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Ma che strano…! Ministero pubblico a due velocità!

Da: www.mattino.ch, 20.9.09

Scritto da MDD

Quando si tratta di dare seguito alle denuncie di cittadini contro funzionari, stranamente tutto si insabbia... quando si tratta invece di colpire l’avversario politico, specie se leghista, ecco che le cose cambiano!


Di fronte alla giustizia siamo teoricamente tutti uguali, ma alla luce dei fatti sembra che alcuni siano più uguali di altri. Si pensi ad esempio a Nano Bignasca e alla sua “taglia sui radar”,  o alla scarica di FASS 90  (a salve), sparata in occasione delle votazioni cantonali. Il fucile fumava ancora e il solerte procuratore generale della nostra ridente Repubblica bananiera già aveva emesso la sua condanna. Una giustizia col turbo in questo caso. Ma non è sempre così. Purtroppo la giustizia rallenta, fino ad innestare la marcia funebre, allorquando ad essere denunciati al ministero pubblico ticinese sono dei funzionari querelati da semplici cittadini.
Ne sa qualcosa la famiglia Larini, che in margine alla nota vicenda “Ristorante Castelgrande”, ha denunciato per violazione del segreto d'ufficio, abuso di autorità e reati contro l'onore, l’avvocato Loris Bianchi, responsabile della Sezione Amministrativa Immobiliare del Cantone. Denuncia che da gennaio dorme – sono passati quasi 9 mesi - nei profondi cassetti della scrivania dell’inclito Procuratore generale Bruno Balestra.
Dal canto suo Alexandra Tizzano ha aspettato sei mesi per avere una risposta da via Bossi. Il 25 gennaio 2008 la logopedista di Gravesano ha denunciato Giorgio Merzaghi, capo dell’Ufficio dell’Educazione Speciale del DECS, nonché Presidente della Commissione di vigilanza per la Logopedia, per falsa testimonianza, falsità in atti, falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari,  abuso di autorità e, eventualmente, tentata coazione.  La risposta è arrivata in luglio. Non luogo a procedere…,  contro cui la signora Tizzano ha subito inoltrato un’istanza di promozione dell’accusa alla CRP, la quale ha risposto picche alla fine di dicembre. Oggi la signora è in attesa dell’esito del ricorso inoltrato contro questa decisione nel gennaio scorso al Tribunale federale.
Quello che fa specie è che entrambi i casi citati – Larini e Tizzano - sono stati oggetto di diversi atti parlamentari come pure di numerosi articoli di stampa.  Malgrado ciò la nostra giustizia, o meglio: i suoi rappresentanti (ognuno di noi ha quelli che si merita: noi abbiamo questi!), sembrano dormire sonni tranquilli anche se il loro agire svuota la parola “giustizia” del suo significato. Un comportamento che rischia di incitare il cittadino a farsela da sé, la giustizia. Forse anche per questo, nell’ultimo decennio nel nostro cantone, le minacce contro i funzionari sono aumentate vertiginosamente.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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