mini, giudici a latere
Raffaele Guffi e Ivano Ranzanici) sipronunciata qualche tempo fa (le
sentenze sono state pubblicate marted)su due istanzedi indennitper
ingiusta carcerazione, spese legali, danno materiale e torto morale,
inoltrate da duepersone finiteaprocesso in Ticino:(una davanti ad una
Corte delle Assise criminali di Bellinzona in Lugano,
l'altra alle Criminali di Mendrisio) accusate di reati sessuali,
prosciolte o assolte dall'imputazione principale. I giudici hanno
riconosciuto nel primo caso una indennitdi 102.000 franchi (oltre agli
interessi del 5%) e nel secondo una somma di 98mila franchi, oltre agli
interessi, sempre del 5%. Il primo dibattimento, svoltosi lo scorso
anno, riguardava un uomo accusato di ripetuti atti sessuali con persone
incapaci di discernimento o inette a resistere. I fatti contestati
all'uomo secondo l'accusa, sostenuta
dal procuratore pubblico Mario Branda, erano avvenuti al domicilio dei
nonni dei bambini, presunte vittime, rispettivamente in quello della
madre degli stessi bimbi. La Corte delle Criminali aveva prosciolto
l'imputato in ragione del principioin dubio pro reo. Giudizio
confermato dalla Cassazione e, infine, anche dal Tribunale federale. Il
protagonista della vicenda giudiziaria era stato in carcere dal 15
febbraio al 4 aprile del 2002, quindi per 49 giorni. Il secondo
processo si era svolto, invece, alle Criminali di Mendrisio. L'accusa
era stata sostenuta dal procuratore pubblico Luca Maghetti:l'imputato
(finito a giudizio unitamente ad altre persone)
era accusato di violenza sessuale. I giudici, al termine del
dibattimento svoltosi lo ricordiamo, l'anno scorso, lo avevano assolto
dall'imputazione di violenza carnale, condannandolo tuttavia ad una
pena pecuniaria di 1800 franchi
per il reato di tentati atti sessuali con fanciulli ( pena sospesa).
L'uomo era rimasto in carcere svariati mesi, almeno otto. La Camera dei
ricorsi penali motiva le sue decisioni con sentenze corposee
dettagliate. Le vicende concernenti
reati di natura sessuale sono delicate e difficili. Spesso le inchieste
sono lunghe e non portano a risultati certi. Il lavoro degli
inquirenticomplesso in quanto si trovano di fronte bambini che devono
essere ascoltati pidi una volta:presunte parti lese che raccontano una
serie di episodi e fatti non sempre legati da una logica. Dall'altra
parte vi sono gli accusati che si difendono da reati pesanti come
macigni. In assenza di una confessione, diventa arduo per l'accusa
raccogliere le prove. Infine, arrivano le Corti che spesso bacchettano
e stigmatizzano il modo con cuistata condotta un'inchiesta. E,
quandoil caso, assolvono.
e.ga
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