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Il Ps contrario rilancia: corsi ed esami per i candidati Tutti d'accordo sulla necessità di approfon

Da: La regione, 10.9.09, pag 4

‘Niente convenzioni, si cambi la legge'
Il Ps contrario rilancia: corsi ed esami per i candidati Tutti d'accordo sulla necessità di approfondire i giudizi
di Paolo Bobbià

«Il Ps ritiene che il sistema di elezione dei magistrati sia perfettibile, ma questo va fatto non tramite convenzioni di tipo privatistico, bensì modificando la Legge sull'organizzazione giudiziaria (Log), secondo un processo democratico e trasparente». Il metodo per l'elezione dei magistrati va migliorato, ma non come proposto da Plr, Ppd, Lega e Udc e dalla Commissione di esperti. È questa in soldoni la presa di posizione inoltrata nei giorni scorsi all'Ufficio presidenziale del parlamento dal gruppo socialista in Gran Consiglio sulla ‘Convenzione per l'elezione dei magistrati dell'ordine giudiziario', di cui riferiamo sopra.

Si tratta di una bozza di gentlemen's agreement, di linee guida, stilata in seguito all'incontro dello scorso febbraio fra una delegazione dell'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio - c'erano i parlamentari Christian Vitta (Plr), Carlo Luigi Caimi (Ppd), Attilio Bignasca (Lega) e Marco Chiesa (Udc), assente scusato Raoul Ghisletta (Ps) - e una rappresentanza della Commissione di esperti indipendenti per l'elezione dei magistrati composta dal giudice federale Aldo Borella e dagli avvocati Spartaco Chiesa e John Noseda.

Lo scopo dell'incontro era "individuare modalità che potessero essere utili a che alle cariche della magistratura giudiziaria vengano elette le persone maggiormente adatte in funzione del criterio di competenza, senza prescindere, nella misura del possibile, dall'opportunità che nei vari consessi giudiziari siano adeguatamente rappresentate le sensibilità politiche, ideologiche o filosofiche presenti nella società ticinese". Il risultato «è tuttora una bozza e va ancora discussa anche con il Ps - dice il capogruppo Plr Christian Vitta alla ‘RegioneTicino' -, trattandosi di un gentlemen's agreement, non avrebbe senso se non ci fosse l'unanimità».

Il sistema attuale

In Ticino il processo di selezione dei nuovi magistrati viaggia su due binari paralleli fino in Gran Consiglio. Su una rotaia la Commissione di esperti indipendenti che valuta l'idoneità dei candidati, sull'altra i partiti rappresentati in governo con il compito di assicurare una rappresentanza equilibrata delle aree di pensiero politico nella magistratura. E infine in parlamento si vota e si nominano i magistrati. «Il sistema duale ha la sua logica: coniugare qualità dei candidati ed equilibrio politico tra i membri dell'ordine giudiziario» scrivono i granconsiglieri socialisti nella presa di posizione. Ma non sono solo questioni di forma, legate alla scelta tra convenzione e modifica di legge, a non piacere alla sinistra.

‘Solo se si modifica la legge'

La convenzione proposta trova infatti discorde il gruppo Ps pure perché gli elementi di miglioramento introdotti sono minimi e si discostano dall'attuale ordinamento «in maniera assolutamente vaga e ambigua»: si tratta del punto dell'accordo in cui si chiede l'impegno dell'Ufficio presidenziale nel proporre al plenum i candidati idonei più adatti alla carica. «Se prendiamo sul serio questo impegno - rilevano i parlamentari Ps -, dobbiamo chiaramente affermare che si tratta di un potere che l'Ufficio presidenziale non ha e non può arrogarsi con una convenzione», semmai con una modifica della legge. Il gruppo Ps ricorda infatti che è in vigore l'articolo 7 Log, «che prevede l'obbligo per l'Ufficio presidenziale di trasmettere al Gran Consiglio l'elenco di tutti i candidati e il preavviso della Commissione di esperti su tutti i candidati». Lo stesso articolo non prevede neppure che nel rapporto dell'Ufficio presidenziale venga formulato un parere, «cosa che potrebbe condurre ad avere rapporti di maggioranza e minoranza, come avviene in qualsiasi commissione», aggiunge il Ps.

Il capogruppo socialista in parlamento Raoul Ghisletta mette poi altra carne al fuoco: «A proposito delle nomine dei nuovi magistrati c'è pure la proposta di spostare le competenze dall'Ufficio presidenziale alla Commissione giustizia. Per noi è meglio quindi seguire l'iter democratico e discutere di tutto in Commissione della legislazione prima e in parlamento poi. Anche per non firmare una convenzione che entro breve potrebbe diventare inutile», vista la possibile migrazione delle competenze.

Corsi, esami e approfondimenti

Il Ps avanza alcune proposte puntuali di modifica della Log. Anzitutto ne riprende una di Carlo Luigi Caimi: l'organizzazione di un corso e un esame generale per le persone interessate a candidarsi a posti di magistrato. Proposta ritenuta interessante, ma impegnativa dal punto di vista burocratico da Christian Vitta, il quale rende attenti «sulle possibili ripercussioni professionali della partecipazione a un simile corso o dell'esito dell'esame per gli avvocati già attivi nel privato».

Altre due proposte mirano invece a un giudizio più approfondito da parte della Commissione di esperti indipendenti, la quale per il Ps «deve raccogliere presso i datori di lavoro del candidato e eventuali altri enti le informazioni necessarie a valutare la sua candidatura, premesso che il candidato la autorizzi a farlo». Tutto per avere un parere più dettagliato e motivato, con un giudizio finale scelto tra molto idoneo, idoneo e inidoneo. «I candidati inidonei sono esclusi dal concorso - precisa Ghisletta - per evitare che vengano ‘ripescati' dai partiti». «Le ultime nomine hanno già seguito un percorso simile, più approfondito», rileva Vitta.

Considerazioni e proposte del Ps verranno discusse in una delle prossime riunioni dell'Ufficio presidenziale.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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