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Da: La regione 21.7.09, pag 1 e 4

Alla donna era già stata tolta la custodia dei suoi due figli

Una madre sotto accusa

Ipotesi di omicidio colposo per la scomparsa dei bambini a Obvaldo Riprese le ricerche lungo il fiume, ancora nessuna traccia dei corpi

Il fiume Aa dove sfocia il torrente Gerlisbach, teatro della tragedia

Nessuna traccia dei bambini dispersi nel fiume

Possibile denuncia penale per la madre dell’undicenne, cui erano affidati i ragazzi

ATS/RED
KEYSTONE Il torrente Gerlisbach

Grafenort – Un’inchiesta penale per omicidio colposo e violazione dell’obbligo di assistenza verso i minori potrebbe essere aperta nei confronti della madre della ragazzina di undici anni, bambina che venerdì scorso è stata trascinata via da un torrente in piena con un bebé di sei mesi in passeggino. Da allora i due sono dispersi e le ricerche non hanno ancora dato nessun esito.

Il giudice d’istruzione sta esaminando la possibilità di aprire un procedimento penale contro la madre dell’undicenne scomparsa. Lo ha dichiarato alla televisione svizzero tedesca Sf.

La donna – una quarantatreenne di Wolfenschiessen che percepisce una rendita di invalidità per motivi psichici e cui è stato tolto l’affidamento dei due figli, che le possono fare visita solo un fine settimana su due e durante le vacanze scolastiche – potrebbe dover rispondere della morte dei due bambini che quel giorno aveva in custodia.

Venerdì la donna, sua figlia e due suoi amici in visita – i fratellini di sei mesi e quattro anni affidati alla quarantatreenne dalla loro madre – si trovavano a Lucerna. Attorno alle 19 la donna ha lasciato che i tre bambini tornassero a casa da soli. I ragazzini hanno preso il treno verso Engelberg. Scesi alla stazione di Grafenort, hanno imboccato il sentiero nei prati che costeggiano il fiume invece della strada principale per Wolfenschiessen. Nell’attraversare il torrente Gerlisbach sarebbe accaduta la tragedia. La bimba di quattro anni, scampata all’impeto del ruscello, ha avvertiro gli abitanti di una fattoria nelle vicinanze, che verso le 20.50 hanno avvertito la polizia. All’una meno venti la polizia ha ricevuto anche l’avviso di scomparsa da parte della madre dell’undicenne che, preso il treno da Lucerna per Grafenort verso mezzanotte, al rientro a casa ha constatato l’assenza dei bimbi. I due dispersi sono stati verosimilmente trascinati dalle acque poco lontano da Grafenort, quando hanno tentato di attraversare un passaggio in cemento sopra il Gerlisbach, un piccolo affluente che sfocia nell’Aa e che era fortemente ingrossato dalle piogge. La bimba di quattro anni è invece tornata sui suoi passi fino a una fattoria, i cui abitanti hanno dato l’allarme. Le ricerche dei bimbi sono riprese ieri mattina alle 5.30, ha fatto sapere la polizia nidvaldese. Una pattuglia ha nuovamente battuto il percorso che dal luogo dell’incidente porta al lago dei quattro cantoni. Ma nemmeno ieri è stata trovata alcuna traccia dei due dispersi.

Da: La regione 22.7.09 pag 4

Bambini dispersi, trovato un ciuccio nel lago dei quattro cantoni


Stans – In riva al Lago dei Quattro Cantoni a Ennetbürgen (Nidvaldo) un passante ha trovato un ciuccio, a cui era attaccato un nastro col nome del bimbo di sei mesi scomparso da venerdì. Lo ha dichiarato ieri sera il capo della polizia criminale nidvaldese Jürg Wobmann durante la trasmissione Schweiz aktuell della televisione svizzerotedesca. È quindi sempre più probabile che il piccolo e la ragazzina di undici anni che lo accompagnava abbiano voluto attraversare il torrente Gerlibach, in piena, nei pressi di Grafenort (Obvaldo) e siano stati travolti dalle acque. Il fatto che il ciuccio sia stato trovato nel lago non significa che anche i corpi siano stati portati fino a lì, ha aggiunto Wobmann. Ieri sera i sommozzatori stavano ancora cercando i corpi nel delta del fiume Aa di Engelberg. Un team ha già verificato la visibilità e la corrente nonché fissato una corda di sicurezza, ha indicato il responsabile dell’operazione Jürg Bründler.

Intanto è stato aperto un procedimento penale nei confronti della madre dell’undicenne, che ha fatto rincasare da soli i bambini. La consigliera di stato Lisbeth Gabriel haha invece riferito che il Dipartimento cantonale delle costruzioni sta esaminando la possibilità di rendere più sicuro il sentiero nei pressi del torrente in piena che ha travolto i bimbi.

 

Da; CdT 10.07.09 pag 5

CANTON ZURIGO

Tentò di strangolare il figlio: condannata

Una 32.enne è stata condannata a Zurigo a 9 anni per aver tentato di strangolare il figlio di un anno e mezzo. La giuria ha rinunciato all’internamento. Secondo i giudici la donna, che ha già trascorso 871 giorni in carcere, ha agito per motivi egoistici: voleva impedire che il bimbo fosse assegnato al compagno.

 

Da: CdT 6.6.09 pag 4

CANTON VAUD

Annegò il figlio di 6 anni condannata a 13 anni

La corte criminale di Losanna ha condannato a 13 anni una donna di 38 anni che aveva ucciso il figlio di 6 anni annegandolo in una vasca da bagno e tentando poi di suicidarsi. Il tribunale l'ha riconosciuta colpevole di assassinio ritenendo che abbia agito con particolare assenza di scrupoli, secondo i giudici scaricando «sulla vittima tutto l'odio che provava nei confronti del marito. Ha agito per vendetta, per togliere al padre il suo bambino», un atto «particolarmente atroce». Le è stata riconosciuta una lieve diminuzione della responsabilità a causa di una personalità borderline.

 

Da: CdT 28.5.09 pag 4

La donna, di 38 anni, aveva annegato il figlio di 6 nella vasca da bagno

Il procuratore generale vodese ha chiesto 15 anni nei riguardi di una donna di 38 anni processata questa settimana a Losanna per aver annegato il figlioletto di 6 anni nella vasca da bagno nel novembre del 2007. La pubblica accusa ritiene che si sia resa colpevole di assassinio.

La donna aveva in un primo tempo dichiarato di aver ucciso il bambino per vendicarsi del marito, «che odiava». «Il movente della vendetta giustifica di per sè la condanna per assassinio», ha dichiarato oggi il procuratore Eric Cottier, accusando l'imputata di aver commesso un atto «mostruoso». In un secondo tempo aveva invece sostenuto di aver voluto suicidarsi dopo il fatto perché si sentiva sola e in collera col marito e la sua famiglia.

 

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