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‘Più dialogo fra parlamento e magistratura'

Da: La regione, 28.05.08, pag 4

‘Più dialogo fra parlamento e magistratura'
Così il presidente del Gran Consiglio. Ieri la dichiarazione di fedeltà alle leggi dei neoeletti giudici


Hanno dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi ieri a Bellinzona, a Palazzo delle Orsoline, i giudici del Tri­bunale d'appello eletti di recente dal Gran Consiglio. Lo hanno fatto davanti al presidente del parlamento Nor­man Gobbi, al ministro di giustizia e polizia Luigi Pe­drazzini
e al capo del governo Marco Borradori. I giudi­ci designati il 6 maggio per il periodo di nomina 1° giugno 2008/31 maggio 2018 sono Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi, Giovanna Roggero- Will, Enrico Giani, Agnese Balestra- Bianchi, Raffaele Guffi, Mauro Mini, Lorenzo Anastasi, Emanuela Epiney- Colombo, Marco Villa, Werner Walser, Mauro Ermani, Claudio Zali, Matteo Cassina, Daniele Cattaneo, Francesco Pelle­grini, Giorgio Bernasconi, Franco Lardelli, Andrea Pedroli, Ivano Ranzanici, Paolo Ermotti e Damiano Bozzini.
Il Gran Consiglio ha riconfermato quasi tutti i magistra­ti uscenti. Quasi tutti, perché Spartaco Chiesa non ha sol­lecitato un nuovo mandato: ha infatti optato per la pensio­ne. Ieri alla cerimonia mancavano i due nuovi giudici, ov­vero Marco Villa, oggi procuratore generale aggiunto e Da­miano Bozzini, ora giurista al Dipartimento sanità e socia­lità.
I due entreranno in carica il prossimo 1° agosto: per loro la dichiarazione di fedeltà alle leggi è stata rinviata. Secondo Gobbi il fatto che il potere giudiziario dichiari fedeltà alla Costituzione di fronte al presidente del Gran Consiglio, ove siedono i rappresentanti del popolo, simbo­leggia la fiducia che i cittadini hanno nei magistrati. Una fiducia, rileva il primo cittadino, dimostrata anche dal fat­to che la durata della carica dei magistrati è stata portata a dieci anni, « in modo anche da potere salvaguardare l'indi­pendenza della magistratura, poiché non è obbligata a con­frontarsi con un'elezione ogni quattro anni come lo sono i rappresentanti dei poteri legislativo ed esecutivo ». Gobbi sottolinea pure « l'importanza dello scambio di opinioni fra il legislatore, dunque colui che fa le leggi, e chi poi deve met­terle in pratica in ambito giudiziario. Spesso - osserva - si elabora e si vara una legge seguendo una certa idea ma in seguito, sul piano pratico, non si raggiungono gli obiettivi che ci si è posti. In questo senso un certo dialogo fra il potere legislativo e quello giudiziario sarebbe auspicabile ». Anche e soprattutto in vista dell'entrata in vigore, nel 2010, del nuovo codice di procedura penale unificato a livello svizze­ro. Una sfida non da poco.




TI- PRESS
La cerimonia ieri nell'aula del parlamento

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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