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[27-05-2011]

[prefazione] - Il divorzio predatorio è una piaga sociale diffusa ed in rapida espansione, una pratica che colpisce con cruenza ogni sfera personale (affettiva, lavorativa, morale e materiale) dell’essere umano che ne diventa vittima. Chi ne viene colpito perde i propri figli, la propria casa, i propri soldi, tutte le proprie libertà e le proprie sicurezze. Terremoto, tsunami, devastazione, shock, alcune delle parole usate per descriverlo dalle migliaia di uomini e papà separati che ne sono stati vittima, almeno da quelli sopravvissuti dato che, solo in Italia, ogni anno 100 di loro non ce la fanno e smettono di vivere. 

Da:  di paternita.info - pubblicato dal blog giovani vicenza  Vedi servizio tg5 sulla notizia (clicca)

L’ultimo ieri a Padova, un giovane commerciante in fase di separazione a cui era stato concesso di vedere il suo bambino solo il sabato o la domenica. Accanto al suo cadavere un biglietto in cui descrive la propria disperazione e la rabbia per non poter vedere suo figlio come vorrebbe. In Italia quasi cento papà separati ogni anno si suicidano (fonte FENBI). 

Commenta MAURIZIO QUILICI responsabile dell’ISP (Istituto Studi sulla Paternità): "Si tratta di una punta di un drammatico iceberg che da molti anni galleggia nell'indifferenza di molti. Non sono bastate le battaglie dei movimenti dei padri, la trasformazione della figura paterna, non e' bastata la legge 54 del 2006 che impone il condiviso come forma prioritaria di affidamento. I giudici continuano imperterriti a privilegiare le madri, le madri continuano a ostacolare il rapporto dell'ex compagno con i figli, i figli continuano ad essere strumento di battaglia per campioni di egoismo. I padri che si separano continuano a vivere con tremendo dolore la frequente perdita dei figli. E di dolore si può anche morire."  

Riceviamo con richiesta di pubblicazione.

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Spero che possiate pubblicare questa testimonianza.

Sono una donna, e approvo quello che state facendo perché io come molte altre siamo le altre donne, ovvero quelle che si trovano ad amare un uomo che della sua vita gli sono rimasti soltanto i cocci. Ovvero uomini che non sono liberi di poter stare con i propri figli come vorrebbero e che si trovano a pagare soltanto per il loro mantenimento.

Io sono l'altra donna che quando il compagno è triste a causa della mamma di suo figlio lo consolo, sono l'altra che gli infonde coraggio e lo sostiene se può anche dal punto di vista materiale e prova a riassemblare i pezzi della sua distruzione legalizzata.

Io sono l'altra che paga le conseguenze di queste ingiustizie. 

Da: CdT 18.3.11 pag 59 Lettere & Opinioni

■ In una società in preda a profondi cambiamenti di valori, anche la famiglia sta attraversando una storica crisi. Il vincolo matrimoniale era divino (l'uomo non divida ciò che Dio ha unito), ossia era retto da strutture e ruoli ben precisi.

Oggi la famiglia è un puzzle disordinato e casua le di persone, un po' come un pezzo del marmo di Arzo. Fondamentalmente sono venute a mancare le gerarchie.

Per incominciare la figura del capofamiglia è stata abolita (1988). Ma non sostituta. In famiglia tutti sono uguali, come tutti so no uguali davanti alla legge: uomini, donne, bambini.

“Non vale la pena vivere senza mia figlia, senza una casa, senza dignità. O riesco ad ottenere giustizia, oppure l’ingiustizia mi ucciderà”.
A parlare è Fabrizio Adornato, padre separato, a Roma peruno sciopero della fame ad oltranza iniziato lunedì 7 marzo.Genovese, 46 anni, Maresciallo Capo dei Carabinieri, denuncia un degrado insostenibile sotto ogni profilo: giudiziario, psico-emotivo,economico, relazionale.
La storia delle ingiustizie subite nella separazione è infinita, consultabile al blog www.eremita65.blogspot.com  Contatto diretto Fabrizio Adornato - 3313613354. 

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