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«Falò» disinforma sulla logopedia

Da: Corriere del Ticino, 2.4.08, pag 48

LETTERE AL CORRIERE
«Falò» disinforma sulla logopedia

Sono l’economista aziendale che ha prodotto, appositamente per la trasmissione Falò, un’analisi finanziaria riguardante il settore della logopedia in Ticino.
L’argomento finanziario era di basilare importanza per determinare se vi fossero i motivi per ridurre le terapie a danno dei bambini seguiti in privato.
I giornalisti del «settimanale d’inchiesta della TSI» non hanno minimamente mostrato i risultati del mio studio e si sono ostinatamente rifiutati di mostrare i dati in loro possesso o di interpellare al riguardo un economista neutrale.
Ben sapendo che il budget stanziato per la logopedia è sempre stato di gran lunga superiore a quanto speso, si sono limitati a mostrare l’aumento dei costi registrato nel settore.
Hanno tralasciato completamente di riportare l’analisi delle cifre che dimostra che il Cantone realizza in media un milione di franchi di utile all’anno, grazie al contributo versato dall’ UFAS.
Hanno permesso al funzionario del DECS di dire che la tariffa oraria ammonta a circa 90 franchi all’ora ed «ognuno è libero di fare il calcolo» (sic) ma si sono guardati bene dal dire che solo la metà del lavoro fornito può essere fatturato, che a causa di una convenzione sfavorevole le logopediste private guadagnano la metà rispetto a quelle assunte dal Cantone e che grazie all’impiego di queste ultime, il Cantone risparmia il 50% sui costi della logopedia.
A questo proposito mi permetto inoltre di suggerire all’anziana pioniera della logopedia ticinese, di rivolgersi ad un contabile, prima di esprimere pubblicamente affermazioni che potrebbero danneggiare l’intera sua categoria.
La matematica non è un’opinione.
Per un’operatrice privata l’attività fatturabile a tempo pieno (100%) ammonta a 888 ore, quindi, il reddito al netto dei costi d’esercizio, comparabile allo stipendio di una logopedista impiegata nel settore pubblico, si attesta approssimativamente a 3.500 franchi al mese. La redazione di Falò, aveva a disposizione gran parte delle cifre che il Governo ha sempre rifiutato di fornire, ma ha tralasciato di utilizzarle per la realizzazione del servizio. Si tratta a mio parere di una grave omissione d’informazione e, sinceramente, mi chiedo perché si voglia nascondere ostinatamente che una decisione discriminatoria e dannosa per i bambini non ha nemmeno una motivazione finanziaria.

Paolo Sturzenegger,
Sala Capriasca

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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