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Da: La regione 22.5.09 pag 28

Madrid - La polizia spagnola ha arrestato una donna di 35 anni dopo che aveva lasciato solo il figlio di sei anni per due settimane in un appartamento di Cordova (Andalusia) per recarsi in vacanza in Marocco. Al suo ritorno a Cordova la donna, una cittadina marocchina aveva chiesto ai servizi sociali di riavere indietro il figlio perché non considerava di averlo abbandonato. Ha spiegato di averlo lasciato in casa perché «lui non voleva viaggiare».

 

Da: http://www.tgcom.mediaset.it (link all'articolo) 23.5.09

Avellino, feriti donna e bimbo

Una donna di 42 anni si è lanciata dal balcone al primo piano di un'abitazione di Grottaminarda, in provincia di Avellino, con in braccio il figlio che non ha ancora compiuto un anno. I due, subito soccorsi e portati in ospedale, sono vivi ma feriti. Al momento le loro condizioni sono al vaglio dei sanitari. Secondo le prime notizie, la donna, una casalinga, soffriva di crisi depressive.

Da: La regione, 2.4.09, pag 7

Neonato muore nel fiume Glatt

Niederglatt - Un neonato di 4 mesi è morto ieri a Niederglatt (Zh) dopo che la sua carrozzina è finita nel fiume. Recuperato dal nonno in condizioni di grave ipotermia, il bebè è stato trasportato dalla Rega all'ospedale dove è morto in serata. La madre 28enne stava discutendo verso con un'amica in riva al fiume Glatt quando si è girata si è accorta che la carrozzina era scomparsa, ha comunicato la polizia zurighese. Temendo che fosse scivolata nel fiume, la donna ha allarmato suo padre che si trovava nella zona in bicicletta. Seguendo la riva, l'uomo è riuscito ad avvistare la carrozzina a circa un chilometro di distanza, ad Oberhöri (Zh) e a estrarre il bebè dal fiume. Non è ancora chiaro quanto tempo il neonato sia rimasto in acqua, ma sicuramente molto più di qualche minuto, ha detto all'Ats il portavoce della polizia cantonale. Dopo essere stato rianimato dalla Rega il bimbo è deceduto in serata

 

Da: Corriere della sera.it (link diretto all'articolo)

La mamma di Lecco racccnta ai magistrati l'omicidio del figlio La confessione: «Ho ucciso io Mirko» Il dreamma della donna e le sue parole a due settimane dall'annegamento: «L'ho fatto perchè stavo molto male»

CASATENOVO (Lecco) - «Per noi è più che sufficiente». La penna si ferma, i verbali adesso contengono quello che il procuratore capo di Lecco, Anna Maria Delitala e il pubblico ministero Giovanni Gatto, cercavano di farsi dire da giorni. Su quei fogli di carta ora c'è scritto: «A domanda risponde: "Sì, sono stata io a uccidere Mirko. Lo so. Ho sbagliato e pagherò la mia follia"».

«ERA FERMO, TROPPO FERMO» - Sono le otto di sera e Maria Patrizio ha appena finito di raccontare come andò, davvero, la mattina del 18 maggio. Ha spiegato «senza entrare in troppi dettagli», dicono gli inquirenti, che non è stato un incidente. Il suo piccolo Mirko, cinque mesi appena, non è scivolato dalle sue mani mentre lei lo girava per fargli il bagnetto. E' morto annaspando in pochi centimetri d'acqua perché lei ha voluto che fosse così. «Perché stavo male, stavo molto male» ha ripetuto. Lo ha messo nell'acqua, faccia in giù. E la sua piccola esistenza si è spenta in un'agonia che l'autopsia dice sia durata tre-quattro minuti. La mammadi Casatenovo è in carcere da una settimana.

LE VERSIONI PRECEDENTI - Negli interrogatori precedenti aveva sempre difeso la seconda delle sue versioni: una disgrazia della quale non ricordava bene nessun particolare. Sapeva solamente di essersi allontanata dal bagno «per fare non so che» - così aveva detto - e di essere tornata trovando Mirko «fermo, troppo fermo». Il giorno del delitto, in preda al panico, aveva finto di essere stata aggredita. Aveva messo a soqquadro tutto e si era inventata l'azione di un rapinatore tanto crudele da legarla mani e piedi con lo scotch, imbavagliarla e lasciar annegare il suo Mirko. Ma la sua deposizione era una sfilza di contraddizioni e gli esami scientifici del Ris hanno confermato che mentiva. Così durante il colloquio con il gip Gian Marco De Vincenzi per la convalida del fermo ha ammesso: «Mi sono inventata l'aggressione ma non ho ucciso Mirko». Anche nell'interrogatorio di ieri, com'era già successo le altre volte, Maria era lucida soltanto a tratti. E' stata una confessione sofferta, la sua. Interrotta da pianti, lunghe pause, occhiate che chiedevano aiuto al suo avvocato, Fabio Maggiorelli, e altre che chiedevano comprensione all'altra donna presente nella stanza, il procuratore capo. «Signora deve cercare di mangiare un po' di più» le ha consigliato andandosene quella signora che Maria ha guardato dritto negli occhi quando ha detto «avvocato lei non può capire cosa provo. Nessuno può farlo. Forse soltanto una donna».

PERDONO - Maria ieri ha saputo che il padre del suo bambino (il suo amatissimo Christian) la sua famiglia e i suoi amici più cari la perdonano «qualunque cosa abbia fatto». «Vorrei tanto vedere mio marito» ha detto lei al pm. Ma eventuali misure alternative al carcere o permessi che le consentano di incontrare i familiari saranno decise soltanto dopo la perizia psichiatrica, invocata ieri ancora una volta dai suoi legali che chiedono gli arresti in una struttura protetta invece che a San Vittore. E' questione di pochi giorni: lei lo sa. Per questo stavolta non si è inginocchiata come aveva fatto settimana scorsa implorando: «Vi prego, non fatemimarcire qui dentro».

Giusi Fasano 02 giugno 2005

Da: corriere della sera.it (link diretto all'articolo) 7.4.09

NEL VERONESE

Neonato morto in vasca da bagno
Il medico legale: è stato affogato

Arrestata la madre: l'accusa è omicidio volontario. E' stata portata nel reparto di psichiatria

VERONA - È stato affogato il neonato morto oggi nella vasca del bagno della sua abitazione nel veronese. Lo ha stabilito il medico legale intervenuto sul posto dopo la segnalazione dei carabinieri di San Bonifacio. Gli investigatori, insieme al pm scaligero Cristina Motta, hanno sentito la madre del piccolo Mattia Cerato nato lo scorso 2 marzo e l'hanno arrestata. L'accusa è di omicidio volontario. La donna, Cinzia Baldo, 39 anni, è stata portata nel reparto di psichiatria dell'ospedale Borgo Trento di Verona, dove è piantonata dai militari dell'Arma.

LA DINAMICA - Il piccolo Mattia è stato ucciso tra le 8.30 e le 9.30. Alle 8.30 il padre del neonato, un carabiniere in servizio a Vicenza, è uscito per andare dal barbiere ed è rincasato alle 9.30 trovando la moglie in forte agitazione e scoprendo il corpicino nella vasca da bagno. La donna, insegnante, si trovava a casa per il periodo di maternità. Al marito, ai carabinieri e al magistrato che l'hanno sentita avrebbe espresso frasi senza senso e sconclusionate. Secondo gli inquirenti la donna avrebbe agito in un raptus di crisi post parto, anche se, pare, soffrisse da tempo di una lieve depressione. Anche per questo il marito le stava particolarmente accanto. Cinzia Baldo insegna in una scuola materna privata, la San Leonardo, ed è interessata ad andare in un istituto scolastico pubblico. La coppia ha un'altra figlia di 7 anni che si trovava già a scuola quando è avvenuta la tragedia.

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