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Hanno dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi ieri a
Bellinzona, a Palazzo delle Orsoline, i giudici del Tribunale
d'appello eletti di recente dal Gran Consiglio. Lo hanno fatto davanti
al presidente del parlamento
Norman Gobbi,
al ministro di giustizia e polizia
Luigi Pedrazzini
e al capo del governo
Marco Borradori.
I giudici designati il 6 maggio per il periodo di nomina 1° giugno 2008/31 maggio 2018 sono
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi, Giovanna Roggero- Will,
Enrico Giani, Agnese Balestra- Bianchi, Raffaele Guffi, Mauro Mini,
Lorenzo Anastasi, Emanuela Epiney- Colombo, Marco Villa, Werner Walser,
Mauro Ermani, Claudio Zali, Matteo Cassina, Daniele Cattaneo, Francesco
Pellegrini, Giorgio Bernasconi, Franco Lardelli, Andrea Pedroli, Ivano
Ranzanici, Paolo Ermotti
e
Damiano Bozzini.
Il Gran Consiglio ha riconfermato quasi tutti i magistrati uscenti.
Quasi tutti, perché Spartaco Chiesa non ha sollecitato un nuovo
mandato: ha infatti optato per la pensione. Ieri alla cerimonia
mancavano i due nuovi giudici, ovvero Marco Villa, oggi procuratore
generale aggiunto e Damiano Bozzini, ora giurista al Dipartimento
sanità e socialità.
I due entreranno in carica il prossimo 1° agosto: per loro la
dichiarazione di fedeltà alle leggi è stata rinviata. Secondo Gobbi il
fatto che il potere giudiziario dichiari fedeltà alla Costituzione di
fronte al presidente del Gran Consiglio, ove siedono i rappresentanti
del popolo, simboleggia la fiducia che i cittadini hanno nei
magistrati. Una fiducia, rileva il primo cittadino, dimostrata anche
dal fatto che la durata della carica dei magistrati è stata portata a
dieci anni, «
in modo anche da potere salvaguardare l'indipendenza della
magistratura, poiché non è obbligata a confrontarsi con un'elezione
ogni quattro anni come lo sono i rappresentanti dei poteri legislativo
ed esecutivo
». Gobbi sottolinea pure «
l'importanza dello scambio di opinioni fra il legislatore, dunque
colui che fa le leggi, e chi poi deve metterle in pratica in ambito
giudiziario. Spesso
- osserva -
si elabora e si vara una legge seguendo una certa idea ma in
seguito, sul piano pratico, non si raggiungono gli obiettivi che ci si
è posti. In questo senso un certo dialogo fra il potere legislativo e
quello giudiziario sarebbe auspicabile
». Anche e soprattutto in vista dell'entrata in vigore, nel 2010, del
nuovo codice di procedura penale unificato a livello svizzero. Una
sfida non da poco.
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