Fanno il lavoro che hanno sempre sognato di fare. E lo fanno
bene. Così guadagnano più dei loro mariti. Ma attenzione, perché non è
tutto oro quel che luccica. Le statistiche dicono che le donne inglesi
che svolgono ruoli di tipo dirigenziale sono maggiormente soggette al
divorzio. Questo è il risultato di uno studio durato ben 25 anni e fatto
su più di 2’500 matrimoni britannici. I ricercatori ammettono che la
vera ragione di questo comportamento non è chiara, ma sembrerebbe
proprio che l’orgoglio maschile sia ferito dal fatto di non riuscire a
portare a casa lo stipendio più sostanzioso. Dall’altra parte, cresce il
risentimento delle donne in carriera nei confronti di mariti che non
riescono a sopportare una situazione del genere. Insomma, a queste
condizioni la vita di coppia si fa complicata.
I ricercatori hanno studiato i matrimoni e i redditi di più di
2’500 donne inglesi che si sono sposate per la prima volta tra il 1979 e
il 2002. Il risultato è che le donne che hanno uno stipendio più alto
di quello dei mariti hanno il 38% di probabilità in più delle altre di
andare incontro ad un divorzio. Jay Teachman della Western Washington
University ammette che possono esserci moltissime ragioni dietro ai
risultati delle statistiche. Ad esempio, l’indipendenza economica fa sì
che le donne possano scappare più facilmente da un matrimonio infelice.
Ma anche l’ego un po’ sminuito può giocare un ruolo importante, oppure
un sostanzioso incremento delle ore trascorse sul luogo di lavoro invece
che a casa. La constatazione finale dello studio è che i “casalinghi
disperati”, ossia coloro che sono finanziariamente dipendenti dalla
partner, sono cinque volte più inclini al tradimento rispetto agli altri
uomini. Infatti, secondo i ricercatori l’infedeltà sarebbe la strada
scelta dagli uomini per riaffermare la propria mascolinità. Considerando
che circa un terzo delle donne britanniche guadagna più dei rispettivi
mariti, il dubbio si insinua facilmente… Ma il professor Teachman
difende la categoria maschile affermando al quotidiano inglese Daily
Mail che “non è detto che sia solamente l’orgoglio ferito maschile a
creare le tensioni all’interno della relazione di coppia. Potrebbe anche
essere il fatto che molte donne reagiscono negativamente ad un marito
che non riesce a tenere il loro passo”.
Certo è che anche nel mondo dello spettacolo gli esempi si
sprecano. L’attrice inglese Kate Winslet, diventata famosa con il film
Titanic, ha divorziato dal marito Jim Threapleton, assistente alla
regia, che non sopportava la continua ascesa della carriera della
“povera” Kate. Quest’anno invece è stato il turno della cantante gallese
Charlotte Church, che ha dichiarato di essersi separata dal fidanzato e
giocatore di rugby, Gavin Henson, perché guadagnava molto più di lui.
E qual è allora la soluzione per un matrimonio felice? Teachman
sostiene di possedere la chiave di tutti gli “happy end”: una
proporzione di 60/40 negli stipendi, dove l’uomo deve figurare come
colui che guadagna di più. Insomma, le donne in carriera sono avvertite.
Il decalogo
Dieci buoni motivi per non sposare la vip
e.r.b.
Tradisce di più, è portata al divorzio e non ama fare figli. E
questi sono solo alcuni dei motivi per cui è meglio non sposare una
donna in carriera. Al di là dei luoghi comuni a dare una motivazione
scientifica ci hanno pensato diversi studi sociologici, elaborati dalle
più note facoltà universitarie Usa in scienze sociali a stilare una
sorta di decalogo (pubblicato nella sezione Carriere di Forbes) per
mettere in guardia i potenziali, mariti di donne votate alla carriera.
Prima di tutto, perchè è difficile. Stipendio da vip, tempo
libero centellinato, elevata qualità della vita... Già è una “preda”
ostica. Secondo: le ricerche attestano che, quand’anche arrivasse
all’altare, divorzierà più facilmente. La possibilità di essere traditi,
al terzo posto, è data per scontata quando il livello culturale di lei è
superiore al marito. Se invece è lui ad aver studiato di più il
pericolo corna è tendenzialmente limitato. Chi tiene alla famiglia, poi,
sappia che al quarto posto c’è la constatazione che le donne manager
fanno meno figli. Sempre ammesso che li procreino, il loro ruolo materno
non sarà vissuto con serenità, generando altre crisi alla vita di
coppia. Al sesto posto (e anche questa non è un’illazione, ma frutto di
uno studio scientifico) il fatto che la manager è più “sporca”. Nel
senso che, più guadagna, meno tempo dedica alla cura della casa.
Psicologicamente poi, ed è il settimo motivo, avere accanto una donna
più in gamba deprime il maschietto. Per giusto contraltare, e siamo ad
otto buone ragioni, anche lei lavorando più del compagno si riterrà
infelice. Sempre le ricerche attestano che anche la donna più
emancipata, in fondo in fondo, ama avere qualcuno accanto che porta a
casa i soldi. Infine, scientificamente legata al numero e intensità di
ore lavorate, i mariti delle career woman si ammalano facilmente.
Ovviamente, con conseguente meno disponibilità della partner a
prestargli attenzioni, a curarlo….
Psicologicamente avere accanto una partner più in gamba deprime il maschio. E i mariti delle “career woman” si ammalano di più