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"Vedova affidataria" fa battezzare figlia in affido senza l'autorizzazione della madre naturale

La bambina di 9 anni è stata battezzata dalla "famiglia" (vedova) affidataria (che per quest'affido temporaneo riceve ben 1'800 fr mensili dallo Stato), senza alcuna autorizzazione della madre naturale.
La madre scrive al Vescovo Monsignor Grampa per denunciare l'accaduto e chiedere provvedimenti.
 
Facciamo rilevare che la bambina (su proposta dell'assistente sociale) è stata lasciata dalla madre in affido temporaneo per motivi economici,

non riuscendo la madre, sola, a lavorare ed accudire la figlia. E lo Stato paga alla vedova affidataria la bellezza di 1'800 fr mensili per occuparsi della bambina, dato che la madre doveva lavorare per poter mantenere la figlia...

Ma l'assistente sociale sig.ra Macaluso Bressan che si occupava della situazione, ha informato la madre sugli assegni integrativi percepibili fino al 15esimo anno di età della piccola? È vero che le ha solo lasciato la scelta tra il collocamento in istituto oppure in una famiglia affidataria? Se così fosse allora...

E come si può accettare che lo Stato paghi 1'800 fr al mese a terze persone per occuparsi della figlia di una madre biologica perché deve lavorare? Non è meglio che lo Stato paghi anche solo 1'000 fr alla madre naturale affinché si occupi della propria figlia? Oltre ad esserci un gran risparmio economico per lo Stato, una famiglia rimarebbe unita.

Ecco le tariffe raccomandate dalle "Raccomandazioni relative al compenso dei genitori affilianti ai sensi dell'art. 294 CCS - 6 novembre 2006; 6.4.2.1.4"

Tipo di affidamento

Compenso mensile massimo raccomandato

Affidamento intra-familiare (nonni)

CHF   990.--

Affidamento extra-familiare

CHF 1800.--

Affidamento professionale e S.O.S.

CHF 2250.--

E poi cosa farà lo Stato, per diritto di regresso, ne chiederà il pagamento alla madre che ha lasciato in affido la bambina per poter lavorare?

Non è così che si aiutano le famiglie...

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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