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Ginevra - Il procuratore generale del canton Ginevra Daniel Zappelli
ha deciso di archiviare la procedura intentata contro Hannibal e Aline
Gheddafi, denunciati per maltrattamenti dai loro domestici lo scorso
luglio. La notizia è stata data ufficialmente ieri dal procuratore
stesso in un comunicato. Per mezzo del loro avvocato, gli stessi
domestici - un marocchino e una tunisina - avevano annunciato martedì
di aver ritirato la precedente denuncia. Entrambi hanno ottenuto un
indennizzo - le cui modalità e la cui provenienza sono mantenute
confidenziali... - nonché un permesso umanitario temporaneo in
Svizzera. Dopo essersi assicurato che il ritiro della denuncia è stato
«liberamente consentito»,
il procuratore rileva che tale decisione
riguarda tutti i capi d'accusa rivolti alla coppia Gheddafi: lesioni
personali semplici, minacce e coazione. Se i primi due capi d'accusa si
estinguono con la revoca delle querele, il reato di coazione è
perseguito d'ufficio, il che ha reso necessario l'intervento del
magistrato.
«Gli atti in causa fanno tuttavia parte di un insieme»,
rileva Zappelli nella sua nota. «
Nel caso in esame, gli atti relativi alla coazione sono meno gravi
di quelli alla base delle altre due infrazioni. In tali condizioni, e
conformemente ad una pratica costante abbiamo deciso di archiviare la
procedura. Posso comunque dire che non si sono state pressioni su di
noi. La giustizia ha fatto il suo corso, confermando la sua totale
indipendenza ».
La cauzione complessiva di 500 mila franchi -
200mila franchi per Hannibal e 300 mila per la moglie, sulla quale
pesavano le accuse più gravi - sarà restituita. Figlio del presidente
libico Muhammar Gheddafi, Hannibal e la moglie Aline erano stati
fermati il 15 luglio in un albergo di Ginevra con l'accusa di aver
maltrattato due domestici al loro servizio. La coppia si trovava a
Ginevra in vista della nascita del figlio. La vicenda ha provocato
l'insorgere di tensioni fra la Svizzera e la Libia. Per placarle,
Tripoli aveva posto quali condizioni la revoca della procedura
penale, nonché le scuse della Svizzera per il modo con cui era stata
trattata la coppia. Due cittadini svizzeri, accusati di reati contro
l'immigrazione e il soggiorno, sono tuttora trattenuti in Libia dopo
essere
stati detenuti per una decina di giorni. Si è peraltro senza notizie
del fratello del domestico marocchino, arrestato il 27 luglio in
Libia. L'avvocato dell'inserviente ha intentato una procedura per «
scomparsa forzata »
presso l'Alto Commissariato dell' Onu per i diritti umani. In una
nota diramata ieri, il Consiglio Federale, preso nota
dall'archiviazione del caso, considera
« un elemento importante »
questo passo nella vicenda Gheddafi junior; il Dipartimento federale
degli affari esteri sottolinea che le trattative con Tripoli
proseguono, per ripristinare la situazione esistente prima della crisi,
innescata dall'arresto del figlio del leader libico e della moglie, lo
scorso 15 luglio a Ginevra.
ATS/RED.
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