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Pedofilo e pornografo: con la madre c'era un rapporto di fiducia

Da: La regione, 17.06.08, pag 22

<>Pedofilo e pornografo
Anziano del Luganese nuovamente condannato per abusi

La tattica è sempre quella. Cono­scere la famiglia, rendersi generosi e disponibili. Conquistare la fiducia. E poi approfittarne. Un classico della pedofilia, che regolarmente sorpren­de le vittime. Per il cittadino italiano processato ieri di fronte alla Pretura penale di Bellinzona, è arrivata la se­conda condanna nel giro di una deci­na d'anni. Un decreto d'accusa con­fermato ( e leggermente appesantito) dal giudice Marco Kraushaar, dun­que una pena di 90 aliquote per com­plessivi 2.700 franchi, sospese condi­zionalmente per cinque anni, più una multa di 1.500 franchi, le spese di giustizia e risarcimenti di mille fran­chi alle due giovani vittime.
L'uomo, un ultrasettantenne resi­dente nel Luganese, aveva in più oc­casioni palpeggiato seni e zona geni­tale di due sorelline, tentando pure di farsi masturbare. L'imputato era diventato " amico di famiglia". Con la madre c'era un rapporto di fiducia, fatto di piccoli favori e regalini per le piccole, cui dava anche delle " paghet­te". A volte le sorelline gli venivano affidate, e si trovava solo in casa cone esse, potendone abusare. I fatti si sono svolti nella prima metà del 2006 e sono venuti alla luce un po' alla vol­ta, tra l'iniziale incredulità della ma­dre, ed anche questo è un classico.
Un processo insolito Nell'aula della Pretura penale ieri non c'erano né l'imputato, né il suo avvocato difensore, né il procuratore pubblico che ha emesso l'atto d'accu­sa, Antonio Perugini. Quest'ultimo ha semplicemente ribadito per iscrit­to la validità del suo decreto. L'impu­tato invece, dopo aver chiesto il rin­vio per non documentati problemi di salute, sabato scorso ha tolto il man­dato al suo avvocato difensore Stefa­no Camponovo, sperando evidente­mente in un rinvio del dibattimento.
« Un modo di procedere non corretto, una revoca intempestiva e pretestuo­sa » secondo il giudice Kraushaar, che ha disposto il regolare svolgi­mento del processo. Sono stati quin­di sentiti la madre, un'amica della stessa, con cui in bambini ad un cer­to punto si sono confidati, e l'avvoca­to di parte civile Silvia Torricelli. La legale ha ricordato la precedente condanna inflitta all'uomo nel 1996, per reati analoghi: « Un recidivo speci­fico » ha detto, « che anche all'epoca aveva negato i fatti » . In sede di sen­tenza il giudice ha ritenuto del tutto credibili le testimonianze rese in vi­deocassetta dalle giovani vittime, al contrario delle dichiarazioni fornite dall'imputato, frasi infamanti nei confronti della famiglia. In occasio­ne della perquisizione, a casa del­l'imputato sono anche stati trovati filmati e foto di atti sessuali con ani­mali e con escrementi. Così alla con­danna per atti sessuali con fanciulli si è aggiunta quella per pornografia. E non è tutto.
Il medico diffamato L'anziano pedofilo è stato condan­nato anche per diffamazione. Due anni fa accusò pubblicamente, con tanto di campagna mediatica, il me­dico Vincenzo Liguori di mancata as­sistenza durante un picchetto. La vi­cenda ebbe un certo risalto, su stam­pa ed alcuni siti internet.
Il medico venne poi scagionato dal Ministero pubblico e dalla Commis­sione di vigilanza sanitaria, ma la cosa non si è venuta a sapere. « Profondamente offeso » da quella pubblica denuncia, Liguori chiede giustizia, anche nei confronti della categoria. Il medico ha chiesto un ri­sarcimento di 100 mila franchi, da devolvere in beneficenza. L'entità della somma verrà però decisa dalla giustizia civile. L. TER.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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