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Pretura penale: sanzioni drasticamente ridimensionate

Da: Corriere del Ticino, 12.3.08, pag 15

 

Olgiati e Baranzelli: multe ridotte
Fun Time: sanzioni ridimensionate per gli ex dirigenti del Casinò


Quattromila franchi a testa contro i 175 mila complessi­vi proposti dalla Commissione. Questa l’ammenda irro­gata in Pretura agli ex dirigenti del Casinò per la man­cata segnalazione del contratto firmato con la Fun Time


«La contravvenzione c’è stata, ma la sanzione dev’essere propor­zionata alla fattispecie». Così il giudice Damiano Stefani nel mo­tivare la drastica riduzione della multa irrogata ieri in Pretura pe­nale all’ex presidente del Consi­glio d’amministrazione Rocco Ol­giati e all’allora direttore del Casi­nò di Lugano Marco Baranzelli. «Riduzione – ha osservato Stefani – che definire sensibile è un eufe­mismo ». La decisione della Com­missione federale delle case da gioco impugnata dai due ex diri­genti parlava infatti di 100 mila, rispettivamente 75 mila franchi per non avere notificato un accor­do d’intermediazione. Pene defi­nite «eccessive» dal giudice che, pur riconoscendo la presenza di una contravvenzione alla legge sul gioco d’azzardo, ha tenuto a rileva­re come si sia trattato soltanto di una mancata comunicazione. Da qui la decisione di ridimensiona­re la sanzione a 4 mila franchi a testa.
Genesi della vertenza

La vicenda mosse i suoi primi pas­si nell’agosto 20­03 quando il Casi­nò stipulò un contratto con la Fun
Time (poi rescisso il 23 ottobre). In cambio di una percentuale sulla vendita dei gettoni, la società pro­metteva di portare clienti facolto­si alla casa da gioco. Di fatto Fun Ti­me operò all’interno della struttu­ra di via Stauffacher, dove dispo­neva di un ufficio, per soli 12 gior­ni. I gettoni venduti a una quaran­tina di clienti furono 3 milioni e al­la società vennero versati 300 mi­la franchi.
Una collaborazione che il giudice Stefani ha definito importante da un punto di vista qualitativo. « An­che se nel caso in questione non è emerso alcun rischio concreto – ha osservato–èproprioneirapporti con i grandi giocatori che può an­nidarsi un eventuale tentativo di riciclaggio». Una segnalazione sa­rebbe di conseguenza dovuta giungere all’autorità competente. L’omissione, ricordiamo, avrebbe
portato successivamente Berna ad infliggere una multa di 670 mila franchi al Casinò (cresciuta in giu­dicato) nonché le ammende a ca­rico di Olgiati e di Baranzelli.
E proprio sui motivi della manca­ta­comunicazione si è a lungo con­centrato il dibattimento. A detta dei rappresentanti della Commis­sione federale delle case da gioco, avvocato Curzio Guidotti e lic. iur.
Marzia Fabbrini, la decisione di non procedere alla segnalazione rappresenterebbe un’omissione intenzionale delle disposizioni.
«Agirono in buona fede»

«Un eventuale obbligo di comuni­cazione del contratto incombe esclusivamente alla concessiona­ria
e non alle singole persone che in essa si trovavano ad operare». Così il rappresentante della dife­sa, avvocato Elio Brunetti,che siè fermamente battuto per il pieno proscioglimento dei propri assisti­ti. Ricordando come l’accordo pre­vedesseunperiododi provadi4 mesi, il legale ha evidenziato l’im­possibilità di valutarne la portata e la valenza economica. Senza di­menticare, è stato osservato, lo scarso interesse della struttura per il mercato dei grandi giocatori. «A fronte di un prodotto lordo di 85­86 milioni di franchi per il 2004 e di una movimentazione di denaro stimata in 850-860 milioni, l’im­patto di Fun Time su quello che in gergoèil“giocato”sisarebbeatte­stato intorno al 3%». «Fun Time– ha fatto eco Marco Baranzelli – non rappresentava un partner impor­tante né dal pu­nto di vista qualita­tivo né da quello quantitativo.
I mo­derni casinò puntano oggi sulla clientela medio-piccola».
Osservando come le collaborazio­ni nel campo della promozione e del marketing non siano soggette ad obbligo di segnalazione, l’avvo­cato Brunetti ha quindi ribadito l’assenza di un interesse concreto dal punto di vista soggettivo a sot­tacere il contratto con Fun Time. Nel corso dell’arringa, il rappre­sentante d­ella difesa ha infine chia­mato in causa una presunta dispa­rità di trattamento:
«La collabora­zione era stata discussa in seno al Cd A. L’avvocato Censi, vice presi­dente, partecipò attivamente alla stesura della bozza di contratto e all’incontro in cui venne deciso di non procedere ad alcuna comuni­cazione ». «Nonostante ciò, soltan­to Olgiati e Baranzelli sono stati sanzionati». Una questione, ha concluso Stefani, su cui non è sta­to possibile entrare in materia mancando le motivazioni alla ba­se della scelta dell’autorità di non procedere nei confronti dell’allo­ra numero due del «board» della casa da gioco. gi.m




PRETURA PENALE
A 5 anni dalla bufera che travolse la struttura di via Stauffacher, la vicenda «Fun Time» è approdata ieri a Bellinzona.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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