Da: La regione 2.12.10 pag 4
Giurati, come oggi. Con qualche ritocco
Dopo il verdetto popolare di domenica e in vista del 1° gennaio, il governo suggerisce ‘una soluzione provvisoria’
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Il 2011 si avvicina, il tempo stringe. E così a tre giorni dalla votazione popolare che ha sancito il mantenimento dei giurati nelle corti penali ticinesi, anche dopo l’entrata in vigore – il 1° gennaio – della procedura penale unificata sul piano federale, il governo vara all’indirizzo del Gran Consiglio un messaggio in cui prospetta « una soluzione provvisoria ». All’insegna dello statu quo, con qualche piccolo cambiamento dettato dal nuovo codice.
Dunque una soluzione transitoria – spiegata in quattro pagine – per far sì, afferma il Consiglio di Stato, « che pure dopo il 1° gennaio 2011 il Tribunale penale cantonale possa giudicare mediante l’intervento dei giurati ». E questo conferendo la necessaria base legale, ovvero riattivando e precisando le disposizioni della Legge sull’organizzazione giudiziaria (Log) concernenti i giudici popolari, disposizioni che il parlamento aveva soppresso nei mesi scorsi.
L’Esecutivo propone in sostanza di ‘prolungare’ la situazione vigente, che alla fine di quest’anno sarebbe venuta meno se domenica (anche) i cittadini avessero decretato la cancellazione della figura del giurato accogliendo la modifica, caldeggiata dal governo e dalla maggioranza del Gran Consiglio, della Costituzione cantonale. E preannuncia l’uscita « in un secondo tempo » di un messaggio « per la modifica in via definitiva » della Log. In quel contesto « si esaminerà la composizione più appropriata delle corti giudicanti penali »: in particolare « si tratterà di definire il numero degli assessori-giurati, di stabilire in quali processi dovranno o potranno intervenire e di decidere se essi parteciperanno anche nei processi di appello ». La futura Corte di appello e revisione penale procederà praticamente, in caso di ricorso, al rifacimento del processo di primo grado. Dal Consiglio di Stato i suggerimenti per rendere a tutti gli effetti compatibile l’istituto del giurato col codice federale sono attesi per i primi mesi del prossimo anno.
Ora però occorre rispettare la volontà popolare e quindi la scadenza del 1° gennaio. Di qui la “soluzione provvisoria”, sotto forma di Decreto legislativo urgente. Se approvato dal Gran Consiglio, non sarà possibile contestarlo tramite referendum. Il messaggio licenziato ieri, munito della clausola dell’urgenza, è già sotto la lente della commissione della Legislazione (vedi articolo sotto). Approderà al plenum nell’ultima seduta parlamentare dell’anno, che si aprirà il 13. Nel documento il governo indica le norme della Legge sull’organizzazione giudiziaria da riprendere ed eventualmente rimodellare riguardanti la figura del giurato, rimossa lo scorso aprile dal parlamento, ritenendola non più consona alle esigenze della nuova procedura penale, quando si è pronunciato sugli adattamenti ticinesi al codice federale.
Numero e nomine da congelare
Nel progetto di decreto legislativo viene ancora usata « la denominazione di “assessore-giurato”, anche se in realtà la nuova funzione non è più quella del giurato classico ma si avvicina a quella del giudice non giurista », premette il Consiglio di Stato.
In base alle regole che scatteranno col 1° gennaio in tutta la Svizzera, ricorda il governo, il giurato dovrà partecipare pure alla fase predibattimentale. Una fase che precede il processo vero e proprio e che include fra l’altro « l’esame degli atti » e « la decisione sulle questioni pregiudiziali e incidentali ».
Oggi i giudici popolari sono circa quattrocento. Scrive in proposito l’Esecutivo: « Poiché il numero di assessorigiurati in carica è elevato e le disposizioni di carattere urgente hanno una validità massima di un anno, in attesa di un esame più approfondito su tale istituto, reputiamo che il Gran Consiglio in questa fase possa anche rinunciare a effettuare elezioni ». Ad esempio per rimpiazzare i dimissionari. « Si tratta comunque di una decisione di competenza del parlamento ».
Corti, un membro in meno
La “soluzione provvisoria” contempla tuttavia qualche novità. Una di queste tocca la composizione delle corti. Secondo l’attuale procedura penale ticinese, annota il governo, « nelle Assise criminali vi sono cinque giurati che, sommati ai tre giudici, portano a otto il numero di membri della corte giudicante ». Il codice federale esclude però la possibilità « di una corte composta di un numero pari di membri ». Ragion per cui va modificato, ossia ridotto, « il numero di assessori-giurati ». Da cinque a quattro, propone il Consiglio di Stato: i giudici popolari « costituirebbero comunque la maggioranza della corte, nello spirito dell’istituto dei giurati ». Stessa riduzione – di un giurato – anche per per le corti correzionali. Le quali sarebbero così formate da un giudice e da due assessori-giurati (oggi tre).
Presenza obbligatoria e non
In virtù della procedura odierna, si rammenta inoltre nel messaggio, « le Assise criminali, nelle quali la presenza dei giurati è obbligatoria, giudicano i reati per i quali il procuratore pubblico propone una pena detentiva superiore a tre anni, mentre le Assise correzionali, in cui le parti possono rinunciare alla presenza dei giurati, giudicano i reati per i quali il pp propone una pena superiore a tre mesi fino a tre anni ». Ma la procedura penale federale, osserva il governo, « pone una delimitazione inferiore ». E cioè: « Nel caso di proposta di pena detentiva fino a due anni, il tribunale può giudicare nella composizione di un giudice unico, mentre nei casi in cui la proposta di pena detentiva supera i due anni, il tribunale deve essere collegiale ». Per riprendere in questa fase transitoria « il più fedelmente possibile » le vigenti disposizioni cantonali sui giurati, il Consiglio di Stato suggerisce « di rendere facoltativa la partecipazione degli assessori-giurati anche nei processi davanti alla corte criminale quando il procuratore pubblico propone una pena fino a tre anni ». Sarà insomma possibile rinunciare ai giudici popolari.
Sorteggio dei giurati. Secondo il decreto elaborato dal governo, il presidente della corte avvierà la relativa procedura « non appena avrà ricevuto l’atto d’accusa ». Questa, si sottolinea nel messaggio, « è la novità di rilievo imposta dalla procedura penale federale », la quale stabilisce « che la corte giudicante deve essere designata all’inizio della procedura dibattimentale di primo grado, che comincia con il deposito dell’atto d’accusa davanti al tribunale penale ». Pure il sorteggio dei supplenti dovrà essere fatto « subito dopo le ricuse e non al momento dell’apertura del dibattimento ».
Infine: dato che dal 1° gennaio il giudice popolare sarà più impegnato di ora, agli assessori giurati « dovrà essere accordata anche l’indennità per la partecipazione alla fase predibattimentale e per l’esame dell’incarto ».
Il capo del Dipartimento istituzioni
Pedrazzini: nei primi mesi del 2011 le proposte definitive, anche perché ci sarà l’appello penale
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Il messaggio governativo è stato illustrato ieri mattina alla commissione parlamentare della Legislazione direttamente dal presidente del governo Luigi Pedrazzini , come riferisce una nota della stessa commissione. Relatore sarà il socialista Graziano Pestoni . La Legislazione tornerà a riunirsi venerdì 10 per visionare e firmare il rapporto affidato al deputato Ps. Poi la parola al Gran Consiglio. « Si tratta di dar seguito alla volontà popolare e questo per il 1° gennaio: bisogna quindi agire con rapididità », sostiene Pestoni. Il decreto sui giurati è stato munito della clausola d’urgenza. Pertanto, spiega il responsabile dello staff della Divisione giustizia (Dipartimento istituzioni) Francesco Catenazzi , « non sottostà a referendum (si evitano così i quarantacinque giorni di attesa), avrà una durata massima di un anno e perché passi in Gran Consiglio dovrà essere approvato da una maggioranza qualificata, ossia da almeno quarantasei deputati ».
Quella proposta dal Consiglio di Stato è una soluzione transitoria. « Dal 1° gennaio, con la nuova procedura penale, il giurato popolare sarà molto più impegnato di oggi. Dovrà essere presente non solo durante il dibattimento come avviene ora, ma da quando la corte viene composta. Con tutto quello che ne consegue: a cominciare dalla lettura degli atti », ricorda Pedrazzini: « Sarà dunque necessario avere dei giurati che garantiscano anche una certa disponibilità di tempo. Quanto prospettiamo non può insomma durare a lungo ». Quando la soluzione definitiva? « Agli inizi del prossimo anno – afferma il capo del Dipartimento istituzioni –. Nei primi mesi del 2011 contiamo come governo di presentare una soluzione appunto definitiva, anche perché se prevediamo i giurati nei processi di prima istanza, sarà difficile non prevederli anche in quelli d’appello, che dovrebbero iniziare comunque non prima di maggio o giugno. Per cui spero di portare in porto l’intero dossier entro fine legislatura ». Per rendere compatibile in tutto e per tutto la figura del giurato col codice federale, il Consiglio di Stato potrebbe ispirarsi al modello ginevrino. « Che però, secondo me, non rispetterebbe la volontà del popolo ticinese scaturita domenica dalle urne », dice Ares Bernasconi , assistente di diritto all’Università di Lucerna e membro del comitato a favore del mantenimento dei giudici popolari costituitosi in vista della recente votazione –. Avremmo dei giurati praticamente a tempo pieno, quando invece i cittadini ticinesi hanno riconfermato il giudice popolare che saltuariamente viene chiamato a integrare una corte penale, nella quale porta le sue esperienze di vita maturate fuori del palazzo di giustizia. Quanto alla sua presenza nelle corti, mi auguro che la soluzione definitiva la renda obbligatoria nei casi in cui si prevedono pene sopra i tre o i cinque anni. Sopra i dieci anni, l’esistenza dell’istituto del giurato sarebbe puramente simbolica, visto che con quel limite i processi saranno assai rari ».


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