Da: La regione 6.9.10 pag 7
Maxi Taxi, processo bis per tentato assassinio. Si torna in aula undici mesi dopo la prima sentenza: attese pene più severe
La vicenda Maxi Taxi poteva ‘concludersi’ il 13 ottobre dello scorso anno poco dopo le 15, quando il giudice Claudio Zali pronunciò la sentenza che vedeva i due imputati condannati a un totale di 6 anni di carcere. Quasi un anno dopo, invece, il caso non è per nulla chiuso e oggi alle 9.30 si torna in aula a Lugano. I tassisti del Bellinzonese Nicola Fumiano (55 anni) e Francesco Spenillo (54) saranno nuovamente giudicati per aver escogitato e parzialmente messo in pratica il piano dettagliato, fallito per una serie di curiose circostanze, che avrebbe dovuto portare all’uccisione di Farooq Ahmed, titolare della Maxi Taxi insieme Fumiano con il quale era in polemica da anni. Le loro pene sono destinate a diventare ancora più pesanti: sarà una nuova Corte, presieduta questa volta dal giudice Marco Villa, a stabilirne l’entità.
Lo scorso mese di marzo la Corte di Cassazione e revisione penale ha infatti accolto il ricorso del titolare dell’inchiesta, il procuratore generale aggiunto Mario Branda, sconfessando la sentenza di prima istanza emessa dalla Corte delle Assise criminali. Non si trattò di tentato omicidio ma, come pretendeva l’accusa, di tentato assassinio: reato più grave, dunque, e sanzionato in maniera maggiormente severa dal Codice penale. Fumiano (patrocinato dal lic. iur. Giuseppe Cotti) si trova in detenzione dal 27 gennaio 2009 giorno dell’arresto, mentre Spenillo (avvocato Roberto Keller) è attualmente in libertà in attesa che il giudizio diventi definitivo. Il primo ha ricevuto 3 anni e 6 mesi, il secondo 2 anni e 6 mesi (di cui un anno da espiare) per complicità nello stesso reato. Contro la sentenza della Cassazione Fumiano si è rivolto al Tribunale federale, che ha respinto il ricorso giudicandolo inammissibile.
La vicenda era emersa alla fine del 2008 in seguito alla finta rapina nella quale Ahmed avrebbe dovuto essere ferito. Il piano faceva seguito a quello del 2007 quando la stessa vittima avrebbe dovuto essere non ‘solo’ intimidita ma addirittura uccisa. Stesso destino per il piano del 2008, al quale hanno partecipato altre tre persone che saranno giudicate alle Correzionali. L’esecutore non riuscì infatti a ferire la vittima designata. Scattarono l’inchiesta e poi anche le manette per Fumiano, Spenillo, altri due mandanti e l’esecutore.
Da: La regione 8.9.10 pag 13
Maxi Taxi, pene meno pesanti del previsto
Tentato assassinio con forti attenuanti. I ricorsi (forse) sono finiti
SIBERSi è forse chiusa ieri a mezzogiorno la guerra dei ricorsi sulla vicenda Maxi Taxi. Molto probabilmente i due tassisti bellinzonesi condannati per tentato assassinio non contesteranno quanto inflitto loro dalla Corte delle Assise criminali presieduta dal giudice Marco Villa: 4 anni e 3 mesi di carcere a Nicola Fumiano e 3 anni (di cui solo uno da scontare e il resto sospeso per 4 anni) al complice Francesco Spenillo. Ad opporsi alla commisurazione della pena potrebbe essere il procuratore pubblico Mario Branda, che tuttavia ha già avuto la sua ‘vittoria’ in Cassazione.
Nel processo-bis tenuto a Lugano le pene sono diventate più pesanti rispetto alla prima sentenza (pronunciata il 13 ottobre 2009 con la condanna per tentato omicidio, poi smentita dalla seconda istanza che, dando ragione al pp come detto, ha optato per il reato più grave di tentato assassinio). Per aver orchestrato il dettagliato disegno che nel 2007 avrebbe dovuto portare all’eliminazione dell’odiato contitolare della Maxi Taxi, Farooq Ahmed, Fumiano dovrà dunque scontare nove mesi in più.
A Spenillo sono invece stati rifilati ulteriori sei mesi, posti però al beneficio della condizionale. Tutto sommato i due se la sono cavata ‘a buon mercato’: lunedì la pubblica accusa aveva chiesto rispettivamente 6 e 4 anni.
‘Bassa struttura criminale’
La Corte ha considerato numerose attenuanti. Per il piano del 2007, le principali sono l’autodenuncia spontanea di Spenillo (senza cui l’idea dell’uccisione non sarebbe mai emersa) e la confessione quasi immediata di Fumiano. C’è poi il fatto che il reato è rimasto nel limite del tentativo: mancavano ancora 10 km di strada prima che si giungesse a Buseno, luogo scelto per l’esecuzione per mano di Fumiano. E non si dimentichi, ha aggiunto il giudice, che la vittima prescelta non è stata nemmeno sfiorata dal mazzotto incriminato. A entrambi è poi stata riconosciuta « una bassa struttura criminale che fa da pendant a una bassa scolarizzazione ». E ancora: gli imputati hanno già una certa età (55 Fumiano, 54 Spenillo) e hanno messo « in seria difficoltà » le loro famiglie.
A Fumiano sono inoltre state riconosciute le angherie perpetrate da Ahmed in nove anni di collaborazione professionale e il lungo carcere preventivo scontato. A ‘favore’ di Spenillo c’è la complicità. Più attivo, invece, il suo ruolo nel piano-B: quello della tentata rapina con la quale nel 2008, « con modalità odiose », Ahmed avrebbe dovuto essere ferito.
Ricorsi improbabili
Il lic. iur. Giuseppe Cotti, legale di Fumiano, esclude un ricorso in Cassazione. La Corte ha infatti deciso una pena meno severa di quanto lui stesso pretendeva (massimo 4 anni e 9 mesi). « Da valutare », invece, l’appello al Tribunale federale sulla qualifica di tentato assassinio. Se però ciò non avvenisse, facendo diventare definitiva la pena, per Fumiano terminerebbe il lunghissimo carcere preventivo del quale, a causa dei ricorsi, sta soffrendo dal 27 gennaio 2009 giorno dell’arresto. L’uomo potrebbe dunque passare a un regime carcerario più mite, beneficiando anche di congedi. C’è da credere che questo lo inciterà a non impugnare la sentenza. Ricorsi esclusi quasi al 100% dal patrocinatore di Spenillo, l’avvocato Roberto Keller che, avendo chiesto una pena massima di 3 anni di cui solo uno da espiare, è stato accontentato: « L’ipotesi è veramente remota, se si considera il calvario vissuto dal mio cliente, rimasto sui carboni ardenti in attesa del giudizio ».
Prossima puntata (si spera l’ultima) della vicenda Maxi Taxi: alle Correzionali verranno giudicati gli altri tre protagonisti della finta-rapina andata in scena nel 2008.
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