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Mezza vittoria e mezza sconfitta. È finito così il contenzioso che
opponeva la Città di Lugano all'Ufficio federale di giustizia a
proposito di Casa Primavera, istituto pubblico per minori.
Mezza
sconfitta perché la Città dovrà restituire l'integralità dei sussidi
percepiti indebitamente e riferiti agli stipendi di direttore e vice
direttore ( per un totale di oltre 430 mila franchi). Mezza vittoria
perché il Tribunale amministrativo federale, ultima istanza giudicante
presso cui è approdata questa complessa vicenda, ha deciso di
restituire a questa importante struttura sociale cittadina il proprio
statuto di istituto educativo avente diritto ai sussidi, statuto che,
a seguito della vicenda, le era stato tolto dalle autorità federali.
Tutto prese avvio nei primi mesi del 2006 quando, nell'ambito di una
nuova procedura di ispezione da parte dell'Ufficio federale di
giustizia ( cui compete il capitolo dell'erogazione di sussidi per
questo genere di istituti), emerse il problema dell'avvenuto
cambiamento di mansioni di direttore e vice direttore di Casa
Primavera all'interno della struttura dei servizi sociali cittadini.
Una mancata segnalazione di questi cambiamenti di fatto aveva portato
le autorità federali a continuare nel sussidiamento dei due stipendi,
considerati entrambi al 100% al servizio solo e unicamente
dell'istituto
di Lugano.
Le autorità cittadine riconobbero lo sbaglio, con però una
quantificazione della somma, percepita in modo errato, inferiore
rispetto a quanto calcolato dall'autorità federale. Il 7 aprile del
2006 l'Ufficio federale di giustizia scrisse al sindaco Giorgio
Giudici trasmettendogli un progetto di decisione nel quale non solo si
sanciva la restituzione integrale della somma ricevuta indebitamente
dalla Città, ma anche la revoca del riconoscimento di Casa Primavera
quale istituto educativo avente diritto alle sovvenzioni.
Sulla vicenda, pochi giorni dopo, si affacciò anche la Divisione sociale
del Dss che, sottolineando il ruolo importante e il buon lavoro svolto
da Casa Primavera, propose di annullare la decisione di revoca del
riconoscimento di istituto avente diritto ai sussidi.
Il contenzioso fece la propria strada, sino, come detto, ad approdare
al Tribunale amministrativo federale. Con una lunga, articolata
decisione, la massima istanza giudiziaria ha ora stabilito che la
decisione dell'Ufficio federale di giustizia, per quel che concerne
l'obbligo di restituzione integrale dei sussidi percepiti in eccesso,
era corretta e ora va rispettata.
Discorso diverso invece per il secondo punto contestato. «
Appare sproporzionato
- scrivono i giudici -
privare
( Casa Primavera)
del riconoscimento come istituto educativo avente diritto ai
sussidi. Il ricorrente dovrà tuttavia, in futuro, prestare una
particolare attenzione nell'allestimento della documentazione da
presentare per l'ottenimento dei sussidi
» .
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