Da: La regione 30.7.10 pag 2
![]() |
Parigi – È stata incriminata per omicidio volontario plurimo di minori la madre degli otto neonati uccisi e sotterrati a Villers-au-Tertre, villaggio dormitorio nell’agglomerato industriale di Douai, nel nord della Francia. Il marito, per cui la procura aveva chiesto la messa sotto inchiesta per omessa denuncia di reato e occultamento di cadavere, è stato invece rimesso in libertà senza imputazioni.
La donna, Dominique Cottrez, un’assistente sanitaria di 47 anni, aveva subito confessato di aver ucciso i piccoli, soffocandoli appena pochi minuti dopo la nascita, e di averli sepolti nel giardino di casa, per nascondere al marito le sue gravidanze. Versione confermata dall’uomo, anch’egli quarantasettenne, carpentiere in un’impresa di lavori pubblici della zona, che si è sempre detto ignaro di tutto, convincendo finora i giudici a lasciarlo fuori dal procedimento penale.
Intanto, a Villers-au-Tertre è il giorno del lutto. L’anziano parroco del villaggio ha posato otto candele davanti al cancello della casa in cui abitavano i due sospetti, coperto con pesanti teli dagli inquirenti durante le ricerche dei cadaveri. È ancora sotto choc anche l’uomo che ha ritrovato i primi due cadaveri, «per puro caso», scavando una buca nel giardino della sua nuova casa (dove prima viveva la famiglia dell’infanticida) per piantare un albero. «È mia moglie che ha trovato il telo di plastica – ha raccontato al quotidiano locale La Voix du Nord –. L’ho aperto e...». I due corpi all’interno erano talmente piccoli, ricorda ancora, che all’inizio avevano pensato fossero «gatti morti».
La macabra verità l’hanno scoperta non molto tempo dopo, quando le verifiche della polizia hanno confermato che si trattava di resti umani. «È duro pensare che tutto questo sia successo nel tuo giardino – commenta . E poi noi abbiamo tre bambini. Siamo scioccati, cerchiamo di tutelarli». I due presunti infanticidi, racconta ancora l’uomo, erano persone «gentili», che non davano l’impressione «di nascondere alcunché». Un’opinione condivisa un po’ da tutti i paesani di Villers, che ricordano un uomo «servizievole» e ligio ai suoi doveri di consigliere municipale, e una donna silenziosa, «persino timida», che si notava soprattutto per la sua corpulenza. Un dettaglio che, insieme alla passione per i vestiti larghi, l’avrebbe aiutata a nascondere le ripetute gravidanze. foto Keystone
I precedenti
ATS/ANSA/REDParigi – Il caso che ha colpito in queste ore il nord della Francia è l’ultimo di una lunga serie di omicidi plurimi di neonati commessi dalle loro madri negli ultimi tre decenni.
L’episodio più noto è quello di Véronique Courjault, 41 anni, francese residente in Corea del Sud. Nel giugno del 2009 si scoprì che tra il 1999 e il 2003 aveva ucciso e nascosto nel congelatore tre piccoli nati in segreto.
Nell’agosto del 2007 a Valognes (nel nord-ovest), la trentacinquenne Céline Lesage era stata arrestata e condannata per aver ucciso, tra il 2000 e il 2007, sei bebè, strangolati o soffocati subito dopo la nascita, e averli poi gettati in sacchi di plastica conservati in cantina. Nell’ottobre dello stesso anno ad Albertville (Savoia), una mamma aveva confessato di aver assassinato e poi occultato, prima nel congelatore e poi in un baule, i corpi di tre piccoli nati nel 2001, 2003 e 2006, per non far sapere al compagno delle proprie gravidanze. Nel gennaio del 2006, come ricorda l’agenzia Afp, tre cadaveri di neonati sono stati trovati in un giardino di Contres, nella Francia centrale.
Nell’ottobre del 2003 i corpi di cinque neonati sono stati trovati, avvolti in sacchi della spazzatura, in un bosco a Galfingue (Alto Reno) e nel marzo dello stesso anno quattro corpi di bebè uccisi dalla mamma allora 41enne sono stati scoperti a Tinténiac (Bretagna). Tre anni prima, riferisce sempre l’Afp, una donna di 40 anni è stata incarcerata dopo il ritrovamento di tre neonati nel congelatore del suo vecchio appartamento a Pithiviers (Loiret). Nel 1990 a Limoges un’animatrice radio di 27 anni è stata condannata a otto anni di reclusione per avere ucciso quattro neonati fra il 1982 e il 1989. Sempre nel 1990 e sempre a Limoges un’altra 27enne è stata condannata a 15 anni per aver gettato quattro bebè nella spazzatura. Nel 1988 una trentottenne è stata incarcerata per aver ucciso, complice il marito, tre lattanti fra il 1885 e il 1987.
Il macabro primato per il numero di vittime spettava, fino a ieri, a Jean-Pierre Leymarie e alla moglie Rolande, condannati nel novembre del 1984 dalla corte d’appello della Correze (Francia centrale), per l’uccisione di sette neonati, soffocati e sepolti in giardino proprio come i cadaveri scoperti nei giorni scorsi a Villers-au-Tertre.

Commenti