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Da: www.tio.ch 4.12.2010 (link all'articolo)
Sono i papà, divorziati o separati, che chiedono alle autorità l'osservanza dei diritti dell'uomo nelle pratiche di separazione e divorzio.
LUGANO - Non distribuivano caramelle, mandarini o cioccolatini, bensì volantini nei quali denunciavano la sistematica violazione dei diritti dell’uomo (e anche dei bambini) da parte delle autorità svizzere. Sono I San Nicolao vestiti di blu che hanno fatto la loro comparsa sabato mattina in piazza Cioccaro a Lugano e al Mercato di Bellinzona. Si tratta di padri di famiglia, separati o divorziati, a cui è stato negata la possibilità di vedere o di godere della compagnia dei propri figli.
I padri che vivono in Ticino, confrontino questo articolo con la testimonianza del padre che deve pagare alimenti e, suo malgrado, è finito in assistenza. Risultato: anche i padri separati/divorziati lasciati con il minimo vitale della LEF dai Giudici del Tribunale d'Appello ticinese, dovrebbero rinunciare a lavorare? Mandateci le vostre osservazioni sul tema.
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Da: CdT 10.12.10 pag 7
CONSIGLIO NAZIONALE
Le prestazioni dell'aiuto sociale saranno tassate
Il Parlamento ha in mente di tassare le prestazioni di aiuto sociale. Dopo il Con­siglio degli Stati, anche il Nazionale ha in­caricato tacitamente il Consiglio federale di presentare un rapporto sulle conseguen­ze di tale misura. Occorre infatti fare in mo­do di «preservare l'equilibrio del sistema d'aiuto sociale in Svizzera», ha spiegato il relatore della Commissione Jean-Claude Rennwald (PS). Il sistema introduce inop­portuni incitamenti e penalizza i lavorato­ri. Attualmente i redditi modesti sono svan­taggiati rispetto ai beneficiari di un impor­to equivalente versato dall'aiuto sociale. Risultato: alcuni rinunciano a lavorare.

Da: www.giornaledelticino.ch 20.12.10 (link all'articolo)

Per quale ragione i padri, nella stragrande maggioranza dei casi, devono soccombere nel quadro di una sentenza? Infatti, essi non dovrebbero soccombere perché nessuno dovrebbe soccombere. E sarebbe utile, per prima cosa, che per il bene dei figli le parti venute in causa avessero cura di deporre le armi.

da Cinzia Marini, nostra esperta di quotidianità nelle cose minime

Per esperienza diretta e per conoscenza mediatica, negli ultimi mesi molti tra noi avranno avuto contatto con situazioni di profonda sofferenza legata ai problemi che i padri separati incontrano nella quotidianità. Lasciamo da parte, per un momento, il discorso connesso all’entità degli alimenti; parliamo piuttosto del fatto che molti faticano persino per poter vedere i figli, con difficoltà inadeguate e sproporzionate rispetto alle stesse prescrizioni legali da cui ogni processo di separazione viene costellato. Non pochi i casi - anche drammatici - di cui ci riferisce la cronaca; alcune vicende estreme di cui ci è giunta l’eco dall’estero dovrebbero esserci di monito.

TICINO No alla rottamazione dei padri separati e divorziati! Padri sposati ticinesi depredati dei propri figli, della casa e dello stipendio.

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Vi presentiamo il caso di un padre di 50 anni, domiciliato nel luganese, a cui, a seguito della domanda di separazione inoltrata dalla moglie, un Pretore di Lugano (specialista in divorzi), dopo discussione con le parti, ha sottoposto loro una proposta di accordo di separazione. Il magistrato propone al padre di lasciare tutto alla divorzianda moglie: casa con piscina, tre figli e stipendio, e di "levarsi gentilmente di torno"… Del suo stipendio di 7'450 fr mensili (compresa 13ma) verserà alla moglie 4'900 fr e (soprav)vivrà coi rimanenti 2'550 fr mensili - o meglio circa fr 2'000 visto che la 13ma l'incasserà solo a fine anno.

Ecco in sintesi la proposta scritta del Pretore:

  • la moglie rimane nella casa unifamiliare coniugale
  • i 3 figli sono affidati alla madre per cura ed educazione
  • il marito lascia la casa entro 15 giorni
  • tutte le spese correnti maturate fino all'uscita di casa rimangono a carico del marito
  • fino a quando il marito non avrà una sistemazione abitativa confacente sono esclusi i pernottamenti dei 3 figli
  • il Pretore avverte il marito che dovrà trovarsi un'abitazione dell'ordine di 1'100 fr per pigione (spese accessorie comprese)
  • il marito, a fronte di un reddito mensili di 7'450.- fr netti compresa la 13ma, verserà:
    • 2'500 fr per la moglie
    • 950 fr per il 1. figlio (compresi Assegni familiari)
    • 750 fr per il 2. figlio (compresi Assegni familiari)
    • 700 fr per il 3. figlio (compresi Assegni familiari)
      • ossia complessivi 4'900 fr mensili da versare nelle mani della moglie.

Da: La Regione, 27.10.10 pag 7

Indennità di congedo da estendere ai papà

Presentato un modello dal Gruppo federale per le questioni familiari

ATS
TI-PRESS Più tempo ai papà

Berna – In futuro, i genitori dovranno avere a disposizione 24 settimane di congedo parentale da dividere tra di loro. È quanto propone la Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari (Coff), che ha presentato ieri a Berna un modello dettagliato, in vista dell'introduzione in Svizzera di un congedo e di un'indennità parentale. La Coff considera il congedo parentale un investimento sulla famiglia e sui figli, nonché sul futuro della nostra società. Valuta i costi della sua introduzione a 1,1-1,2 miliardi di franchi. Se i padri dovessero prendere più di quattro settimane, i costi sarebbero più elevati, dato che i loro stipendi sono generalmente superiori a quelli delle madri

Secondo il modello della Coff, il finanziamento attraverso le indennità per perdita di guadagno (Ipg) comporterebbe un aumento dei contributi dello 0,4%, da suddividere tra i salariati e i datori di lavoro. Il presidente della Coff Jürg Krummenacher ha precisato alla stampa che ciò corrisponde a un contributo supplementare medio di 10 franchi al mese. Altra possibilità di finanziamento: aumentare l'IVA di 0,4-0,5 punti percentuali.

Come per l'indennità in caso di maternità, nel modello elaborato dalla Coff il reddito sostitutivo non dovrà superare l'80% del salario e rimanere inferiore al tetto massimo di 196 franchi al giorno. Le famiglie di condizioni modeste dovranno poter beneficiare di un reddito sostitutivo del 100%, ma con una durata di fruizione leggermente inferiore. Quest'ultima si estende dalla nascita fino all'età di scolarizzazione del bambino. Dovrà essere possibile anche la fruizione scaglionata.

Il padre (o la madre) dovrebbero tuttavia prendere almeno quattro settimane, altrimenti la durata del congedo parentale verrebbe ridotta nella stessa proporzione. Per la Coff, questa condizione è essenziale per evitare che i padri rinuncino al congedo, come mostra l'esperienza in altri paesi europei. Dal primo luglio 2005, in caso di maternità le donne che esercitano un'attività lucrativa percepiscono per 14 settimane un'indennità che copre l'80% del reddito da lavoro. Il congedo paternità non è invece disciplinato da alcuna legge federale, ha ricordato Jürg Krummenacher. Dopo la nascita di un figlio, alcune aziende ed enti pubblici concedono tuttavia, di propria iniziativa, un congedo di paternità di qualche giorno o settimana, ha aggiunto.

 

 

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