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ARP di Paradiso viola il diritto dei figli di difendersi (Parte 4)

ARP4 nega il padre e l’avvocato ai figli

In data 5.12.18 l’ARP (presidente avv. Gabriella Meuli Bianchi, membro permanente Arianna Isolini, delegato comunale Giovanni Sansossio, segretaria Mara Casanova) – basandosi su quanto riportato dall’UAP e, in particolare, dal Capo équipe Marco Capoferri – ha confermato la sospensione delle relazioni personali fra il padre e i tre figli minorenni, con conferimento di mandato per sostegno psicoterapeutico al Servizio medico-psicologico (SMP) e di mandato per sostegno educativo al Servizio di sostegno e accompagnamento educativo (SAE).

Nel contempo, l’ARP ha negato l’istituzione di una rappresentanza legale dei tre minori, come richiesto dal padre. L’ARP motiva la sua decisione con: “alla luce dello scritto del 3.12.18 della madre, per il tramite del suo legale, avv. Francesca Lepori-Colombo, con il quale osserva di non essere d’accordo con la possibilità di istituire una rappresentanza legale per i minori, in quanto andrebbe ad ‘aggravare di una nuova figura la loro vicenda famigliare, che è già sovraffollata’ ritenendo la stessa ad oggi non necessaria; (…) vista la pendenza del ricorso di fronte al Tribunale federale, s’impone prudenza nell’adozione – nel merito – di nuove misure di protezione quale l’istituzione di una ‘rappresentanza legale’ in favore dei minori interessati.”

Secondo il legale del padre: “su tale aspetto l’ARP si pone inaspettatamente con un atteggiamento di riserva ed eccessivo scrupolo, ritenendo fondamentale e necessaria una certa prudenza nell’adozione – nel merito – di nuove misure di protezione quale l’istituzione di una rappresentanza legale.” Peccato che altrettanta circospezione non sia stata riposta anche nelle ulteriori e ben più incisive misure di protezione ordinate, in primis la sospensione delle relazioni personali paterne.

Reclamo del padre alla Camera di Protezione

Il padre ha inoltrato reclamo chiedendo all’istanza superiore, tra le altre cose, di concedere ai minori un avvocato affinché possano essere finalmente ascoltati nelle loro esigenze di stabilità e per esprimere i loro desideri.

Camera di Protezione sconfessa la ARP4: nominato l’avvocato ai figli

“A norma dell’art. 314abis Codice Civile, se necessario, l’ARP ordina che il figlio sia rappresentato da un curatore, esperto in questioni assistenziali e giuridiche, in particolare se il procedimento concerne il ricovero del figlio, gli interessati propongono conclusioni differenti in merito all’autorità parentale o a questioni importanti concernenti le relazioni personali (…) spetta al giudice ordinare che l’interessato sia rappresentato (…) in tutte le procedure pendenti di fronte alle autorità di protezione di prima e di seconda istanza. Una componente essenziale dell’istituzione dell’avvocato del minore è l’indipendenza della rappresentanza, che è garantita nella misura in cui il rappresentante non sia segnatamente vincolato alle istruzioni dei genitori.”

E – aggiungeremo noi – non sia altresì vincolato alle istruzioni dell’UAP, dell’ARP e della Camera di Protezione. Quest’ultima, nella persona del giudice Franco Lardelli, decide che: “appare necessario procedere alla nomina di un curatore per la rappresentanza dei tre figli, che veglierà a tutelare i diritti dei minori nell’ambito della procedura in oggetto (…). L’avv. Chiarella Rei Ferrari, contattata da questo giudice, si è dichiarata disponibile ad assumere la curatela di rappresentanza dei predetti minori (…)”

Costi generati

Il giudice Franco Lardelli decreta che: “A norma dell’art. 19 LPMA i costi di gestione della misura a protezione sono a carico della persona interessata o di chi è tenuto al suo sostentamento; se (…) non vi fa fronte, tali costi sono anticipati dall’ARP (…) in considerazione del compito conferitogli, alla curatrice viene riconosciuto un onorario orario di fr. 180.-”

Facciamo presente ai lettori che la madre e il padre sono al beneficio dell’assistenza giudiziaria dall’inizio della procedura e tutti i costi, come pure i futuri costi dell’avvocato dei figli (causati, a nostro avviso, esclusivamente dalle valutazioni dell’UAP e dalle decisioni dell’ARP di Paradiso – vedasi i precedenti articoli Parti 1-2-3), e non dal conflitto genitoriale, come preteso dalle autorità per giustificare le aberrazioni che stanno mettendo in atto. Semmai, dalle infondate e temerarie accuse della madre contro il padre e dal voler trasferirsi in Austria contro il volere e il bene dei figli minorenni.

Ad oggi, i costi generati dalle accuse della madre contro il padre, dalle valutazioni dell’UAP e dalle decisioni dell’autorità di protezione cantonale (di prima e seconda istanza), ammontano a parecchie decine di migliaia di franchi, ovviamente a carico dei cittadini contribuenti.

(Fine Parte 4… Continua)

Contatto: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Movimento Papageno, cp 1827, 6830 Chiasso, ccp 65-103037-1

Da: Mattino della domenica, 27.1.2019, pag. 26, rubrica “Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri”

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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