Svizzera Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Seleziona la tua lingua

UAP e ARP di Paradiso sottraggono il padre ai tre figli (Parte 3)

Norme della Costituzione e della Convenzione dei diritti del fanciullo

La Costituzione svizzera garantisce ai fanciulli e agli adolescenti il diritto a particolare protezione della loro incolumità e del loro sviluppo e, nei limiti delle loro capacità, il diritto di esercitare autonomamente i propri diritti (art. 11 Cost.).

L’art. 9 della Convenzione sui diritti del fanciullo, entrata in vigore per la Svizzera nel 1997, prevede che:

“1. Gli Stati parti vigilano affinché il fanciullo non sia separato dai suoi genitori contro la loro volontà a meno che le autorità competenti non decidano, sotto riserva di revisione giudiziaria e conformemente con le leggi di procedura applicabili, che questa separazione è necessaria nell'interesse preminente del fanciullo. (…) 3. Gli Stati parti rispettano il diritto del fanciullo separato da entrambi i genitori o da uno di essi, di intrattenere regolarmente rapporti personali e contatti diretti con entrambi i suoi genitori, a meno che ciò non sia contrario all'interesse preminente del fanciullo.”

L’art. 12 recita: “1. Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità.”

Di seguito alcune riflessioni sulle misure messe in atto dall’autorità ticinese “per la tutela degli interessi dei figli” di questi due genitori, entrambi con autorità parentale congiunta sui figli.

Sentenza della Camera di protezione: ignorati i diritti dei figli

Non appena i figli sono stati consegnati alla madre il giorno 7 novembre 2018, la Camera di protezione ha notificato la sentenza alle parti autorizzando il trasferimento in Austria della madre coi figli, motivando la decisione anche con quanto segue:

“Nella misura in cui il trasferimento non sia motivato dall’intenzione di separare il padre dai figli (…) secondo la giurisprudenza sono prive di rilevanza le ragioni che spingono la madre a voler rientrare in Austria. (…) In base ai principi giurisprudenziali evocati sopra e nel rispetto della libertà di domicilio e di movimento garantite costituzionalmente, non occorre nemmeno accertare – contrariamente a quanto sostenuto nel reclamo – se per il bene dei figli sarebbe preferibile che la madre decidesse di non trasferirsi, cercando in Ticino altre soluzioni (abitative e professionali).”

La legale del padre ha immediatamente ricorso al Tribunale federale, che ha concesso l’effetto sospensivo: la madre non può pertanto partire all’estero coi figli fino all’emissione della sentenza definitiva del Tribunale federale.

ARP di Paradiso: sottrae il padre ai figli

Dopo poche ore dal prelievo coatto, l’8.11.2018, il capo équipe UAP, sig. Marco Capoferri, redige una valutazione della situazione con richieste finali alla ARP di Paradiso (vedi articolo Parte 2). L’ARP di Paradiso, basandosi interamente su tale rapporto, pochi giorni dopo, in data 12.11.2018, decide che:

“viste le serie preoccupazioni esistenti per lo stato psico-affettivo dei minori e la loro attuale situazione di grave e serio disagio, che riconducono ad un’evidente e comprovato rischio di alienazione parentale, alla luce di quanto emerso e viste anche le continue tensioni esistenti fra i genitori con evidenti ripercussioni negative sui figli, per impedire agli stessi di trovarsi in un evidente conflitto di lealtà, la scrivente Autorità ritiene opportuno intervenire con urgenza nella situazione dei minori e sospendere, con effetto immediato e per quanto necessario, l’esercizio del diritto di visita paterno (...) accanto alla suddetta misura (…) è indispensabile ricorrere (…) a sostegni specialistici; pertanto, sono conferiti mandato al Servizio medico-psicologico per un adeguato sostegno psicoterapeutico dei minori rispettivamente incarico al Servizio di sostegno e accompagnamento educativo di Lugano per un seguito a livello educativo; (…) Per dar seguito ai mandati sopra indicati i suddetti servizi sono autorizzati a fare capo ad altri servizi, enti, ecc. coinvolti; essi sono inoltre autorizzati a raccogliere informazioni presso terzi enti o operatori e chiedere l’incarto in visione”.

Eppure i figli vogliono solo restare con il papà ad A…….., continuare a frequentare la scuola e gli amici del loro comune e non partire per l’Austria. Tuttavia, di questi loro desideri e bisogni, rimasti inascoltati e ignorati, agli operatori dell’UAP, dell’ARP e della Camera di Protezione non interessa affatto.

ARP sta facendo soffrire i figli privandoli del padre

L’ARP di Paradiso ha dunque deciso di fare proprie le sommarie valutazioni e proposte dell’UAP. Per portare infine armonia e pace a questi tre bambini, ha preferito mettere in atto l’alienazione parentale contro il padre per tutelare i figli dalla presunta alienazione parentale contro la madre.

Ha quindi deciso di eliminare dall’esistenza dei figli il padre, da ormai oltre due mesi: un padre che adorano e con cui vogliono vivere. Nei mesi trascorsi con il papà, mentre la madre cercava un’abitazione in Ticino, il padre ha sempre favorito il contatto con l’altro genitore.

La madre però si negava ai suoi figli, rifiutando di farsi vedere di persona o addirittura su Skype, inventandosi scuse e rimandando tutto alla “autorità”, con il risultato di far crescere la frustrazione dei tre ragazzi. Per riuscire a ottenere di vedere la mamma per il suo compleanno, J…… di 11 anni, ha dovuto chiederglielo in lacrime: (cit.) “Mamma, smettila di raccontare storie, se tu non vuoi vederci è perché non vuoi tu, non c’è nessuna autorità che te lo impedisce! Non siamo più nella Casa Protetta, siamo a casa nostra e puoi incontrarci quando ti pare!”

Alienazione parentale dell’ARP contro il padre

Ora, da quando i bimbi sono di nuovo con la mamma (e con l’avallo dell’ARP, presidente avv. Gabriella Meuli Bianchi), non vedono né sentono il padre da ormai più di due mesi. Il papà inoltre non può neanche avvicinarsi alla scuola frequentata dai figli (a 100 m dall’abitazione paterna).

Un padre che per tre mesi e mezzo ha curato e accudito da solo i propri figli, seguendo da vicino anche il percorso scolastico, è ora trattato come un reietto: marginalizzato, se non addirittura eliminato del tutto.

Questa non è grave violenza e abuso socio-giudiziario e psicologico contro tre ragazzi che vorrebbero soltanto poter frequentare con continuità entrambi i genitori anche se separati, come suggerisce il buonsenso e impongono la legge e le Convenzioni internazionali? Che dire? Cittadini, per quanto possibile, state alla larga dagli UAP, dalle ARP e dalla Camera di Protezione!

(Fine Parte 3… Continua)

Contatto: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Movimento Papageno, cp 1827, 6830 Chiasso, ccp 65-103037-1

Da: Mattino della domenica, 13.1.2019, pag. 23, rubrica “Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri”

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

Commenti

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

Forniamo documentazione e analisi per sostenere decisioni informate e un dibattito pubblico equilibrato in Ticino e in Svizzera.

Iscriviti per ricevere aggiornamenti.

Maschi avvisati mezzi sal­vati

Bene dei minori

Male dei minori

Ultimi articoli