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Procedura penale, ecco cosa cambia. Una per una tutte le novità della riforma giudiziaria del 2011

Da: CdT 29.1.09 pag 8

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 Una per una tutte le novità della riforma giudiziaria attesa per il 2011


 Anche il Ticino si prepara ad adeguare la legislazione cantonale in vista dell'entrata in vigore del nuovo Codi­ce di procedura penale federale - Il Consiglio di Stato propone una riorganizzazione del Ministero pubblico

  L'adeguamento della legisla­zione cantonale al nuovo Codice di procedura penale (unificato a livello federale), che entrerà in vi­gore il 1. gennaio 2011, porterà con sé una riforma del sistema giudiziario ticinese, sia dal profi­lo del funzionamento, sia per quanto concerne l'organizzazio­ne del Ministero pubblico (vedi articolo sotto). Diversi gli ambiti che saranno toccati dalla riforma (presentata a grandi linee sul Cd T del 22 gennaio), che è stata illu­strata nel dettaglio ieri a Bellin­zona.
 Appello penale
 Fra le principali novità, sarà in­trodotto il processo d'appello nel­l'ambito penale. Le parti coinvol­te in un procedimento penale po­tranno chiedere un vero e proprio rifacimento del processo. «Attual­mente in Ticino non c'è questa possibilità, ma il ricorso per Cas­sazione, che è dato solo in caso di contestazioni di carattere giu­ridico », ha spiegato John Nose­da,
  coordinatore della Commis­sione che ha esaminato le nuove disposizioni federali. « L'appello è un riesame del caso in Tribu­nale, fatto sulla base delle prove raccolte in precedenza». Con l'in­troduzione del processo d'appel­lo, prosegue, «non ci saranno più processi di Cassazione (attual­mente una novantina all'anno), ma verosimilmente aumenteran­no i casi, perché si potrà ricorre­re più facilmente». Da qui l'esi­genza di potenziare l'organico della Corte d'appello, che si com­porrà di tre giudici a tempo pieno.
 Polizia e atti impugnabili
 Il Codice unificato comporta con­seguenze anche per la Polizia. In particolare, gli atti di polizia sa­ranno suscettibili di reclamo e considerati alla stregua degli atti dei magistrati. Con quali effetti? Ci saranno maggiori obblighi e for­malità procedurali da rispettare nelle indagini e nell'assunzione di prove (ad esempio negli interro­gatori). «Si tratta di un rafforza­mento del ruolo della Polizia in ambito giudiziario», commenta Noseda. «Tutte le polizie - incluse le Comunali, la Polizia ferroviaria, le Guardie di confine - saranno subordinate alle procedure del Codice penale svizzero e sottopo­ste alla vigilanza del Ministero pubblico. Occorrerà rafforzare la preparazione scientifica degli agenti e il coordinamento».
 Fase istruttoria anticipata
 Altre riforme riguardano la fase iniziale del procedimento pena­le. È previsto l'intervento di un avvocato della prima ora:il difen­sore sarà presente anche in Poli­zia dall'inizio dell'inchiesta. No­seda ha poi rilevato che ci sarà un'anticipazione della fase istrut­toria, che scatterà appena ci sarà la notizia del reato. «Ciò compor­terà un aggravio di oneri per il Mi­nistero pubblico». La durata del carcere preventivo, inoltre, scen­derà da 6 a 3 mesi, con possibili­tà di proroga. Ragion per cui, ha detto Noseda, «ci si attende un numero maggiore di proroghe».
 Altre modifiche
 Il decreto d'accusa non potrà più essere proposto nella procedura semplificata e, in caso di opposi­zione, gli atti non andranno diret­tamente dal giudice ma torneran­no dal procuratore pubblico per un approfondimento d'inchiesta. Saranno inoltre applicabili nuo­ve misure di privazione della li­bertà. Il magistrato che decide sul­le misure coercitive non si chia­merà più giudice dell'istruzione e dell'arresto (GIAR), ma giudice dei provvedimenti coercitivi. Infine, verranno abolite le giurie popola­rieigiudicidipacenonpotranno più mediare la conciliazione nei reati di querela di parte.
 Ragioni e valutazioni
 Definendo l'introduzione del Co­dice unificato «un passo storico», il direttore delle Istituzioni Luigi Pedrazzini ha illustrato le ragio­ni che hanno condotto ad elabo­rare la riforma così come presen­tata. «Abbiamo approfittato del­la riforma per aprire un capitolo sull'organizzazione del Ministe­ro pubblico e il suo funzionamen­to » ha detto, specificando però che si è optato per una linea di conservazione. «Dove si è potuto confermare l'organizzazione lo abbiamo fatto. Era improvvido creare nuovi cambiamenti non necessari». Del resto, ha aggiun­to Noseda, «le soluzioni propo­ste permettono di effettuare un adeguamento procedurale e di verificare in seguito quali dovran­no essere i cambiamenti defini­tivi dell'organizzazione giudizia­ria ». Il Consiglio di Stato si è con­centrato in particolare su quattro punti. «È stato condiviso il fatto di creare una gerarchia nel Ministe­ro pubblico; l'aumento dei giudi­ci del Tribunale d'appello è stato ritenuto giustificato, come pure il mantenimento dell'organico del GIAR». Un capitolo a sé è la collo­cazione del Tribunale penale cantonale nell'organizzazione giudiziaria. «La Commissione ha proposto di scorporarlo dal Tri­bunale d'appello, creando un Tri­bunale cantonale di giudizio di prima istanza». Una proposta che il Consiglio di Stato è disposto a considerare, ha rilevato Pedraz­zini, chiedendosi se non si do­vrebbero scorporare anche altri elementi e creare un vero Tribu­nale d'appello. « In tempi brevi - ha assicurato - un primo rappor­to sarà presentato al Governo e se questo darà il via libera il mes­saggio dovrebbe giungere ancora nella prima parte dell'anno». r.l.
 




LAVORI
 Fra i preparativi in vista del 2011 c'è anche la sistemazione del primo piano del Palazzo di giustizia a Lugano.
  I lavori di risanamento dovrebbero iniziare nei prossimi mesi per concludersi nel corso dell'anno.
  (fotogonnella)

 

MINISTERO PUBBLICO
 Un PG che dirige e con competenze di capo

  Conl'entratainvigoredelnuo­vo Codice di procedura cambierà anche l'organizzazione del Mini­stero pubblico. L'aspetto centrale della riforma è l'introduzione di una chiara linea gerarchica, con un Procuratore generale (PG), un sostituto con la funzione di pro­curatore capo, cinque procurato­ri capo designati a questa funzio­ne direttamente dal PG e 14 pro­curatori pubblici.
  Attualmente l'organigramma è paragonabile ad una piramide ro­vesciata. Il PG è un primus inter pares con funzioni di coordina­mento e vigilanza sull'attività del Ministero pubblico e sul suo fun­zionamento. La carica è ricoper­ta da Bruno Balestra, affiancato da 3 procuratori generali aggiunti (al momento ce ne è solo una, la pp Rosa Item), 11 procuratori pub­blici e 6 ( per ora sono solo 5) sosti­tuti procuratori, che si occupano dei reati che prevedono pene in­feriori ai tre mesi. Il PG è nomina­to­a questa funzione dal Gran Con­siglio, mentre i tre aggiunti sono scelti dal collegio dei procuratori (organo che sarà soppresso). Il PG inoltre decide i criteri di riparti­zione dei procedimenti e dirime i conflitti di competenza. Il Gover­no intende conferirgli maggiori competenze e farne a tutti gli ef­fetti un vero capo. Secondo la pro­posta di legge il PG dovrà dirigere il Ministero pubblico ed emanare direttive interne sulle istruzioni, sulla vigilanza della polizia giudi­ziaria e sui criteri di ripartizione degli incarti. Inoltre stabilirà l'or­ganizzazione della procura, con competenze a livello di gestione delpersonaleedellerisorse.
  «Le nuove disposizioni federali - ha rilevato John Noseda, coordi­natoredel Gruppo di lavoro- han­no reso necessario il riesame del­l'organizzazione del Ministero pubblico. Con le nuove norme procedurali sarà necessario ga­ra­ntire un'unità di funzionamen­to e un coordinamento che richie­de necessariamente una diversa impostazione». In particolare, «una struttura collegiale come l'­at­tuale non è più pensabile quando le procedure prendono avvio im­mediatamente e vi è la necessità di un chiaro coordinamento con la Polizia cantonale». Lo scopo, ha concluso, è migliorare la coesio­n­e e l'efficienza del Ministero pub­blico, senza nulla togliere all'au­tonomia del singolo magistrato, che resterà un caposaldo. Tornando alla riorganizzazione, la riforma prevede la suddivisio­ne della­procura in almeno tre se­zioni specializzate per materia: 1) reati comuni, 2)reati economicie finanziari e assistenza giudiziaria internazionale, 3)reati previsti dal­la legislazione speciale federalee cantonale e le contravvenzioni. Il PG stabilirà la composizione del­l­e sezioni e i criteri di ripartizione.
  Inoltre potrà decidere di attribui­re singoli casi ai procuratori pub­blici. Per bisogni d'ufficio avrà pu­re la facoltà di is­tituire ulteriori se­zioni e modificare l'attribuzione di
 singole materie, dei magistrati e dei funzionari. I procuratori capo dirigeranno le sezioni e assegne­ranno i procedimenti. Potranno inoltre stabilire forme di collabo­razione tra i magistrati e, su dele­ga del PG, l'attribuzione delle ri­sorse umane e logistiche nonché i rapporti con la polizia giudizia­ria. La presenza di più procurato­ri pubblici capo, spiega il messag­gio, dovrà garantire, oltre alla so­stituzione nei compiti organizza­tivi e alla sollecita trattazione dei casi più importanti, anche la crea­zione di uno «spirito di squadra» e di responsabilità condivisa all'in­terno delle singole sezioni. Il mes­sa­ggio inoltre conferma che i pro­curatori pubblici sono autonomi nella trattazione degli incarti. Il procuratore generale avrà tuttavia la facoltà di togliere da un procu­ratore pubblico, per assegnarla a un altro, la trattazione di un caso qualora vi siano gravi inadempien­zeoritardi.
  Quanto ai criteri di elezione dei procuratori, l'unica novità riguar­da il sostituto PG. Anch'egli, al pa­ri del suo superiore diretto, sarà designato dal Gran Consiglio, che resta l'autorità di nomina di tutti i 21 procuratori pubblici.
 



John Noseda
 Con le nuove norme procedurali bisognerà garantire un coordina­mento che richiede un'altra impostazione

 

COSTI E PERSONALE
 Oltre due milioni fra investimenti e gestione corrente

  Un capitolo a parte è costituito dai costi dell'adeguamento, in ter­mini finanziari e di personale. Il di­rettore della Divisione della giu­stizia Giorgio Battaglioni ha quantificato le spese in costi d'in­vestimento (570 mila franchi cir­ca) e maggiori costi di gestione cor­rente (1,6 milioni circa). Fra i pri­mi rientra anche un credito di cir­ca 360 mila franchi per il risana­me­nto del primo piano del Palaz­zo di giustizia a Lugano.
  I lavori do­vrebber­o iniziare nei prossimi me­si per essere ultimati nel corso del-l'anno.
  Quantoalpersonale, cisa­ranno 2 giudici e 2 vicecancellieri per la Corte d'appello e di revisio­ne penale e 1 vicecancelliere per la Camera dei reclami penali; non cambierà il numero dei magistra­ti. È comunque prevista l'attribu­zione di 3/4 di unità amministra­tive al Ministero pubblico. Pedraz­zini ha puntualizzato che si cerca di potenziare seguendo la formu­la del «minimo necessario».

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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