Da: CdT, 26.7.08, pag 9
Stampa, abbandonata l'inchiesta
Decreto per guardia ed ex detenuto - Violato solo il regolamento
L'agente indagato aveva introdotto in carcere cibarie e accettato un prestito
«Considerato tutto quanto precede, per inesistenza dei presupposti
oggettivi e soggettivi di legge dei reati qui esaminati, va decretato
formale abbandono dal profilo penale. La conclusione del presente
procedimento merita comunque una riflessione importante sulla
necessità per le autorità inquirenti in caso di potenziale rischio di
vulnerabilità da parte di un agente di custodia, costantemente in
contatto con detenuti oppure di ex detenuti, di dover intervenire con
celerità nell'accertamento di eventuali episodi corruttivi e ciò per
evidenti motivi di interesse pubblico ». È questa una delle parti
conclusive del decreto di abbandono stilato dal procuratore generale
Bruno Balestra che mette
fine ad una delicata inchiesta giudiziaria che ha coinvolto in questi ultimi
mesi un agente di custodia della Stampa ed un ex detenuto. Per
ambedue, l'alto magistrato ha decretato l'abbandono. La vicenda
aveva suscitato grande clamore perché aveva visto anche una
maxiperquisizione della Stampa effettuata da una ottantina di agenti
della polizia cantonale.
L'agente di custodia era stato arrestato l' 11 ottobre scorso ed era
rimasto in carcere, in un penitenziario di oltre San Gottardo, sino
al 23 ottobre 2007. Contro di lui erano stati ipotizzati pesanti
reati:abuso di autorità, violazione del segreto d'ufficio, corruzione
passiva e accettazione di vantaggi.
Dopo nove mesi di indagini la
conclusione dell'inchiesta che ha accertato esclusivamente una
violazione del regolamento ( ammessa) da parte dell'agente di custodia
il quale ha introdotto all'interno del carcere, come già scrivevamo il
17 ottobre scorso, cibarie (formaggio e pomodori secchi)destinate ad un
detenuto. Tutto era iniziato in seguito ad una segnalazione esterna al
carcere che parlava di strane frequentazioni dell'agente di custodia
in questione con alcuni ex detenuti. Erano quindi scattate le indagini
ed un servizio di controllo telefonico. Si era così alzato il sipario
su un pacchetto entrato in carcere e su un prestito di 5 mila franchi
fatto da un ex carcerato alla guardia. Inoltre, chi ascoltava le
registrazioni aveva annotato la segnalazione del l'agente del
trasferimento in un altro carcere di una persona in espiazione di pena
alla Stampa. Sotto inchiesta era poi finito anche l'ex detenuto che si
accompagnava alla guardia: l'uomo aveva dato all'agente 5 mila
franchi in prestito ed il pacchetto con le cibarie destinate ad un
compagno di pena ancora rinchiuso ( episodi non collegati). La
guardia aveva ammesso il prestito e il fatto di aver introdotto il
pacco. Aveva però sottolineato di averne prima accertato il
contenuto. Il PG parla di frequentazioni inopportune della guardia con
ex detenuti. Passando in rassegna i singoli reati ipotizzati non li
vede però realizzati.
Parla di violazione del regolamento del personale del carcere:ma tale
comportamento non costituisce ancora reato penale. Anche
l'informazione sul trasferimento del detenuto, spiega, era in qualche
modo «pubblica» e quindi facilmente accessibile.
Ricordiamo che la guardia da mesi è sospesa e percepisce solo una
parte dello stipendio. Assistito dall'avvocato Katia Cereghetti
Soldini, valuterà la possibilità di chiedere un risarcimento per
ingiusto procedimento penale. Al termine del decreto di abbandono il
PG Balestra sottolinea comunque che «risulta fondamentale
nell'attività e condotta di un agente di custodia l'approccio personale
che va instaurato coi detenuti. Si deve infatti adottare un
comportamento cordiale,
ma distaccato che non possa mettere a rischio l'indipendenza
del proprio operato, attitudine importante per mantenere una serena autorevolezza per rapporto ai detenuti».
e.ga.
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