Da: La regione, 11.11.10 pag 13
Camionisti in buona fede: prosciolti
Il giudice fa cadere l’accusa di truffa sulla pesatura della pietra
Tutti prosciolti i sette camionisti della regione a processo martedì e ieri in Pretura penale per una truffa che non c’è stata. Questa la conclusione del giudice Damiano Stefani che, dopo aver ascoltato ben sette testimoni, ha fatto cadere ogni accusa promossa dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi, assente in aula perché impegnata a Lugano nel processo per una truffa da 4 milioni. Nella pesatura dei blocchi di pietra della cava di Iragna, destinati all’appalto pubblico per l’arginatura del fiume Vedeggio, gli autisti hanno effettivamente agito in maniera scorretta facendo figurare una quantità maggiorata di materiale. Ciononostante, il loro unico obiettivo era quello di velocizzare il lavoro: e dunque hanno agito in assoluta buona fede. Per evitare di dover colmare il carico perdendo tempo prezioso, avevano usato una Subaru di proprietà della cava per aumentare le tonnellate al momento della pesatura: metodo deprecabile ma che, secondo il giudice, non era stato farina del loro sacco.
Insomma, tra maggio e giugno del 2007 gli operai non miravano a un guadagno finanziario, anche e soprattutto perché chi avrebbe eventualmente potuto farci la cresta era qualcun altro. Stiamo parlando dell’ottavo imputato, il direttore della Martinetti Sa Luca Dotti (che è anche consigliere comunale Plr a Faido), per cui il giudice ha rinviato l’incarto alla Procura per approfondimenti e che dunque ieri non era in aula: « Gli elementi a suo carico sono pesanti », ha affermato Stefani leggendo la sentenza e denunciando nuovamente le « gravi lacune » dell’inchiesta. Resta il fatto che le cifre in ballo sono davvero irrisorie. Addirittura, rispetto alla truffa di 5’500 franchi prospettata dalla pp, il giudice ha stimato un importo di poco superiore a 400 franchi (con spese giudiziarie e di patrocinio che, invece, hanno superato abbondantemente i 10’000).
Tanto rumore per nulla, dunque, anche se Damiano Stefani ha sottolineato che una truffa rimane tale anche se si tratta di 20 franchi. Per essere sanzionata deve tuttavia essere compiuta con astuzia: non è il caso dei camionisti, colpevoli ‘solo’ di aver agito con negligenza e invitati comunque a essere più attenti, in futuro. Soddisfatti gli avvocati Andrea Bersani (legale di sei camionisti) e Andrea Marazzi (che ne rappresenta uno). I difensori avevano infatti chiesto il proscioglimento e mettendo in dubbio sia la conduzione dell’inchiesta sia il motivo per cui la stessa è partita: la segnalazione al Ministero da parte del Cantone, che a mente dei patrocinatori avrebbe dovuto essere evitata. « La montagna del Dipartimento del territorio ha partorito un topolino di campagna », ha affermato Bersani.
E ora? Se la pp non impugnerà la sentenza, per i camionisti questa vicenda resterà solo un brutto ricordo. Per il direttore della cava, invece, l’inchiesta proseguirà in ogni caso.
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