Da: CdT 21.4.09 pag 4
Il Tribunale federale ha tuttavia subordinato l'esecuzione del provvedimento al diritto, per la donna, di entrare e soggiornare liberamente negli Stati Uniti
Il Tribunale federale ha ordinato il ritorno negli Stati Uniti di un bimbo di circa due anni, nato in questo Paese da madre svizzera.
Nel gennaio 2008, dopo un periodo di vacanza trascorso nella Regione zurighese, la donna aveva deciso di non tornare negli Stati Uniti, non rispettando in questo modo la decisione di un giudice statunitense, che la costringeva a riportare il figlio negli USA. Nel maggio successivo, il padre aveva inoltrato una domanda di rimpatrio del figlio, in virtù della Convenzione dell'Aja sugli aspetti civili del rapimento internazionale di bambini.
Applicando la convenzione alla lettera, il TF ha ordinato che il piccolo sia riportato negli Stati Uniti. Tenendo parzialmente conto delle obiezioni della madre, che temeva di essere separata dal figlio, i giudici hanno tuttavia condizionato il rimpatrio all'ottenimento, per la madre, della possibilità di recarsi il più liberamente possibile negli Stati Uniti e di soggiornarvi fino al termine della procedura relativa alla custodia del bambino.
Dato che il visto di cui dispone attualmente è insufficiente, il TF ha dato tempo 30 giorni alla donna per procurarsi i documenti e le autorizzazioni necessarie. Il bimbo dovrà essere riportato in patria non appena la madre sarà riuscita ad ottenere questi documenti.
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