Svizzera Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Seleziona la tua lingua

Votazioni «No ai figli di Stato». Un comitato interpartitico si oppone al nuovo articolo costituzionale sulla famiglia

Da: CdT 25.1.13 pag 7

Votazioni «No ai figli di Stato»
Un comitato interpartitico si oppone al nuovo articolo costituzionale sulla famiglia

Composto soprattutto da UDC e PLR , paventa centralizzazione e costi astronomici


Gli oppositori al nuovo articolo costituzionale sulla famiglia, su cui si voterà il 3 marzo, sono scesi in cam­po ieri a Berna. Nella sua campagna, il «Comitato interpartitico contro la statalizzazione dei bambini» presen­ta un'insegna raffigurante un bebè in lacrime, marchiato all'orecchio co­me una mucca, con un'etichetta con la dicitura «CH 2013». Sotto, la do­manda: «Bambini statalizzati?».
«Solo i genitori sanno ciò che è buo­no per i loro figli», ha esclamato da­vanti alla stampa la consigliera na­zionale
Nadja Pieren (UDC). Geren­te di un asilo nido privato, la co-pre­sidente del comitato non contesta l'importanza dei centri di accoglien­za extrafamiliari, ma non vuole che la Confederazione imponga un mo­dello familiare, statalizzando i bam­bini. «L'intervento dello Stato», ha dichiarato il consigliere nazionale Filippo Leutenegger (PLR), «soffo­cherà un sistema che funziona. Nella città di Zurigo solo tre istituti privati sono sopravvissuti da quando i pote­ri pubblici sussidiano i posti negli asili nido. L'iniziativa scoraggerà il lavoro familiare di volontariato, im­portante pilastro in Svizzera. Accet­tarla significa scoprire un vaso di Pandora». Leutenegger ha poi sotto­lineato che «il Parlamento è sempre disposto ad accettare disposizioni in favore della famiglia, anche se non servono a quest'ultima».
Il nuovo articolo costituzionale pre­vede che la Confederazione e i can­toni promuovano la conciliabilità tra la famiglia e l'esercizio di un'attività lucrativa o la formazione. Obblighe­rebbe soprattutto i Cantoni a provve­dere a un'offerta appropriata di strutture diurne complementari alla famiglia e parascolastiche. La Confe­derazione potrebbe intervenire ove gli sforzi dei cantoni o di terzi non bastassero. «Si tratta di una formula­zione troppo ampia che potrebbe comportare un'estensione dello Sta­to sociale» la cui fattura, ha afferma­to il direttore dell'
Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) Hans-Ulrich Bibler «potrebbe sfiorare i 12 miliardi l'anno». A suo avviso infatti una volta che il testo sarà stato adot­tato, certuni rivendicheranno il con­gedo parentale generalizzato, ossia l'introduzione di un congedo di pa­ternità, il cui costo è stimato in 1,2 miliardi annui. A questi se ne ag­giungerebbero 7,6 per la custodia extrascolastica in tutto il Paese dei bambini tra i 5 e i 15 anni e altri 3,2 per gli asili nido destinati ai bimbi fi­no ai 4 anni. Bigler ha comunque poi ammesso che si tratta di una valuta­zione «assai ampia».
Jean-Hugues Busslinger del
Centre patronal si è chiesto chi definirà i criteri d'intervento della Confedera­zione. Affinché Berna possa adottare o sostenere provvedimenti propri o emanare principi destinati ai canto­ni, il Parlamento dovrà dapprima di­sciplinare i dettagli in una legge fe­derale, contro la quale potrà essere chiesto il referendum. A suo modo di vedere il trasferimento di poteri a Berna sarebbe paradossale visto e considerato che nel Cantone di Vaud, per esempio, la Confederazio­ne assume soltanto l'1,4% dei costi di custodia dei bambini. Di conse­guenza, i primi a farne le spese sa­ranno i contribuenti.
Il comitato, che riunisce una mag­gioranza del gruppo UDC alle Came­re e un manipolo di deputati del PLR, è dunque contrario a «un assegno in bianco per una politica familiare dai costi astronomici».




IL CARTELLONE Una campagna-choc: un bebè in lacrime, marchiato all'orecchio come una mucca, con un'etichetta con la dicitura «CH 2013». «Figli di Stato?» - dice la domanda -. Un «NO» rosso e cubitale è la risposta. (Foto Keystone)

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

Commenti

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

Forniamo documentazione e analisi per sostenere decisioni informate e un dibattito pubblico equilibrato in Ticino e in Svizzera.

Iscriviti per ricevere aggiornamenti.

Maschi avvisati mezzi sal­vati

Bene dei minori

Male dei minori

Ultimi articoli