Da: http://www.mattinonline.ch/ (Il Mattino della domenica, 22.06.08, pag 8)
Da diversi mesi ormai il Movimento Papageno sta conducendo la sua battaglia contro le non poche anomalie che emergono nel sistema tutorio cantonale. A tal proposito i membri di questo gruppo hanno raccolto diversi documenti che testimoniano la vastità del problema legato soprattutto all'affidamento dei figli. Incredibili lungaggini burocratiche e la mancanza di dialogo tra le varie istituzioni civili, penali e psicosociali formano un groviglio sempre più difficile da districare. Tutto questo si ripercuote sui minori, non tutelati e quindi non messi nelle condizioni di vivere una vita normale, soprattutto perché spesso affidati al genitore meno idoneo che inoltre ostacola le relazioni tra il figlio e l'altro genitore.
Il Movimento Papageno ha deciso di procedere con determinazione chiedendo di... scoperchiare la "pentola", senza peli sulla lingua. Il Consiglio di Stato ha promosso uno studio atto a rilevare la delicata situazione appunto nel sistema tutorio ticinese. L'incarico è stato affidato a Kurt Affolter che avrà il non facile compito di far emergere gli ostacoli che rendono questa situazione insopportabile per la famiglia. A tal riguardo, il Movimento Papageno ha di recente trasmesso al Consiglio di Stato all'attenzione del signor Affolter un lungo esposto in cui vengono descritte le problematiche più importanti legate alle separazioni e ai divorzi, oltre ad alcune casistiche significative gestite da certe Commissioni tutorie regionali e dall'Autorità di vigilanza sulle tutele, nelle quali emergono disfunzioni inquietanti nell'operato svolto dalle isituzioni e dai vari servizi coinvolti.
Gianfranco Scardamaglia, membro del comitato "Papageno", spiega qual è l'obiettivo prioritario che intende raggiungere il Movimento: "Il nostro scopo - dichiara Scardamaglia - è salvaguardare il minore e il genitore non affidatario. Oggi i figli vengono sistematicamente affidati alla madre, raramente al padre, anche se sovente la madre non è il genitore più idoneo a far crescere ed educare il bambino. C'è la legge che regola in modo diverso le condizioni di affidamento, ma i citati ostacoli burocratici, le perizie eccepibili e parteggianti per le madri da parte di psicologhi e psichiatri, la fin troppo evidente superficialità di operatori dei servizi sociali, la mancanza di scrupoli e di etica di molti avvocati, nonché le superficiali decisioni delle Preture (in particolare quelle "supercautelari" non soggette a ricorso al Tribunale d'Appello) e delle Commissioni, provocano gravi falle. E queste falle condizionano in modo inesorabile la serenità dei figli e dei padri, alcuni dei quali precipitano in una preoccupante depressione e disperazione che a volte li porta addirittura a propositi suicidali".
Perché la legge non viene rispettata? "Semplice - risponde il coordinatore di Papageno - perché attorno a tutta questa "macchina" burocratica ci sono molti interessi in ballo. Tutti - intendiamo gli psicologi, gli psichiatri, i curatori e tutori, gli avvocati e le istituzioni civili, amministrative e penali sanno che, più passa il tempo, più aumenta la possibilità di avere un riscontro economico non indifferente. Alla fine, anche certi casi disperati e con dinamiche famigliari palesi che meriterebbero un'attenzione molto oculata, finiscono nel modo più prevedibile, ossia con la sola madre ad avere la possibilità di gestire la vita del figlio e con il padre messo alla gogna, privato di tutti i suoi diritti di genitore e spogliato anche sul piano economico, obbligato com'è a pagare per innumerevoli anni le spese di mantenimento per i figli e per le ex mogli (a volte con il nuovo convivente della madre che vive a sbafo nell'abitazione coniugale di proprietà pure del padre) e magari ridotto anche alla fame (assicurato l'affitto, la cassa malati e il minimo d'assistenza, ossia 1100 franchi), come egli fosse il peggiore dei debitori sulla piazza cantonale. Ditemi voi, con questa cifra, come può un padre vivere con una certa dignità e mantenere i propri figli quando trascorrono dei giorni di visita e le vacanze con lui. Quanto avviene nel nostro Cantone e in Svizzera riguardo alle separazioni e ai divorzi è scandaloso: il mancato rispetto delle Convenzioni internazionali ratificate da anni dalla Svizzera è palese".
Concretamente cosa vi aspettate da questo studio? "Che venga appunto fatta chiarezza, anche se globalmente siamo pessimisti perché, in un modo o in un altro, abbiamo il timore che si cercherà di insabbiare tutto. Quindi, si rischia ancora di marciare sul posto".
Cosa si dovrebbe fare dunque per cominciare a sbrogliare questa matassa? "Sedersi attorno ad un tavolo e far valere il buon senso, cercando di valorizzare il vero punto centrale di tutta la faccenda: ossia la vita del minore e la dignità dei padri. Perché non si ascolta mai il bambino, visto che è lui che ci fa capire quale persona riesce veramente a fargli trovare la sua serenità? Purtroppo operatori che abbiano questo famoso buon senso, e lo dimostrano appunto i vari documenti in nostro possesso, ce ne sono veramente pochi".
Un problema vasto, che il Movimento Papageno vuole esporre all'attenzione dell'opinione pubblica "affinché essa prenda coscienza di una situazione che davvero rischia di essere dannosa ed irreparabile per il minore e la nostra società, soprattutto tenuto conto che un matrimonio su due finisce in un divorzio. È come lottare contro i mulini a vento, ma è importante che tutti sappiano cosa sta veramente dietro a tutto il sistema tutorio in particolare, e al "businness" delle separazioni e dei divorzi in generale. È incomprensibile come possa essere veloce, facile e a buon mercato sposarsi, lungo drammatico e costoso invece separarsi e divorziare".
Gli interessati che volessero leggere lo scritto inviato dal Movimento Papageno a Kurt Affolter e conoscere questo gruppo, lo possono fare cliccando su www.miopapageno.ch, per le email scrivere invece a
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