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Giudici, tanto potere e poca etica.

Giovedì, 9 Settembre 2010

Lettera alla cortese attenzione del Direttore.

Egregio Direttore,

parto ma solo per cronologia dall'ultimo fatto di Rubina, figlia ventenne di un giudice toscano, che proprio oggi ha colpito con un razzo fumogeno il presidente della CISL Bonanni persona di 62 anni che avrebbe potuto lasciarci la vita. Si è parlato di ragazza violenta e movimenti antagonisti, ma non di responsabilità del giudice genitore, nessuno ha paventato o voluto discutere la possibilità di come un giudice possa rappresentare etica e morale di uno stato intero se neppure è in grado di educare una singola cittadina sua figlia.

Si discute spesso di caste e poteri.. ma quella più grande (ultracasta la chiama un recente libro) forse è proprio quella dei giudici; hanno tali immunità che nemmeno il capo dello stato ha; non rispondono dei loro errori professionali (ne risponde l'ordine) al contrario di medici avvocati ecc che sono giustamente condannati se sbagliano; non sono eletti dal popolo ma si eleggono tra loro; non rispettano il principio della divisione dei poteri (legislativo, esecutivo, giuridico) per cui nella pratica molti giudici vanno tranquillamente a far politica; altro..

Non stupiamoci dunque se decidono, per motivi ideologici o personali, di non applicare leggi dello stato, andando contro la volontà di parlamento e popolo, come ad esempio la legge del 2006 sull'affidamento condiviso dei figli nelle separazioni (bigenitorialità, pari genitorialità), tant'è che dopo 4 anni tutte le statistiche sulle sentenze dicono una cosa sola: i tempi di frequentazione genitore-figlio sono rimasti gli stessi di prima del 2006: 80% madre e 20% padre, con di danni che ne consegue.

Forse sarebbe il caso di togliere ai giudici del potere (discrezionale o di rappresentanza popolare che non spetta loro) e prevedere sanzioni nei confronti di quelli che sbagliano, talvolta anche sui più elementari valori umani come l'uguaglianza ed il rispetto.

C.Costantini - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

in fede se ne autorizza la pubblicazione

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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