Da: La regione, 4.7.08, pag 18
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« Il CdS reputa che gli abusi nel sociale vengano trattati con la necessaria serietà da tutte le autorità pubbliche? Come valuta l'accaduto sotto l'ottica della professionalità dei medici che redigono i certificati di Ai? Ritiene il CdS che esista una pratica di "certificati facili"? Non ritiene il CdS che la totale inversione di rotta (dal non luogo a procedere all'arresto) nel caso di una presunta truffa nell'ambito dell'invalidità da parte di una cittadina serba, susciti degli interrogativi legittimi? ». E ancora: « Non ritiene il CdS che il Consiglio della Magistratura dovrebbe chinarsi sulla questione? È intenzione del CdS segnalare al Consiglio della Magistratura la necessità, da parte di tutte le autorità inquirenti, di trattare con la dovuta serietà i casi di abusi nell'invalidità e di fornire la necessaria collaborazione affinché gli abusi nel sociale possano venire scoperti e sanzionati? ». Sono le domande poste al governo dai deputati Donatello Poggi e Lorenzo Quadri alla luce dell'arresto, ordinato dalla pp Bergomi e avvenuto a Locarno (cfr. laRegioneTicino di ieri) dei due coniugi serbi accusati di truffa all'Ai (per aver indotto l'assicurazione dell'albergo di Ascona in cui lavorava la donna a riconoscere una rendita per un'invalidità poi rivelatasi inesistente). Nei loro confronti il pp Garzoni aveva emesso un non luogo a procedere, ma la Crp aveva annullato la decisione e il dossier era andato a Bergomi. |
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