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Incesto e complicità

Da: Corriere del Ticino, 2.5.08, pag 48

ANCHE DA NOI L ' INCESTO È COPERTO DA COMPLICITÀ
EROS COSTANTINI

L'

allucinante intreccio di menzogne, connivenze e ancor più di follia avve­nuto ad Amstetten, in Austria, do­ve un padre segrega la figlia per 24 anni, la violenta a suo piacere e le fa mettere al mondo ben set­te figli, rende quasi «normali» le tante, per lo più nascose storie di incesti che avvengono anche nel nostro Paese. Difficile parlarne perché non esistono statistiche certe e spesso i casi sono elusi per proteggere le vittime dell'atto. Si palesano quando sfociano in de­litti, o affiorano casualmente, o vengono denunciati dopo anni quando le vittime si liberano da paure e remore «morali-affetti­ve ». Sì, perché il bambino ama sempre i suoi genitori: come può concedersi il lusso della rabbia, del rancore e della denuncia? L'ultimo caso a destare raccapric­cio e a suscitare polemiche è avve­nuto nelle settimane scorse a Gi­nevra: un padre e una madre in­segnavano alla figlioletta dodi­cenne come intrattenere sessual­mente i loro amici o «clienti» di quel maneggio. Anche in questo caso come avvenuto in vari altri, i servizi sociali benché avvisati degli strani via vai e della faccia spaesata della bimba, non sono intervenuti attendendo una de­nuncia circostanziata e suffraga­ta da prove più consistenti come fotografie(?) oppure da urla che allarmassero la polizia. Era già successo, sempre a Ginevra, quando una bambina di pochi mesi venne lasciata morire affa­mata da una madre tossicodi­pendente arrestata e i servizi so­ciali la «dimenticarono». Capita così che in diversi cantoni l'effi­cienza di questi servizi, ma non solo la loro, viene messa in dub­bio (e già pare di udire le indigna­te proteste di chi nel settore qual­che volta lavora bene, ma non di rado alcuni ci campano soltan­to). Ovvio ricordarlo: l'incesto è unodeitabùpiùantichieunrea­to odioso quasi sempre commes­so su minori. Non è mai stato estinto, ma solo rimosso come ri­velano
le migliaia di casi rileva­ti annualmente in tutti i Paesi d' Europa, e dimentichiamo quel­li di altri continenti. A quelli cla­morosi di violenza perpetrati fra le mura domestiche che mettono in moto la giustizia, si affiancano sempre più quelli difficilmente quantificabili e occultati dalle fa­miglie. Ai nostri casi nazionali d'incesto si sono aggiunti quelli assai frequenti che avvengono in famiglie di immigrati, dove la de­nuncia coinciderebbe con il diso­nore dell'intera famiglia. Quin­di silenzio assoluto o maledizio­ne su chi parla. Chiamiamolo pu­re «fenomeno sommerso». Ma esi­ste. Come quasi ovunque era fre­quente nella Svizzera contadina dei secoli scorsi:ne accennava già nel 1850 il geniale e istintivo Ge­remias Gotthelf, autore de «Il ra­gno nero», in un suo drammatico racconto. Sempre per quanto con­cerne l'incesto in Svizzera, il raf­fermo cronista ricorda di essere rimasto impressionato in un ri­storante di Visp (VS) da orrende figure scolpite sulle pareti di le­gno. Un insegnante di scuola gli spiegò che ricordavano le mo­struosità nate quando, secoli ad­dietro, nel villaggio erano rego­lari l'incesto e le unioni fra con­sanguinei. Ma la pratica era con­suetudine anche nelle famiglie detenenti il potere, con l'ovvio sco­po di conservarlo. Con «Hohenfe­uer » (I falò»), film ch'ebbe il par­do d'oro a Locarno, il regista Fre­di Murer ha raccontato una drammatica storia d'incesto fra sorella e fratello su un alpe svizze­ro. Su un fronte sociale opposto, Visconti in «La caduta degli dei», fa interpretare a Helmut Berger lo stupro della madre Ingrid Thullin, definito da alcuni critici «un rito arcaico ebbro di un cre­scendo wagneriano». L'antropo­logo Lévi Strass scrive che la fine dell'incesto ha segnato nella sto­ria dell'umanità il passaggio dal­la natura alla cultura. Ma pare esistano ancora tante zone d'om­bra e finanche protette che appar­tengono forse alla preistoria. 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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