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Ministero pubblico, il concorso (scaduto il 30 luglio) per il nuovo pp rischia di andare deserto

Da: La regione, 4.8.09, pag 3

Successione Muschietti: fino a ieri nessuna candidatura

Ministero pubblico, il concorso (scaduto il 30 luglio) per il nuovo pp rischia di andare deserto

A.MA.
Giuseppe Muschietti TI-PRESS

Fino a ieri nessuna candidatura. Scaduto giovedì 30 luglio, il concorso per la designazione del subentrante o della subentrante in Procura di Giuseppe Muschietti, eletto un paio di mesi fa magistrato del Tribunale penale federale, potrebbe andare deserto.

Usiamo il condizionale, visto che non sono da escludere ritardi da parte della Posta. Se però nelle prossime ore la situazione non dovesse mutare sarebbe la prima volta, ricordano i bene informati, che la messa a concorso di un posto di procuratore pubblico non registra candidati/e.

E sarebbe preoccupante. Non solo perché in tempi recenti c’è stato un numero di partenze dal Ministero pubblico importante (importante pure per il profilo di alcuni magistrati che hanno lasciato) ma anche perché adesso, a quanto pare, diventa assai difficile reperire subentranti. Il campanello d’allarme lo aveva suonato il capo del Dipartimento istituzioni intervenendo agli inizi di giugno a Lugano all’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. “Le condizioni di lavoro non sempre inducono giuristi esperti e affermati, attivi nell’economia privata, a optare in età matura per la professione di magistrato”, aveva detto Luigi Pedrazzini con riferimento alla carica di pp aggiungendo che “l’esito di recenti concorsi, senza togliere nulla alle qualità delle persone che sono state poi elette dal Gran Consiglio, rende visibile qualche problema di reclutamento”. E ancora: “Ritengo che per alcuni ambiti, segnatamente per il Ministero pubblico, il carico di impegni, il clima che si è creato in questi anni e l’oggettivo logoramento rappresentino fattori importanti, benché non determinanti, nella decisione del singolo magistrato”. La decisione cioè di mollare. Ora c’è un problema in più: l’assenza di aspiranti procuratori, come dimostra il concorso per il dopo Muschietti. Che fare? Occorre, aveva dichiarato il ministro, “riflettere attentamente sulle condizioni di lavoro e sui limiti di quanto possiamo oggettivamente chiedere ai nostri magistrati”.

Tornando alla successione di Muschietti, la decisione di indire un nuovo concorso spetta all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, dato che il parlamento è l’autorità di nomina delle toghe. «Se anche domani (oggi, ndr) non giungeranno candidature, il concorso verrà ripubblicato sul ‘Foglio ufficiale’ di venerdì», afferma il presidente del Gran Consiglio Riccardo Calastri: «Questa mancanza di candidati è sicuramente preoccupante. Da un lato certi movimenti e certi organi di stampa dovrebbero riflettere prima di attaccare sul piano personale questo o quel magistrato; dall’altro bisogna rivedere al più presto le condizioni di lavoro del Ministero pubblico».

Meglio è andata per la successione del giudice Lorenzo Anastasi, che a fine settembre lascerà il Tribunale d’appello in seno al quale presiede il Tribunale amministrativo. Anche questo concorso si è chiuso il 30 luglio. Ma qui i candidati ci sono. E fra le candidature sarebbe interessante sapere quante sono quelle inoltrate da pp, intenzionati ad abbandonare il Ministero pubblico.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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