Da: CdT 12.09.08 pag 15
Famiglia ucraina: le lettere occultate
Nella vertenza spuntano due dichiarazioni del padre della
famiglia ucraina che era stata salvata in gennaio sulla cui autenticità
vengono però espresse perplessità
Si è arricchita di un nuovo capitolo la vicenda del nucleo famigliare
(formato dalla madre e dai cinque figli)recuperato sul monte Lema in
gennaio. Il ricorso contro la decisione di Berna di respingere la
richiesta di asilo risulta ancora pendente. Nei giorni scorsi i
giudici del Tribunale federale amministrativo (TAF)hanno respinto la
richiesta di un dibattimento formulata dal legale degli ucraini,
avvocato
Marco Garbani,
riconoscendo tuttavia una violazione del diritto a visionare
l'incarto. Fra i documenti non mostrati alle parti dall' Ufficio
federale della migrazione risultano in particolare due dichiarazioni
firmate dal marito della donna. Le lettere risultano datate 18
febbraio, rispettivamente 21 maggio. Invitato dal TAF a pronunciarsi
in merito,
l'avvocato Garbani ha inoltrato recentemente le proprie osservazioni
mettendo in dubbio l'autenticità degli scritti. A destare perplessità
è il fatto che le missive risultano redatte con calligrafie
differenti, la prima in inglese, la seconda in ucraino.
Degno di nota, a detta del legale, anche il fatto che le
argomentazioni contenute avrebbero influito in maniera non
indifferente sulla decisione di Berna e, in particolare, per quanto
attiene le possibilità del rimpatrio.
Argomenti, secondo il
rappresentante di parte, che, a questo punto, avvalorerebbero la tesi
secondo cui il rigetto della domanda d'asilo andrebbe annullato
affinché l'autorità di prima istanza si pronunci nuovamente
coinvolgendo i ricorrenti.
gi.m
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