Da: Mattino della domenica, 21.09.08, pag 10 (www.mattino.ch)
| Scritto da MDD | |
| domenica 21 settembre 2008 | |
| E intanto il contribuente paga i costi di deposito |
La burocrazia nel campo della giustizia è lenta non soltanto in Italia
ma anche in Svizzera, Paese che ai più (specialmente coloro che la
vedono da oltre confine) appare ordinato, preciso come... un orologio e
ben organizzato. Niente di tutto questo, anche da noi le pratiche
giudiziarie si sommano, si moltiplicano, si stratificano gli ammassi di
carta, che diventano vere e proprie "torri di Pisa". I tempi di attesa
diventano lunghi, lunghissimi.
Come logica conseguenza, anche l'immagine della stessa giustizia non ne
esce molto bene, se poi oltretutto i suoi rappresentanti, che
dovrebbero garantire eque misure e trattamenti, sia nei confronti dei
querelati che dei querelanti, si comportano in modo non corretto, il
quadro è completo...
E qui entriamo nel caso specifico relativo alle 63 poltroncine in pelle
acquistate dalla Banca Popolare di Sondrio (Suisse) presso la ICF
S.p.A, (una delle più importanti aziende italiane nel settore della
produzione e vendita di mobili di design) per completare gli uffici
della nuova filiale in via Luvini inaugurata il 3 giugno del 2005. Le
stesse però sono state sequestrate il 30 settembre 2005, a seguito di
un provvedimento deciso dal Procuratore Pubblico Giuseppe Muschietti
per presunta violazione del diritto al marchio e del diritto d'autore,
nonché della legge sulla concorrenza sleale, tutti reati perseguiti a
querela di parte (reati di minore gravità tesi alla protezione di
interessi privati).
Il problema è che il termine per sporgere querela, nella fattispecie, è
stato disatteso: pertanto il procedimento avrebbe dovuto essere
archiviato fin dall'inizio! Ci si chiede quindi come mai il PP
Muschietti si ostini a procrastinare un procedimento (peraltro di
natura squisitamente civile) per oltre tre anni. Senza dimenticare i
costi accumulati nel tempo per il deposito delle 63 poltroncine (il cui
volume è di circa 35 metri cubi!) sicuramente non indifferente, dato
che ormai sono in magazzino da quasi 3 anni! Le poltroncine sono
infatti depositate a Bellinzona presso la polizia e i costi di deposito
finiscono a carico del contribuente.
Ci chiediamo quindi quanti soldi pubblici (e nüm a pagum...) occorre
ancora spendere oltre a quelli già... sprecati, i costi relativi al
tempo lavorativo impiegato dal PP, la cui alta carica istituzionale ha
sicuramente come obiettivo principale quello di tutelare gli interessi
pubblici, anziché quelli privati, che potrebbero essere gestiti dal
giudice civile.
Ci si chiede inoltre come mai il PP Muschietti abbia consentito alla
parte civile di visionare gli atti già il 25.9.2007, mentre alla parte
indagata tale possibilità è stata data soltanto il 31 gennaio 2008: si
tratta quindi tra l'altro di una sconcertante violazione del diritto
alla parità di trattamento. In poche parole il PP (che ha negato tale
stato di fatto) sembra aver agito nel solo interesse della società
querelante, offrendo ad essa diritti più ampi di quelli che in realtà
le spetterebbero.
Singolari e curiosi appaiono i numerosi "lapsus calami" in cui continua
ad imbattersi il PP nel corso della pratica: non è chiaro, a tutt'oggi,
a quale stadio si trovi il procedimento che peraltro è prescritto.
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