Solita strategia: denunce di abusi e maltrattamenti
Nel decreto di abbandono del Procuratore pubblico emanato in ottobre 2017 si evince tra l’altro che: “In data 26 giugno 2017, la madre si è recata presso la Gendarmeria di Mendrisio per denunciare/querelare il convivente per titolo di lesioni semplici, vie di fatto, minaccia, coazione, coazione sessuale, molestie sessuali e ingiuria. (...) Ora le versioni rese dai due protagonisti sono nettamente divergenti, non potendo, in assenza di prove, propendere per una versione piuttosto che per l’altra. Di fatto, la Polizia non è mai stata allertata, né la madre si è recata da un medico per curare e certificare eventuali lesioni subite.”

Tuttavia, a causa delle denunce penali e delle accuse della madre, lei e i figli sono stati “protetti dal papà” presso una struttura di Casa Armonia per ben 10 mesi, durante i quali il padre non è stato autorizzato ad incontrare i figli se non dopo alcuni mesi e solo in forma sorvegliata.
Prima valutazione dell’UAP di Paradiso e richiesta di ricusa
La sig.ra Valeria Fumagalli dell’UAP, su incarico dell’ARP di Paradiso, ha svolto una prima valutazione socio-ambientale quattro mesi dopo il mandato ricevuto.
Nel febbraio scorso, l’avvocato del padre replica all’ARP che: “Stando alle segnalazioni del padre, la sig.ra Fumagalli è sin da subito apparsa molto prevenuta nel valutare la situazione famigliare (...), tant’è che ha esordito caldeggiando il trasferimento in Austria dei figli senza svolgere alcun esame critico né analisi dei motivi per cui il padre vi si oppone. Da subito il padre è stato confrontato a una rappresentazione di parte della situazione famigliare, distorta e affatto corrispondente alla realtà. Il padre si è visto rappresentato quale causa e capro espiatorio del disagio dei figli ‘costretti a rimanere bloccati, nel limbo di una casa protetta’ (cit. sig.ra Valeria Fumagalli), allorquando questa situazione è dovuta unicamente alle ingiustificate insistenze della madre che per suo egoismo persevera nell’intento di allontanarsi dal papà, trasferendo i figli all’estero, sacrificando persino il benessere dei propri figli pur di raggiungere il proprio obiettivo. (...) Alla luce dell’apparenza di parzialità e preconcetti riconoscibili nella persona della sig.ra Fumagalli, chiediamo che l’esame socio-ambientale venga affidato ad altra sede e ad altra persona competente.”
A queste richieste non risulta alcuna risposta da parte dell’ARP.
UAP Paradiso in letargo
Durante l’estate e nei primi mesi di scuola, i ragazzi vivevano felici e tranquilli con il padre, ma gli operatori dell’UAP, stranamente, non hanno effettuato alcuna valutazione socio-ambientale al domicilio paterno per accertare lo stato psico-fisico e il benessere dei figli.
L’ARP di Paradiso ha infine autorizzato la polizia e i servizi sociali a prelevare i figli dalla loro scuola del paese dove vivevano sereni con il papà, traumatizzandoli ulteriormente, per consegnarli alla madre che nel frattempo aveva trovato una sistemazione provvisoria in un comune vicino.
UAP Paradiso si risveglia
Non appena i figli sono stati consegnati alla madre, il capo équipe UAP, sig. Marco Capoferri, nel giro di due giorni redige una valutazione della situazione con richieste finali alla ARP di Paradiso.
Dal rapporto emerge quanto segue: “(...) il bambino appariva molto provato, carico di emotività e ha subito affermato di non voler andare dalla madre (definendola con epiteti molto pesanti), soprattutto per la paura di dover tornare in Austria. (...) L’altro figlio, più introverso e taciturno, il più piccolo, molto carico emotivamente, affermava a ripetizione di non voler andare a casa dalla mamma (...) in particolare il loro timore di ritornare in Austria ed essere sradicati dal papà e dall’ambiente ticinese (...). Al momento della partenza, la tensione è aumentata e i bambini si sono messi anche a urlare, rendendo oltremodo difficile la sistemazione sull’auto e il viaggio da A.... a M...: essi hanno posto resistenza, cercando anche di colpire fisicamente gli operatori (...) una volta usciti dall’auto sono scappati dietro la casa (...)”.
UAP Paradiso: causa del malessere è il padre
Nel medesimo rapporto si legge: “È evidente, osservando i comportamenti dei bambini e ascoltando le loro parole e gli epiteti da loro utilizzati nell’accusare la madre (tipicamente da adulti), che ciò non sia frutto del loro pensiero, bensì il risultato di una campagna di denigrazione nei confronti della madre e di una programmazione svolta in questi mesi a stretto contatto col padre. (...) In conclusione, tenuto conto dello stato psicofisico dei minori, del grave conflitto di lealtà, dell’aggressività mostrata, delle parole espresse e degli epiteti utilizzati, tutti segnali che riconducono a un’alienazione parentale conseguente a un’opera svolta dal padre nei termini di programmazione, manipolazione e mancanza totale di riconoscimento dei veri bisogni dei figli e dell’importanza del ruolo della madre, chiediamo la sospensione almeno iniziale delle relazioni paterne, con divieto di avvicinarsi alla scuola e all’abitazione materna.”
UAP Paradiso: togliere autorità parentale al padre e collocare i figli in istituto
Il sig. Marco Capoferri, per tutelare i minori che fino a pochi giorni prima vivevano serenamente col papà, propone di togliere ai figli il padre e di collocarli in istituto.
Ecco quanto suggerisce all’ARP di Paradiso: “Allo stato attuale delle cose, ci interroghiamo sulla pertinenza di mantenere l’autorità parentale congiunta, visto lo stato di grande disagio arrecato ai minori (...). Manteniamo delle perplessità rispetto al fatto che i bambini (...) frequentano la scuola a pochi metri dall’abitazione paterna (...). Se il malessere dei bambini non dovesse diminuire o la madre non fosse in grado di arginare da sola la situazione (...), si renderà necessario un collocamento anche urgente dei minori in un luogo neutro, finalizzato anche a permettere il ristabilirsi del loro stato psicofisico.”
Sono queste le proposte che l’ARP di Paradiso intende avallare per portare armonia e pace a questi tre ragazzi? Eliminare dalla loro esistenza la figura paterna che adorano, collocarli in un istituto e far cambiare loro nuovamente scuola?
(Fine Parte 2… Continua)
Contatto:
Da: Mattino della domenica, 18.11.2018, pag. 23, rubrica "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri"
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