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Condanna proposta dal p.p., dimezzata dal giudice

Da : La regione, 23.02.2008, pagina 21 

 

Condanna dimezzata
Due anni e mezzo all’accoltellatore colpevole di tentato omicidio intenzionale


Due anni e mezzo da espiare è la pena inflitta dalla Corte delle Assise Criminali di Lugano ad Alfredo Tona, di Muzzano, giudicato colpevole di tentato omi­cidio intenzionale e lesioni semplici aggravate. I giu­dici hanno ritenuto valida l’imputazione dell’accusa, promossa dal procuratore pubblico Moreno Capella, ma hanno quasi dimezzato la pena da lui proposta (4 anni e mezzo).
La Corte ha rilevato dapprima come il quadro esi­stenziale del condannato sia caratterizzato da solitu­dine, povertà nei rapporti sociali e difficoltà economi­che. Solo con i figli dell’amica il rapporto affettivo è stato soddisfacente, mentre quello con lei era difficile, ormai deteriorato e fonte di gravi problemi che lo han­no spinto a bere ancora di più. E quando
« Alfredo Tona beve, non è una bella persona, diventa aggressivo e predisposto alla violenza» (tra i precedenti penali c’è un’altra aggressione a suon di legnate).
Proprio in quel contesto ‘etilico’ si è consumato an­che l’ennesimo litigio tra il 50enne e l’amica, la matti­na di Pasqua del 2007: dalle parole si passa alle mani,
lei se ne va e poi c’è stata tutta una sequenza di sms provocatori, causa scatenante dell’uscita punitiva not­turna di Alfredo Tona, che voleva dare una lezione al nuovo amico di lei, percepito come rivale. Nessun in­tento omicida precostituito, quindi, quando Tona si reca al Cairello. Ma inferto il violento colpo di bastone che ha raggiunto la vittima in faccia, ecco l’imprevi­sto: Tona fugge, ma l’aggredito lo insegue. Nel corri­doio avviene la colluttazione: Tona estrae il coltello fe­rendo ripetutamente il rivale. La Polizia, chiamata dalla donna, li trova a terra in un bagno di sangue, bocconi, la vittima sopra l’aggressore. Tutti e tre ave­vano un tasso etilico elevatissimo. «Una dinamica dif­ficile da illustrare con precisione» ha letto il presidente della Corte, il Giudice Claudio Zali «ma nella qualifica giuridica la Corte ha ritenuto che Alfredo Tona deve la­sciarsi imputare l’intento omicida nella forma del dolo eventuale, come figura nell’atto di accusa » . I giu­dici non hanno quindi aderito alla tesi della difesa, assunta da Isabel Schweri, che puntava su un ecces­so di legittima difesa, perché la sua ricostruzione dei fatti è stata ritenuta troppo favorevole all’imputato. Accolta l’ipotesi accusatoria, la pena è stata tuttavia drasticamente ridotta. La Corte ha voluto «stemperare il suo giudizio alla luce della mancanza di premedita­zione e del fatto che l’omicidio è rimasto tentato (la vitti­ma non è stata in pericolo di morte)» . Dolo eventuale, quindi, per cui la base di pena implicita dell’accusa (9 anni) è stata ridotta a 5 anni, ritenuta adeguata e suffi­cientemente severa. La scemata imputabilità di grado medio stabilita dalla perizia psichiatrica ha poi di­mezzato la pena a 2 anni e mezzo, da espiare in quanto la prognosi non è favorevole. Per questo – per aiutare il condannato a lasciare definitivamente l’alcol – la Corte gli ha comminato pure una misura terapeutica ambulatoriale di 3 anni, da esperire dopo il carcere. Oltre all’imputazione principale, Alfredo Tona è stato giudicato anche per lesioni semplici ( all’amica), ag­gravate (al rivale) e guida in stato di inattitudine e senza licenza di condurre (gli era stata revocata).
La difesa ha annunciato che presenterà dichiarazio­ne di ricorso.
SPEL




TI- PRESS
Il giudice Claudio Zali

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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