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Gli tolgono il quarto figlio padre picchia giudice donna

http://www.gesef.it/14_2_05_articoli.htm 

 

Da "Il secolo XIX" del 09 febbraio 2005

 

Genova, l'aggressione nel tribunale dei minori. Polemiche per la mancanza di adeguate misure di sicurezza

 

Genova «I due soli carabinieri in servizio a palazzo erano a seguire un'udienza. Mia moglie è stata colpita nel suo ufficio, aggredita senza che nessuno potesse evitarlo. E le minacce, per chi fa il nostro lavoro, sono all'ordine del giorno». Parla da marito e da magistrato, Luigi Cavadini Lenuzza, sostituto procuratore generale di Genova, nella corsia dell'ospedale dove è appena arrivata, sanguinante, sua moglie, Marina Besio, presidente facente funzioni del tribunale per i minorenni, picchiata selvaggiamente da un padre disperato.
È successo ieri mattina alle 10,30, nel palazzo del tribunale di viale IV Novembre, nel centro del capoluogo ligure. L'aggressore, Giovanni Battista A., 36 anni, residente a Milano, è stato arrestato dagli agenti di una volante della polizia con le accuse di lesioni e violenza a pubblico ufficiale. E rinchiuso nel carcere di Marassi. Oggi, un giudice per le indagini preliminari della procura di Torino, titolare dei procedimenti relativi a reati commessi o subiti dai magistrati genovesi, deciderà sulla convalida dell'arresto.
L'uomo, che ha precedenti di polizia risalenti al 2001 per fatti avvenuti nella provincia di Sassari, ha già subito per tre volte la revoca della patria potestà. Ed è per il quarto figlio, una bimba nata da pochi mesi, che ieri mattina si è presentato all'ufficio del giudice Besio, con una donna, probabilmente la moglie, poi scappata. Voleva sapere perché gli era stata tolta sua figlia. Non ha sentito ragioni. Si è prima innervosito e poi, invitato a tranquillizzarsi, ha reagito colpendo il magistrato al volto con una testata e con due pugni. La donna sanguinante è caduta a terra, urlando, chiedendo aiuto. In pochi attimi, mentre la compagna dell'uomo scappava, una volante della polizia interveniva bloccando l'aggressore. Il giudice Marina Besio, accompagnata al pronto soccorso dell'ospedale Galliera da un'ambulanza inviata sul posto dal 118, è stata dimessa con 12 giorni di prognosi: «Le hanno messo dei punti sul labbro e stanno verificando un problema a un dente che rischia di cadere - spiega il marito, con gli occhi lucidi - Per il resto, nonostante il colpo al naso sta meglio».
Dure le prese di posizione dei magistrati e dei lavoratori degli uffici giudiziari genovesi seguite all'accaduto. Le organizzazioni di categoria denunciano «la mancanza di sicurezza presso il tribunale per i minorenni di Genova» e chiedono al ministero maggiore protezione. Sull'episodio la giunta distrettuale dell'Associazione nazionale magistrati, che «esprime la sua solidarietà alla collega», spiega: «Il rischio di manifestazioni di violenza incontrollata da parte di persone che non sono in grado di tollerare decisioni giudiziarie che li riguardino, sussiste per tutti i magistrati e per il personale amministrativo, e ripetutamente è stata segnalata la scarsa o del tutto inesistente tutela della nostra sicurezza nel luogo in cui operiamo. Questa carenza è ancora più grave nel caso del tribunale per i minorenni, luogo ove vengono adottate gravi decisioni nei confronti di chi è spesso portatore di un profondo disagio».
I magistrati puntano il dito anche contro il ministero di Grazia e giustizia: «Oltre a proporre l'abolizione dei tribunali per i minorenni e lasciar passare dei mesi per decidersi ad avallare la nomina del candidato designato dal Consiglio superiore della magistratura a presiedere quello genovese (il giudice Adriano Sansa - ndr), il ministro dovrebbe preoccuparsi di garantire l'incolumità fisica dei giudici». Patrizia Bellotto, della Cgil funzione pubblica chiede misure urgenti: «Non è accettabile che il tribunale per i minorenni sia privo di misure di sicurezza».

Graziano Cetara

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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